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La Colonna infame
Il sistema bancario italiano, tra crisi e futuro

Due esperti a confronto, Nicola Rossi, presidente del Consiglio di sorveglianza Banca popolare di Milano, e Leonardo Patroni Griffi, presidente Banca popolare di Puglia e Basilicata, hanno tracciato un excursus storico del sistema bancario italiano con l’analisi del presente e del futuro fornendo - all’uditorio del Circolo Vela di Bari - spunti interessanti per meglio conoscere le dinamiche interne agli istituti di credito che gestiscono i risparmi dei cittadini e muovono i patrimoni aziendali.

balacco rossi patroni griffida sn a dx: Nicola Rossi, Corrado Balacco Gabrieli, Leonardo Patroni Griffi

 

Se nel 1990 in Italia si contavano più di mille banche – spiega  Patroni Griffi - in seguito al processo di aggregazione esse si sono ridotte di numero. Oggi se ne contano meno di 500​ di cui 355​ sono Banche di credito cooperativo, circa 100 sono Banche popolari e Banche Spa,  14 sono grandi gruppi bancari. ​Le banche​ si dividono a loro volta in significant​ (con attivo superire a ​30miliardi​ soggette alla vigilanza della BCE​) e less ​significant (con attivo inferiore a 30 miliardi ​soggette alla vigilanza della Banca internazionale con oversight indiretta della BCE). ​Dagli​ inizi del 2008, anno in cui inizia la congiuntura economica sfavorevole, il Pil italiano perde 10 punti e la produzione si riduce di ¼. Otto anni di crisi si ripercuotono inevitabilmente anche sulla salute delle banche che si ritrovano a ridurre il ROE (Return On Equity, ovvero la capacità di remunerare il capitale di rischio dei soci) dal 10 al 2,2percento in media​. Il 20percento dell’attivo delle banche​ è costituito​ da sofferenze (NPL). Tale situazione ha portato ​gli istituti di credito  - sotto la pressione della vigilanza europea – a varare diversi aumenti di capitale che hanno consentito di mettere in sicurezza dal punto di vista patrimoniale tali banche. Questo è il passato.  

Leonardo Patroni GriffiLeonardo Patroni Griffi
 

Oggi è molto difficile chiedere ai propri soci ulteriori aumenti di capitali a meno che non si sia in grado di garantire ​un ritorno prospettico intorno al 10percento, il che è impossibile con una redditività media del 2,2percento. Di qui la generalizzata diminuzione del valore delle azioni delle banche. ​ Nei prossimi due/tre anni, la sopravvivenza delle piccole e medie realtà bancarie richiederà inevitabilmente un decisa azione di contenimento dei costi con chiusura degli sportelli in esubero e riduzione progressiva e graduale del personale dipendente​, una decisa azione sulle sofferenze che dovranno essere cedute a terzi, l'aggregazione tra diversi istituti. È pure richiesta un’azione concreta della politica che ad oggi - ahimè - è ​del tutto assente, tesa ad agevolare un celere ritorno della redditività nel settore bancario.

 

Nicola Rossi ha invece posto l’accento sulla necessità, per il risparmiatore, di guardare oltre il tradizionale modo di intendere la banca nella sua ‘fisicità’, inteso come luogo in cui effettuare personalmente operazioni finanziarie. Questo modello è ormai quasi del tutto superato testimoniato dal ridotto ricorso agli sportelli a favore dell’operatività online che offre ai giovani e meno giovani la possibilità di accedere a sportelli bancari virtuali in qualsiasi momento e luogo.

nicola rossiNicola Rossi
 

È inoltre importante - aggiunge Nicola Rossi – accrescere l’educazione finanziaria dell’utente bancario, ancora a livelli primordiali nel nostro Paese, a causa della scarsa sensibilità dimostrata dalle istituzioni e dalle stesse banche, a differenza degli altri Stati europei. Il che suggerisce che bisognerebbe affidare alle scuole il compito di fare degli italiani dei risparmiatori consapevoli’.

(segreteria@mariellacolonna.com)

 

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