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Tempo di investimenti stranieri in Ucraina

Questo é un momento favorevole per investori e aziende estere in cerca di opportunitá d’affari in Ucraina. Grazie al nuovo corso politico siamo alla vigilia di importanti cambiamenti: riforme economiche e privatizzazioni da un lato, dall’altro maggiori speranze di un accordo di pace con la Russia, che supporta da quattro anni la guerra delle provincie separatiste del Donbass. In poche parole, quello che si compra oggi é destinato a valere molto di piú in tempi brevi.

Alla base di questi imminenti cambiamenti c’é la nuova stagione politica, iniziata lo scorso aprile con l’elezione del candidato outsider Vladimir Zelensky alla Presidenza della repubblica ucraina: un uomo d’affari di 41 anni, star televisiva, senza partito né esperienza politica, che ha sconfitto gli attori protagonisti della scena politica nazionale degli ultimi 15 anni. A luglio, con un partito fondato in meno di tre mesi (“Servitore del Popolo”) e composto da giovani, ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi del parlamento (254 su 450). Il piú grande rinnovamento della classe politica, mai visto nella storia di questo Paese. E questa rivoluzione é avvenuta attraverso un processo elettorale regolare, certificato dai numerosi osservatori internazionali, a dispetto della lunga tradizione di brogli elettorali. All’opposizione ci sono 4 piccoli partiti (tra il 12 e il 6%) ostili tra loro. Una situazione ideale per lanciare il piano ambizioso di riforme promesso durante le elezioni.

Da un punto di vista economico, l’Ucraina ha fatto grandi progressi negli ultimi cinque anni. La guerra ibrida e l’occupazione della Crimea hanno obbligato il Paese ad aprirsi agli scambi con l’Occidente per ridurre la dipendenza economica dalla Russia. Infatti, se prima del 2014 l’export ucraino era al 90% diretto verso la Russia, oggi la precentuale si é ribaltata in favore di Estremo Oriente, Europa e Africa. Per ottenere questo il Governo passato ha allineato le regole degli scambi commerciali e dei pagamenti internazionali agli standard europei, e ha tolto l’obbligo del visto per i viaggiatori stranieri. La Banca Centrale ha ripulito il sistema bancario da molte banche inadempienti, stabilizzato il cambio e la macroeconomia. Sono stati firmati trattati di libero scambio con diversi Paesi, tra cui Unione Europea, Canada, Turchia e Israele. Nella classifica Easy Doing Business della Banca Mondiale l‘Ucraina é salita in poco tempo dal 140mo posto al 71mo (l’Italia é al 51mo).

Nonostante questi progressi, l’economia non é cresciuta ai tassi attesi da molti analisti, cioé circa il 6%, rispetto al 2,8% attuale. Questa crescita inferiore non ha consentito una equa distribuzione del reddito e molti giovani talenti sono espatriati in cerca di maggiori possibilitá. Il piano di liberalizzazioni si é arrestato, quando ha iniziato ad intaccare le rendite degli oligarchi. Ma a queste elezioni i vecchi partiti controllati dagli oligarchi sono stati spazzati via. Da oggi, sará molto difficile comprare le leggi in parlamento, come in passato (va detto che un noto oligarga é stato un importante partner televisivo di Zelensky e molti temono la sua influenza; per questo motivo é sotto i riflettori dei media).

Infine, la guerra alla corruzione, bloccata dal precedente presidente per non alienarsi amici potenti e corpi dello Stato pericolosi (leggi magistratura, polizia e servizi di sicurezza) ora puó ripartire con nuovo slancio. Gli elettori che hanno votato Zelensky e il suo partito vogliono un Paese meno corrotto, e i membri della sua maggioranza parlamentare, con un consenso nazionale cosí ampio, sono molto motivati e piú difficili da ricattare rispetto al passato.

Da un punto di vista macroeconomico, l’economia ucraina sta crescento a tassi superiori del previsto: il secondo trimestre del 2019 il prodotto interno lordo é cresciuto del 4,6% (fonte: Servizio di Statistica dello Stato). L’ultima volta che si é registrata tale crescita é stato nel terzo trimestre del 2016. Gli esperti attribuiscono il merito al buon raccolto e all’ottimismo verso Zelensky. Riguardo alle esportazioni di grano (la principale componente dell’export ucraino), i produttori agricoli hanno registrato un aumento del 41% da luglio 2019 a metá agosto, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (fonte: Ministero Ukraino dell’Agricoltura). 

Ecco le maggiori riforme economiche sul tavolo. Innazitutto, le privatizzazioni: le aziende di Stato ucraine sono 3,350, molte delle quali giá fallite e in stato di liquidazione. La vendita delle aziende ancora sane (circa 500) é passo significativo, che incrementerá la concorrenza in diversi settori. Le operazioni piú rilevanti per grandi investitori sono quelle sui colossi pubblici: Naftogaz, Energoatom, Ukrzaliznycja (ferrovie statali). Le prime due sono aziende energetiche di interesse nazionale, ma hanno bisogno di partnership internazionali. Il precedente governo le ha dotate di supervisory boards con consiglieri indipendenti. Le ferrovie pubbliche vessano in uno stato pietoso per mancanza di investimenti e manutenzione, e sono un collo di bottiglia per le esportazioni ucraine, perché non hanno abbastanza locomotive e vagoni per trasportare le merci ai porti. L’ingresso di nuovi operatori stranieri per innalzare il livello del servizio é diventata una necessitá improrogabile.

La seconda grande riforma, richiesta da anni dal Fondo Monetario Internazionale, é la cancellazione  della moratoria sulla proprietá dei terreni agricoli. Il passaggio di proprietá dei terreni é congelato da anni a difesa dei piccoli proprietari contro le vendite forzate di moda negli anni passati. Non appena sará varata questa riforma ci saranno numerose compravendite di aziende agricole, e, finalmente, grandi investimenti in macchinari e tecnologie per la coltivazione, che vengono rimandati da anni. Inoltre, le banche potranno dare prestiti alle aziende grazie alle garanzie fondiarie. Secondo la Banca Mondiale, questa riforma puó innalzare il prodotto interno lordo del 2%.

I settori di maggiore interesse per occasioni di business sono:

  • Real estate: i prezzi del settore immobiliare sono ancora convenienti, a causa del conflitto con i separatisti. Non appena inizieranno trattative di pace, i prezzi si rivaluteranno rapidamente.

< >Energia: grandi investimenti pubblici e privati in energie rinnovabili e nuove estrazioni per rendere il Paese indipendente dalle forniture energetiche russe. Molte aziende estere sono giá presenti.Difesa: il Paese ha un esercito combattente da equipaggiare con armamenti moderni.IT: settore che attira da sempre molte aziende digitali per la disponibilitá di ottimi programmatori a buon mercato, che costituiscono filiali in Ucraina per venderne i prodotti all’estero.Agricoltura: grande necessitá di macchinari e tecnologie per aumentare i raccolti e la loro qualitá.Medicina: il sistema sanitario pubblico é grande difficoltá e le cliniche private sono in crescita. Possibilitá di collaborazione su cure e terapie post-operatorie con gruppi stranieri.Ristorazione: in Ucraina mancano pizzerie italiane e gelaterie (vere). Un business di facile successo.Servizi e infrastrutture portuali: l’aumento costante dell’export sta attirando molti investimenti nei porti per aumentare la capacitá e ammodernare i servizi.Telecomunicazioni: l’Ucraina é uno dei Paesi con la maggiore diffusione di cellulari e con tariffe di telefonia cellulare molto basse. Un mercato ideale per testare app e altre innovazioni. Trasporti: piano di opere di manutenzione per 24.000 km di strade, in condizioni pessime.

In conclusione, Zelensky giocherá la sua credibilitá nel lancio delle riforme economiche in tempi brevi. Molte delle riforme citate sono attese entro la fine dell’anno. É tempo di programmare visite d’affari in Ucraina per valutare opportunitá di investimento e anche per scoprire sue grandi bellezze.

 

*Ugo Poletti

Corporate Relations Manager, VERTEX HOTEL GROUP, Odessa

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