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La Colonna infame
Denaro, arma di seduzione di massa. Senza, nulla ha senso

Il denaro è la vera seduzione dell’umanità persuasa dall’idea che senza di esso nulla ha senso e nulla – nel mondo - deve muoversi senza guadagno. Affaritaliani ha provato a spiegarne le ragioni chiedendole ad un antropologo della mente, Alessandro Bertirotti,  il quale chiarisce che ‘il modo di considerare il denaro è certamente il frutto della nostra stessa evoluzione come esseri umani, come specie. Ma, ciò che il denaro riesce a concretizzare secondo schemi sia pubblici, ossia comuni, sia privati, ossia personali, è l'idea del possesso, tanto delle cose quanto delle persone’.

In altri termini, possedere qualche cosa senza poterlo esibire agli altri è come non possedere nulla?

Nell'idea di possesso è fondamentale che il mondo riconosca il possessore delle cose altrimenti l'idea stessa non ha importanza psicologica ed emozionale nella mente del possessore. Sarà poi il gruppo di appartenenza a stabilire quali saranno gli oggetti, le cose e le situazioni che meglio possono esprimere il valore delle cose possedute. In alcune culture, sarà importante esibire il possesso delle donne, o delle opportunità di ‘arrivare’ prima degli altri alla meta con una automobile od una motocicletta, o di vivere in luoghi in cui la presenza della servitù è indispensabile. Sono infinite le possibilità che si possono esprimere per dimostrare che alcune persone posseggono molto di più rispetto ad altre, e l'espressione più universale di questo potere esibito è indubbiamente la quantità di denaro con il quale ogni possesso più concretizzarsi.

In questo meccanismo, il denaro è diventato l'espressione in fieri di qualsiasi forma di possesso?

Non solo. Nella storia del mondo, esso è diventato simbolicamente strumento di potere. E dirò di più: se con il denaro si esprime il massimo del possibile possesso, non conviene nemmeno spenderlo perché la sua eventuale spesa significherebbe la mancanza di possesso in futuro. Ecco perché, l'essere umano, divenuto lentamente schiavo di una sua stessa creatura, il bisogno di essere considerato e apprezzato per quello che possiede, sviluppa anche il sentimento dell'avidità e dell'ingordigia.

L’avido cosa vuole dimostrare con la sua cupidigia?

Di fronte ai falliti economici, ossia i poveri, l'esercizio del possesso è una prerogativa di coloro che il mondo definisce vincenti. Per questo motivo, i poveri sono tutti coloro che non possiedono il denaro. Perché con il denaro tutto è possibile, instillando in colui che lo possiede la convinzione che tutto gli sarà concesso come accade rispetto all'idea universale di Dio, al quale, appunto, tutto è possibile. In questo processo mentale, è certo che si formeranno visioni megalomaniache di sé stessi, e, nello stesso tempo, il riconoscimento da parte del popolo, oppure dei poveri, del successo che il possessore ha ottenuto nella vita, con la convinzione che il merito di tutto sia comunque la propria volontà di fare, di riuscire.

Il self made man è un modello di persona molto apprezzato nella nostra società. Ma dalla sua descrizione non mi sembra del tutto positivo.

Esso rappresenta, per antonomasia, questa concezione di massa sulla quale il mondo anglosassone, ma non solo, ha impostato la presenza di un giudizio di valore esistenziale talmente vincolante che è diventato un giudizio eticamente determinante perché espressione di una sorta di ringraziamento  verso tutti i poveri che hanno permesso al possessore di differenziarsi da loro.

cuore e denaro
 

È un elogio del povero?

Lungi da me difendere coloro che decidono la povertà, esibendola, rispetto a coloro che riescono a dimostrare a se stessi e poi al mondo di essere riusciti nell'intento di realizzarsi come possessori. Anche al povero piace poter esibire alcune sue proprietà, ma in genere si tratta di proprietà difficili da evidenziare e che richiedono, soprattutto, una relazione almeno un poco affettiva con gli aspetti più profondi di sé e degli altri.

Insomma, se la povertà è una disgrazia, la ricchezza non fa la felicità. L’essere umano è nato per stare in compagnia altrimenti rischia l’abbrutimento, ha bisogno tanto di sicurezza quanto di avere un senso per gli altri. Lo dimostra il bisogno di pregare - a prescindere che ci sia o no un Dio interiore - perché pregare è un gesto di necessità dell’altro. Per nessuno di questi bisogni serve il denaro, semmai aiuta a soddisfarli’, scrive lo psichiatra Vittorino Andreoli nel suo libro ‘Il denaro in testa’. ‘Occorre che vi siano persone che conoscano l’uomo e che fanno in modo che il denaro sia al servizio dei bisogni dell’uomo e non il bisogno dell’uomo’, aggiunge.

(segreteria@mariellacolonna.com)

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