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Tulipani di Seta Nera. “Questo è lavoro” di "Save The Cut" vince due premi.

Tulipani di Seta Nera”  XIII Festival Internazionale Film Corto - Rai Cinema Channel. “Questo è lavoro” vince due premi.

Storie da brand. Brand da storie. Verrebbe da dire: “è il branded content, bellezza”. Qui il link al post

Oggi, più di ieri, il cinema può essere al servizio del brand. Non perché il cinema stia morendo e solo il brand lo possa salvare. Al contrario. Il cinema nasce da una storia e una storia quanto più è bella cinematograficamente parlando, quanto più rimane dentro la memoria. E dentro la memoria rimane tutto ciò che è aspirazione a qualcosa di altro, ovvero rimane tutto ciò che i valori, potentemente, innescano.

Save The Cut

Per questo Save The Cut racconta storie, racconta valori, racconta brand. Da questo intreccio è nato “Questo è lavoro” un cortometraggio sviluppato grazie alla collaborazione con Parsifal, uno tra i più grandi consorzi del centro-sud Italia, che fa della cooperazione sociale il suo strumento più forte. La storia mette al centro un legame, quello tra un padre (Pietro De Silva) e una figlia (Martina Querini). Si mettono in viaggio perché per lui sarà un weekend di lavoro e mentre tutto sembra volgere al peggio, un incontro cambia le loro vite, quello con il mondo delle cooperative sociali. 

Dopo la fortunata selezione allo Short Film Corner del Festival di Cannes e dopo aver girato in manifestazione e festival nazionali e internazionali, “Questo è lavoro” ha vinto ben due premi ai “Tulipani di Seta Nera”, XIII Festival Internazionale Film Corto in collaborazione con Rai Cinema Channel: oltre al riconoscimento al miglior protagonista Pietro De Silva, ha ottenuto anche il premio al miglior corto Giuria di VariEtà.

cut
 

Girato in alcune delle Regioni in cui opera il Consorzio Parsifal (Sardegna, Lazio e Abruzzo) ”Questo è lavoro«continua nel tempo a interessare», sottolinea Renato Incitti, direttore generale del Consorzio. E prosegue: «Tanti lo hanno visto più volte, ma anche quelli che hanno ha avuto l’occasione di vederlo per la prima volta si sono interessati e ne sono rimasti colpiti proprio perché ancora non conoscono la realtà della cooperazione sociale».

Questo è lavoro” è una storia fa ridere e al contempo che spiazza dimostrando, come sta avvenendo anche oggi a causa del Coronavirus, che fare economia significa costruire una società che mette realmente al centro la persona e la salute.

Una società di comunicazione e una casa di produzione

Save the Cut è una società di comunicazione non convenzionale che incentra il proprio agire creativo sullo strumento dello storytelling e che ha nel web – e nelle sue declinazioni social – la propria piattaforma di riferimento. Il lavoro è fortemente orientato alla produzione di branded content, ossia prodotti editoriali ad alto contenuto artistico capaci di veicolare messaggi e valori propri di un brand, emozionando lo spettatore.

bianca sartirana

Ma non basta: Save the Cut è anche una giovane casa di produzione iscritta al MIBACT che ha voglia di raccontare storie. Giovani e con i piedi per terra, hanno affiancato all’attività di comunicazione quella di produzione indipendente, perché credono nel mezzo cinematografico e nei talenti. Con un network di giovani autori condividono idee e progetti: si chiama Son of a Pitch, una vera e propria piattaforma di condivisione e interazione.

Tulipani di Seta Nera

Il Festival Internazionale Film Corto “Tulipani di Seta Nera”, giunto alla tredicesima edizione, è una manifestazione organizzata dall’associazione studentesca universitaria “Università Cerca Lavoro”, su idea di Paola Tassone. Questa iniziativa ha l’obiettivo di promuovere il lavoro di giovani autori che raccontano, con le proprie opere, tramite le immagini, “non il semplice racconto della diversità, ma l’essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare”. L’obiettivo della manifestazione è quello di far sì che la diversità sia vista nei suoi molteplici aspetti positivi, lasciando in tutti coloro che vi prendono parte uno spunto di riflessione oltre che un arricchimento culturale. Ciò è possibile grazie all’ingegno di giovani artisti e alla cinematografia, che da sempre ha dato voce ai pensieri, alle opinioni e ai sentimenti umani. La finalità è quella di creare una nuova società solidale, dove la macchina da presa diventi il mezzo capace di filmare le coscienze dei giovani e di tutti i portatori sani di cultura, indirizzando il pubblico verso un cammino concorde, senza pregiudizi, facendo leva sulle nuove generazioni e creando una comunità sensibile, solidale e integrata.

QUESTO E’ LAVORO

Pressbook Tagline

Un uomo deve sbrigare un affare proprio nel weekend che aveva promesso di trascorrere con la figlia appena diciottenne. La porta con sé. Un viaggio fisico in tre regioni italiane ma anche un viaggio nei rapporti sempre complicati tra persone e generazioni che all’inizio mette in evidenza quanto siano distanti i modi di essere e di pensare di padre e figlia ma che alla fine riesce a ricomporre il rapporto tra i due, grazie all′incontro quasi fortuito con i ragazzi di una cooperativa sociale. Sinossi Massimo è un consulente d’affari per grandi realtà immobiliari ed è alle prese con una fattoria sociale da spostare, per far posto ad un hotel di lusso. Deve sbrigare questo affare proprio nel weekend che aveva promesso di trascorrere con sua figlia Carolina, appena diciottenne. Decide di portarla con sé. Il viaggio all’inizio mette in evidenza quanto siano distanti i loro modi di essere e di pensare: per Massimo è sempre tutta una questione di soldi, mentre Carolina, anziché iscriversi all’università, vorrebbe dedicare (“sprecare”, secondo suo padre) un anno al servizio civile in un asilo nido. Il viaggio diventa per loro non solo un percorso fisico in tre regioni italiane, ma anche un itinerario nei rapporti sempre complicati tra persone e generazioni. Massimo e Carolina incontrano prima Corsini, che Massimo crede essere il Presidente della cooperativa che deve convincere a spostarsi. Dopo qualche ora passata in gradevole compagnia (almeno per l’anziano), Corsini ammette di non essere più il presidente da un mese e Massimo è costretto a mettersi in viaggio di nuovo per raggiungere la fattoria sociale. Ma qualcosa va storto: la macchina si rompe in mezzo alla campagna e padre e figlia si incamminano alla ricerca di un aiuto in mezzo ai campi di carciofi. Incontrano fortunatamente i ragazzi di una cooperativa sociale che si mettono subito a loro disposizione: li accolgono infatti nel loro mondo mostrando come il lavoro non sia solo una mera questione di soldi, ma anche un’occasione di “aggiustare” luoghi e persone “che non funzionano” dando loro una nuova dignità. Solo più tardi, a cena, Massimo capisce che si tratta proprio delle stesse persone che deve mandare via. L’uomo è posto di fronte ad una scelta: proseguire nel proprio incarico, o lasciare che quelle persone continuino ad operare lì dove c’è bisogno di loro. Una scelta che segnerà anche il futuro del rapporto con sua figlia. Ma Massimo non ha più dubbi: non tutto è una questione di soldi.

Bio del regista e degli autori

federico caponeraFederico Caponera

Federico Caponera - autore del soggetto, co-autore della sceneggiatura, regista: Lettere e Filosofia in Sapienza, poi Master in International Screenwriting and Production in Cattolica a Milano, poi la School of Visual Arts di New York, quindi il Corso avanzato di regia presso Tracce di Cinema, a Roma, con Paolo Sorrentino. Già editor in Lux Vide e Dugong, autore e regista per Pulsemedia e FFF, da oltre sei anni Social Web Strategy Manager presso UCBM di Roma. Il progetto Save the Cut è il keyframe di incontro tra immaginazione e futuro: agenzia di comunicazione e insieme casa di produzione cinematografica nata nel 2013, con già diversi cortometraggi all’attivo, sia di documentario che di fiction, tra cui A Mezzanotte (2017), per la regia di Alessio Lauria e con Guglielmo Favilla e Valeria Bilello. Tre volte allo Short Corner del Festival Del Cinema di Cannes (2015, 2017, 2018) come regista e produttore, nel 2018 presente all’Ischia Film Festival e Ortigia Film Festival con A Mezzanotte.

Giovanni Boscolo Marchi - co-autore della sceneggiatura: Laurea in Dams all'università di Padova, poi il master in "scrittura e produzione per cinema e fiction" all'Università Cattolica di Milano. Lavora come assistente di produzione per il film "Io sono Li", per la fiction Sky "Faccia d'angelo" e, come assistente macchinista, per il film cinese "Only You". Negli stessi anni matura un’esperienza come videomaker freelance, collaborando con diversi studi e seguendo, dall'ideazione fino alla consegna finale, la produzione di molti video. Negli ultimi anni svolge il ruolo di autore e content manager per diverse agenzie video, tra cui Save the Cut. Nel 2017 vince il premio alla miglior sceneggiatura al 48h Film Project per il corto "Quando sarò grande", premiato da Massimo Gaudioso.

Tommaso Cardinale - co-autore della sceneggiatura: Il mio professore di scienze e matematica delle medie diceva sempre che "la filosofia è quella cosa senza la quale o con la quale si rimane tale e quale". Non so se sono rimasto tale e quale, ma dopo la maturità classica ho studiato Filosofia a Roma, e una volta presa la laurea triennale ho deciso che avrei voluto raccontare storie, ma per farlo mi servivano delle basi tecniche: per questo motivo mi sono diplomato al Master in International Screenwriting and Production dell'Università Cattolica di Milano. Dopo il master ho ripreso e terminato la specialistica in Filosofia e ho cominciato a lavorare come autore e copywriter per Save The Cut, con una parentesi nella gestione dell'immagine web del Santa Lucia Basket in carrozzina. Dal 2017 sono responsabile dei contenuti del sito e dei social media dell'Opus Dei in Italia. Scrivo recensioni di serie tv (istantv.it) e report sull'attualità (documentazione.info).

Genesi e tematiche

Il progetto è nato dall’idea di raccontare una storia capace di veicolare i valori della cooperazione sociale, oggi talvolta messi in discussione. L’obiettivo non è quello di promuovere questo o quel servizio, questa o quella cooperativa, ma di richiamare l’attenzione collettiva sui principi che sono alla base della cooperazione: la legalità, la lotta alle mafie, la capacità di riabilitarsi attraverso il lavoro, la dignità dell’essere più fragile, la ricchezza di dedicarsi agli altri.

Regia, scrittura e tone of Voice

Il taglio di regia che è stato scelto va nella direzione di un prodotto dai toni realistici, a sprazzi ironici. Quasi tutte le figure coinvolte, tranne i ruoli principali, non sono attori ma sono persone realmente occupate in attività di cooperazione sociale, nell’ambito dei diversi servizi ricoperti dal Consorzio Parsifal sui territori. La fase di scrittura è durata oltre un anno. Gli sceneggiatori hanno dialogato con i responsabili dei servizi, sono stati in loco per toccare con mano le diverse situazioni e poterle raccontare nel modo più credibile possibile. La stessa fase di shooting, durata circa due settimane, è stata come un grande laboratorio, che ha visto lavorare insieme la troupe di Save the Cut e gli operatori del Consorzio, che a tratti sono stati aiutanti scenografi, assistenti di produzione, persino editor della sceneggiatura. L’esito è un cortometraggio dal sapore insolito: una storia normale, priva di sensazionalismi, ma che vuole raccontare come l’aprirsi agli altri possa essere la chiave per una società di buone relazioni e di fiducia. Epoca / Ambientazione Il video, ambientato ai giorni nostri, è stato girato realmente nei territori citati e in cui opera il Consorzio Parsifal: la Sardegna, il Lazio e l’Abruzzo.

Descrizione dei personaggi

Massimo: Massimo è un uomo d'affari che non ha mai avuto a che fare con il mondo della cooperazione sociale e per questo è portatore dei classici pregiudizi nel merito. Lui è convinto che tutto abbia un prezzo e che in un modo o nell'altro sia sempre una questione di soldi. Crede che per farsi largo nella vita sia necessario dare tutto, combattere, "perché là fuori nessuno ti aspetta". Ama sua figlia ma vive una situazione complicata che in qualche modo lo tiene a distanza da lei. Durante questo viaggio imparerà a dialogare e riuscirà finalmente ad entrare in sintonia con lei. Alla fine di questo percorso sarà chiamato a fare una scelta importante per la sua vita.

Carolina: Carolina è determinata nelle sue scelte ma è anche in cerca, in qualche modo, dell’approvazione del padre. Immagina la sua vita intorno all’idea di “dare una mano agli altri”. Talvolta annoiata dai discorsi sul lavoro e sulla vita di suo padre, Carolina ha in realtà bisogno del suo contrappunto: è il modo per lei più autentico di definire se stessa e nello stesso tempo di accompagnarlo verso la redenzione; è un legame puro e genuino, quello che la lega a lui, non solo fatto di sorrisi e amore ma anche di discussioni profonde sul senso delle cose. Corsini: Dopo una vita dedicata agli altri, Corsini va in pensione e si ritrova solo in una grande casa. A movimentare la sua giornata arriva Massimo, con una proposta inusuale. Corsini - ironico, beffardo – tira fuori tutto il suo carattere, cercando di spiegare i valori della cooperazione: “non è mai una questione di soldi”.

Elena: Spontanea, ironica, solare. Cresciuta in mezzo a “chi ha perso la brocca” crede che il lavoro sia una delle soluzioni più efficaci per aiutare le persone con disabilità a recuperare il proprio ruolo sociale e la propria soddisfazione. Andrea: Andrea ha uno sguardo fermo, è indissolubile, fiero, determinato, è l’immagine di un guerriero buono. Non vuole proprio arrendersi al sistema delle mafie e per questo ha deciso di dedicare la sua vita a costruire un significato nuovo proprio ai beni confiscati alle mafie.

Dicono del corto

“L’idea di produrre un film, per quanto possa apparire bizzarra o inusuale per un consorzio come il nostro, non è così strana. Avevamo e abbiamo un bisogno concreto – spiegano Daniele Del Monaco e Renato Incitti, rispettivamente presidente e direttore del Consorzio Parsifal -: quello di far conoscere a quanti più cittadini possibile, anche a quelli che non sanno assolutamente nulla di cooperazione sociale, chi siamo. Abbiamo bisogno di rompere il muro di avversione e di discredito, o peggio ancora di indifferenza, che ha investito la cooperazione sociale dopo le inchieste giudiziarie su Roma e in altre zone d’Italia. Uscire dalla considerazione di minorità in cui chi si occupa concretamente di welfare di prossimità viene troppo spesso relegato, perché ancora oggi è diffusa la convinzione, secondo noi sbagliata, che le cose importanti le fanno altri e altrove. Per questo abbiamo deciso di fare un film e raccontare una storia in cui il consorzio e le cooperative non sono mai citate, ma ci sono, eccome, in cui lo spettatore possa sentirsi coinvolto e capire, alla fine, che esiste la possibilità concreta di un modo altro e diverso di vivere e produrre insieme”.

Per Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore Lazio, “questo corto mostra oggi, ed ancor più oggi, dopo 10 anni di una spaventevole crisi economica, come la cooperazione sia una vera, autentica storia, un racconto, una emozione. La cooperazione sociale, infatti, cambia le persone, e cambiano le stesse comunità dove essa opera. Rendendole più coese, solidali, creando, insomma, sul serio, società”.

Il Festival

Il Festival Internazionale Film Corto “Tulipani di Seta Nera”, giunto alla tredicesima edizione, è una manifestazione organizzata dall’associazione studentesca universitaria “Università Cerca Lavoro”, su idea di Paola Tassone.
Questa iniziativa ha l’obiettivo di promuovere il lavoro di giovani autori che raccontano, con le proprie opere, tramite le immagini, “non il semplice racconto della diversità, ma l’essenza della diversità, sapendola soprattutto valorizzare”.
L’obiettivo della manifestazione è quello di far sì che la diversità sia vista nei suoi molteplici aspetti positivi, lasciando in tutti coloro che vi prendono parte uno spunto di riflessione oltre che un arricchimento culturale. Ciò è possibile grazie all’ingegno di giovani artisti e alla cinematografia, che da sempre ha dato voce ai pensieri, alle opinioni e ai sentimenti umani.
La finalità è quella di creare una nuova società solidale, dove la macchina da presa diventi il mezzo capace di filmare le coscienze dei giovani e di tutti i portatori sani di cultura, indirizzando il pubblico verso un cammino concorde, senza pregiudizi, facendo leva sulle nuove generazioni e creando una comunità sensibile, solidale e integrata.
Durante la serata di premiazione vengono consegnati i Premi di Critica Sociale - “Un Sorriso Diverso” a personaggi del mondo del cinema, dello spettacolo e della cultura che si sono ampiamente distinti per la loro sensibilità e l’impegno sociale.

Save the Cut s.r.l.
Viale Hugo Pratt, 14
00127 Roma
tel.: +39 06 59874568 
web: www.savethecut.com

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