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Tutti gli indizi puntano al WTO

Era il 2016. Sono passati 4 anni da quando il Regno Unito nel simbolico giorno del solstizio d’estate ha votato per lasciare l'Unione Europea, aprendo una nuova pagina di storia. Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi tentativi di ostacolare la decisione democratica presa dal popolo britannico. Ma ogni volta che l’elettorato è stato chiamato ad esprimersi, ha confermato col voto la propria scelta: prima il referendum del 2016, poi le elezioni politiche generali del 2017, successivamente le elezioni europee del 2019 (vinte dal Brexit Party) e infine la chiara vittoria elettorale di Boris Johnson alle elezioni anticipate. Con la maggioranza parlamentare più ampia dai tempi di Lady Thatcher, 80 seggi, il Primo Ministro sta implementando la sua agenda Global Britain senza incidenti di percorso.  

Dopo che il Giappone ha comunicato di volere un accordo commerciale con l’UK concordato e concluso in sole sei settimane, proprio il Paese del sol levante sarebbe il primo a concludere un trattato di libero scambio con l’Uk indipendente e illuminata dalla luce solstiziale. Il capo negoziatore di Tokyo Hiroshi Matsuura ha fissato l’ambiziosa data del 30 luglio per finalizzare le trattative bilaterali, allo scopo di dare al parlamento giapponese il tempo di ratificare l’accordo entro il termine di scadenza del periodo transitorio il 31 dicembre. I negoziati commerciali col Giappone, veloci e chiari, si sono sviluppato in parallelo ed in netto contrasto con l’impasse europea.

Londra sta anche programmando l’assetto regolamentare della City dopo la fine del periodo di transizione. Rishi Sunak ha annunciato riforme per garantire la resilienza del mercato dei capitali e la decorrelazione dal rischio Euro. La City è da lungo tempo critica su Solvency II, e c’è da aspettarsi che la normativa sui bilanci assicurativi sarà la prima ad essere revisionata. Il settore assicurativo è centrale al mercato all’ingrosso dei rischi concentrato nel Miglio Quadrato, e il Cancelliere dello Scacchiere persegue una migliore integrazione dei capitali assicurativi con i mercati, per rendere le due industrie sinergistiche e altamente competitive. Il prossimo, e presumibilmente penultimo, round del negoziato Brexit si focalizzerà sullo status dei servizi finanziari.

Sunak ha dichiarato: "Il governo ritiene che la dichiarazione di equivalenza normativa tra le regole Uk e le regole Ue sia nell'interesse di entrambe le parti, e noi rimaniamo disponibili e determinati a continuare il dialogo con l'Ue su queste basi".

La posta in gioco è alta: da un lato, l’Uk persegue l’esportazione dei servizi finanziari britannici nel mercato comune europeo; dall’altro, l’Ue vuole poter accedere al pool di liquidità della City e allo stock di capitale finanziario britannico. La differenza tra le parti è tutta nel regime di sorveglianza: l’Ue pretende che la Bce e l’Esma possano esercitare attività di vigilanza in Uk e che la Corte di giustizia europea mantenga una giurisdizione vincolante. L’Uk offre il mutuo riconoscimento tra le parti delle attività di vigilanza e delle sentenze come esercitate ed emesse all’interno della rispettiva giurisdizione. L’idea che Londra, dopo essersi svincolata dalla burocrazia comunitaria, possa adeguarsi ad una iper-normazione convoluta ed anti-competitiva non è realistica e costituirebbe una frustrazione delle ragioni della Brexit. Ma sul punto, si sta consumando una partita tutta interna all’Ue. Macron persegue l’autonomia del mercato dei capitali interno e la traslazione del baricentro finanziario europeo verso Parigi; mentre la Germania è risoluta a mantenere l’accesso al primo mercato di sbocco in Europa per il suo settore automobilistico.

Intanto, è tornato in campo anche David Cameron. Il primo Ministro della Brexit ha denunciato l'Organizzazione Mondiale della Sanità, accusandola di aver "fallito" nella sua risposta al coronavirus. Cameron ha lanciato la proposta di costituire una nuova agenzia internazionale blindata contro le manovre della Cina. In un articolo sul Times, l'ex leader Tory ha spiegato che l'OMS "è troppo lenta e troppo preoccupata di confrontare la Cina".

L’Uk ha recuperato il suo seggio al Wto e il prossimo capo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio potrebbe essere Liam Fox. Nel commercio post-Brexit sarà fondamentale intensificare la reazione contro il crescente protezionismo. In risposta alla pandemia, il ruolo del Wto nel facilitare il libero scambio diventerà estremamente importante e Fox, un falco Atlantista, potrebbe aiutare a sanare le crescenti frizioni tra l'organizzazione e gli Usa.

 

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