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In punta di gesso
Perché Dante non tramonti

di Pierdamiano Mazza

Ancora una manciata di ore e chiuderà il suo "moto di rivoluzione" l'anno 2021 che, fra innumerevoli tag nefasti collegati alla pandemia di Covid-19, dovrà essere ricordato anche per essere stato l'Annus Dantis, anno dedicato al Sommo Poeta, padre della lingua italiana, nel settimo centenario della sua morte.

L'importanza di aver ricordato in modo particolare Dante Alighieri non sia però collegata alle iniziative realizzate, quasi nella necessità di dover riempire un calendario prima e un album di foto dopo; sia piuttosto lo stimolo per ripartire a considerarne il "peso" nella quotidianità della nostra cultura e della nostra scuola.

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ben ha definito quanto Dante sia importante per l'Italia: "Celebrare Dante a settecento anni dalla morte significa non solo rendere il doveroso omaggio a un grande italiano che ha raggiunto, per giudizio pressoché unanime, le vette più alte delle letterature di tutti i tempi. Significa anche continuare a interrogarsi a fondo sull’impegnativo ed esigente patrimonio consegnatoci da questo straordinario intellettuale completo sotto ogni profilo che fece dell’impegno civile, morale e religioso la ragione stessa della sua incomparabile produzione artistica. Ben di rado, infatti, nella storia della letteratura si riscontrano, in una sola personalità, gli ideali più alti di umanità e la coincidenza di una vicenda personale dolorosa e travagliata, totalmente coerente. Vita e letteratura, ideale e reale, parola e pensiero, si incrociano e si fondono in una sintesi di eccezionale grandezza" (Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri -  Palazzo del Quirinale, 03/10/2020).

Dante però non è una bandiera da sventolare ai fini "campanilistici" poiché - pur fra le massime espressioni del genio italiano - appartiene al patrimonio culturale universale. Chiare, in tal senso, le parole di papa Francesco: "Desidero anch’io accostarmi alla vita e all’opera dell’illustre Poeta per percepire proprio tale risonanza, manifestandone sia l’attualità sia la perennità, e per cogliere quei moniti e quelle riflessioni che ancora oggi sono essenziali per tutta l’umanità, non solo per i credenti. L’opera di Dante, infatti, è parte integrante della nostra cultura, ci rimanda alle radici cristiane dell’Europa e dell’Occidente, rappresenta il patrimonio di ideali e di valori che anche oggi la Chiesa e la società civile propongono come base della convivenza umana, in cui possiamo e dobbiamo riconoscerci tutti fratelli. Senza addentrarmi nella complessa vicenda storica personale, politica e giudiziaria dell’Alighieri, vorrei ricordare solo alcuni momenti ed eventi della sua esistenza, per i quali egli appare straordinariamente vicino a tanti nostri contemporanei e che sono essenziali per comprendere la sua opera".

L'impegno per ciascuna italiana e ciascun italiano sia quindi quello di tener viva l'attenzione sul "padre della lingua"; per la scuola quello di offrirlo come strumento di costruzione delle competenze di lettura e comprensione critica; per chi governa e amministra quello di guardare alla sua esperienza come stimolo di responsabilità e consapevolezza delle proprie scelte.

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