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La Colonna infame
Il giornale fatto da voi/ L'ISIS simpatizza per Trump?

E’ stata la rabbia per la decisione della Corte Suprema degli Usa che ha riconosciuto il matrimonio tra omosessuali ad aver armato la mano di Omar Mateen fino a spingerlo al massacro di cinquanta americani nella discoteca gay di Orlando? E' lo Stato islamico, al quale Mateen aveva annunciato la sua fedeltà, ad aver falciato come fili d'erba uomini innocenti? L’Is è il gruppo libertario che detesta le limitazioni sulla proprietà privata delle armi da fuoco? In altre parole, lo Stato islamico ed i suoi compagni jihadisti dall'Iran ad Hamas, Hezbollah, Boko Haram e Al Qaida, si sono aggiunti al partito repubblicano? Omar Baghdadi, il califfo dichiaratosi al timone di IS è un conservatore sociale, un libertario, un membro del GOP (Gold Old Party, come è definito il Partito repubblicano) o uno dei tre? Perché il presidente Barack Obama ha inserito l'azione di Mateen nel dibattito sui diritti omosex ed il controllo delle armi?

Queste domande se le pone la stampa internazionale ed in particolare Jewish World Review che al riguardo fa un’analisi dei fatti di sabato 11 giugno accaduti nella discoteca Pulse di Orlando.

Obama in lacrime ape
 

Per quanto riguarda i diritti gay, Obama ha detto che la discoteca in cui è avvenuto l’eccidio è ‘un luogo di solidarietà e di emancipazione in cui le persone si riuniscono per sensibilizzare l'opinione pubblica e difendere i loro diritti civili’. In altre parole, Obama ha lasciato intendere che le vittime sono state assassinate perché Mateen non condivideva queste cose. Mentre, per il diritto di avere una pistola, secondo Obama il massacro ci dimostra ‘quanto sia facile mettere le mani su un'arma che consente di sparare persone in una scuola, in un luogo di culto, in un cinema, in un locale notturno’. Perciò, ha continuato Obama,  ‘dobbiamo decidere se questo è il Paese che vogliamo essere’. In altre parole, se ti opponi alle limitazioni sulla proprietà delle armi da fuoco, allora sei dalla parte di Mateen. 

Sempre secondo il Jewish World Review, definire il comportamento di Obama presidential è un eufemismo. Oltre che pericoloso. È imperdonabile il suo silenzio sulle ragioni del bagno di sangue di Mateen perché - fin dall'inizio del suo primo mandato - egli ha evitato di affrontare la motivazione che sta alla base del terrorismo negli Stati Uniti e nel mondo. Il risultato più devastante, ed a questo punto chiaramente premeditato, è che egli ha reso illegittimo discuterne. La critica rivolta alla sua politica equivale a bigottismo. Egli ha reso ambiguo parlare di supremazia islamica, di estremismo, di violenza e di guerra per il dominio del mondo. Egli ha reso una questione di parte tutto il dibattito pubblico sulla minaccia strategica per le vite americane, la libertà e la sicurezza nazionale. Oggi nell’America di Obama, solo i repubblicani usano le parole terrorismo islamico o radicalismo o jihad. I Democratici fingono che non esistono.

Richard Blumenthal
 

Insomma, parrebbe di capire - dopo le dichiarazioni di Obama - che i responsabili del massacro di Pulse sarebbero i Repubblicani. L’accusa partirebbe dal senatore democratico del Connecticut Richard Blumenthal (foto), il quale definendo l’attacco jihadista una ‘crisi di salute pubblica’ causata dalla ‘violenza armata’, avrebbe aggiunto che una cinquantina di persone che andavano a ballare ad Orlando non sono mai tornati ​​a casa perché i senatori repubblicani si oppongono al disegno di legge di Obama di limitare i diritti di possesso delle armi.

Questa posizione è senza dubbio una pericolosa eredità che Obama lascia. I suoi sforzi di rendere il dibattito sulla violenza islamica un argomento illegittimo, è parte della sua più ampia linea di europeizzazione della politica americana. Le politiche di sinistra hanno regnato in Europa per più di una generazione. I suoi ideologi e rappresentanti politici per governare hanno delegittimato – riuscendoci - gli avversari. Oggi è impossibile per gli europei discutere di politiche sociali che influenzano la loro vita. Per esempio, l'immigrazione islamica. In Europa – sottolinea il Jewish World Review - è in pericolo la libertà di espressione.

A tal proposito, molti americani hanno espresso allarme, sorpresa e sgomento se Donald Trump vincesse la nomination repubblicana perchè le sue politiche di isolazionismo nazionalista e protezionismo economico sono antitetiche ai pilastri del partito repubblicano. Ma ciò che colpisce di più in questa competizione elettorale è che la crescita di Trump nei sondaggi non è alimentata da una seria opposizione alla politica estera o economica di Obama. I sostenitori di Trump (sono milioni) sono attratti dalla sua capacità di attaccare un certo tipo di politica nazionale di Obama dalla quale si sono sentiti tagliati fuori.

zingani
 

È il caso di Leonardo Zangani, imprenditore italoamericano da oltre quarant’anni negli Usa e sostenitore di Trump il quale spiega che il sostegno a Trump parte da netta opposizione ‘al progetto di europeizzazione di Obama molto più di quanto ci opponiamo alla sua politica di assistenza sanitaria o antiterroristica. Trump è un leader disposto a dire le cose come stanno in grado di ridar voce agli americani. Ormai abbiamo capito che Pulse non è diventato un macello che è stato perché gli americani non sono d'accordo sul controllo delle armi o sui diritti gay. Ma è stata la scena del più grande omicidio di massa nella storia degli States perché secondo Mateen ed i suoi compagni jihadisti, Allah vuole che i suoi seguaci uccidino innocenti per far progredire la causa del dominio del mondo islamico. Noi sostenitori di Trump siamo arrabbiati perchè Obama ha reso ovvio l’illegittimo. L'America non deve diventare l'Europa. Ed il passo più urgente da fare è riprendere a discutere di realtà legittima’.

(segreteria@mariellacolonna.com)

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