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Imprese e Professioni
Salamon Fine Art. BETH MOON. Mostra fotografica "Alberi Secolari del Pianeta"

Beth Moon - Alberi Secolari del Pianeta - Mostra fotografica 
” Apre gli occhi oltre l’universo luminoso”. San Francisco Chronicle

La Salamon Fine Art, galleria milanese da sempre attenta allo sguardo sulla natura di artisti con spiccato talento tecnico e artistico, propone la mostra sugli Alberi [e non solo] della fotografa contemporanea californiana Beth Moon.

A partire dal 7 settembre 2020, con un’inaugurazione ampliata dalle ore 10 alle ore 21 per poter garantire la distanza di sicurezza, saranno esposte venti grandi fotografie di Beth Moon. Un orario ampio e personalizzabile che permette di recuperare la dimensione di un salotto culturale, dove il tempo che si ha a disposizione, senza distrazioni, assume valore e riporta l’arte al centro delle emozioni che è chiamata a sollecitare.

“Le immagini di Beth Moon catturano la forza e il mistero della testimonianza dei più antichi alberi del mondo. Queste sentinelle forestali sono tra i più antichi esseri viventi sul pianeta ed è disperatamente importante che noi facciamo tutto il possibile per garantire la loro sopravvivenza. Vorrei che i miei nipoti possano conoscere la meraviglia della vita di questi alberi e che loro la possano fare conoscere ai loro figli” Jane Goodall

Inaugurazione

Inaugurazione prolungata Lunedì 7 settembre dalle 10 alle 21 caffè o drink a seconda dell’orario
In esposizione fino al 24 settembre. Orario mostra [indicativo]: 
da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 - Preferibilmente su appuntamento

Chi è Beth Moon (classe 1956)

Beth MoonBeth Moon

É una fotografa americana. Per lei l’albero come ogni dettaglio del mondo sono qualcosa che vale la pena di ammirare con l’occhio che rincorre la luce. Quando si pensa a natura e fotografia, la memoria può accompagnarsi alle immagini che ci hanno lasciato grandi fotografi del passato e del presente, come Ansel Adams, il grande cantore delle straordinarie bellezze di paesaggi e dei parchi nord americani, come Sebastião Salgado, che alla natura, agli animali come ai paesaggi quanto agli alberi e alle foreste, ha dedicato una delle sue più riuscite mostre, transitata con grande successo anche in Italia: Genesis. Ma nel mezzo figurano decine e decine di fotografi di grande valore. Beth Moon è esplosa all’attenzione mondiale poche stagioni fa, grazie ad una serie di pellicole dedicate ai grandi alberi del mondo, scatti in un lucente e argenteo bianco e nero, confluiti nel volume Ancient Trees. Portraits of Time (Alberi antichi. Ritratto del tempo). Non meno successo ha avuto la serie di scatti notturni, mistici e psicadelici, che ostentano le architetture violente e prepotenti di baobab africani, in solitaria manifestazione, o in parata familiare, a cui sono seguite le più recenti fotografie di taluni dei “titani” del Salento, come li ha definiti il naturalista Roberto Gennaio.

La sua fama è esplosa con l’uscita del volume, uscito nel 2014, dopo altrettanti anni di dedizione alla causa del grande albero. I suoi alberi si stagliano sulle lastre con la poderosa verità di un gesto biblico, le masse lignee trionfano come le muscolature di un Michelangelo, assecondando tutto quel che sta loro intorno o di mezzo. Gli spettacolari alberi-drago, le querce materne, le radici torreggianti fra i resti di Angkor Watt, i grandi ventri di alberi scavati dove ci si può sedere, come avviene anche nei nostri immensi castagni appenninici – penso al castagno detto Osteria del Bugeon in Emilia Romagna e al Castagno Miraglia di Camaldoli in Toscana. Il celebre tasso britannico di Crowhurst, in Inghilterra, con la porta che è ancora lì dalla prima metà del XIX secolo.       Tiziano Fratus (per catalogo MUSE di Trento, 2016)

Accordo in esclusiva grazie alla collaborazione fra gallerie

Per la galleria è anche l’occasione per segnalare l’inizio della collaborazione con la grande fotografa americana. Una collaborazione che la galleria deve ad Anna Maria Schiavon, fondatrice della galleria PH Neutro. Quando, lo scorso anno, la gallerista veronese ha chiuso i battenti ha offerto alla Salamon Fine Art l’opportunità di proseguire il lavoro di promozione fin ad allora svolto.

Un’occasione imperdibile per la Salamon Fine Art, che da tempo era alla ricerca di una fotografa che avesse nello sguardo la capacità di riportare la bellezza della natura, con professionalità, rispetto e poesia. Non è un caso che la fotografa stampa con la onerosa e complicata tecnica della stampa al platino palladio, un metodo che garantisce una conservazione eterna, un processo che denota la volontà di lasciare un segno indelebile, a testimonianza di ciò su cui si posa il suo sguardo, la consapevolezza che, il suo, è uno sguardo significativo, che merita longevità.

Il primo incontro fra la galleria Salamon e Beth Moon è del 2016, quando, su suggerimento del fotografo genovese, Giorgio Scarfì, le stampe al platino palladio di Beth Moon sono state esposte in dialogo con le acqueforti di Federica Galli, al MUSE di Trento.

Una mostra pubblica di respiro internazionale, che ha evidenziato la potenza interpretativa dell’una e dell’altra e ha convinto la critica più scettici verso la figurazione, conquistata dall’incanto degli scatti di Beth Moon e dall’acutezza del segno di Federica Galli.

La tecnica al Platino Palladio, usata da Beth Moon

La stampa al platino-palladio è un procedimento fotografico monocromatico in grado di restituire la più ampia gamma di toni. L’ampia ricchezza di sfumature e l’efficacia nel far emergere tutti i dettagli dell’immagine in armoniose gradazioni rende questa tecnica una delle più affascinanti. A differenza del tradizionale sistema all'argento, in cui l'argento viene depositato all'interno di uno strato di gelatina o albumina, il platino è steso direttamente sulla superficie della carta. L'immagine finale, privata dell'emulsione di gelatina, risulterà quindi opaca e formata dal deposito di platino-palladio gradualmente assorbito dalla carta. La tinta dell'immagine varia a seconda del dosaggio dei sali metallici nell'emulsione fotosensibile. Le stampe realizzate hanno una durata nel tempo non solo superiore a quella delle stampe all'argento, ma paradossalmente anche a quella della carta su cui l'immagine è impressa. Le stampe vengono realizzate a contatto da negativo che, pertanto, deve essere dello stesso formato della stampa.

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