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La Colonna infame
La crisi al tempo di Puglisi

Quale crisi? Se lo chiedono in molti sia ascoltando i politici e gli economisti che a giorni alterni ne annunciano la fine e la difficoltà ad uscirne. Sia osservando le folle negli outlet e nei supermercati.

Disserta sulla crisi Gianni Puglisi ne ‘Il tempo della crisi’ (Sellerio editore Palermo) sostenendo che ‘la vera crisi è morale prima che economica o sociale’. Con questa definizione l’autore si riferisce al capitalismo internazionale (la minoranza) che utilizza risorse e disperde ricchezze naturali appartenenti al resto dell’umanità (la maggioranza) concentrate nei Paesi ‘ridicolmente’ definiti in via di sviluppo ‘sempre più poveri e sempre più arrabbiati’. Da questa situazione deriva l’onda migratoria che da tempo invade l’Europa e che sempre più spesso lascia dietro di sé azioni al limite della criminalità organizzata e che ha generato un ‘nuovo razzismo’ che non si fonda più sul diverso colore della pelle o sulla differente cultura, ma ‘nasconde ragioni di natura economica’.  

L’autore si chiede perché i veri detentori del potere mondiale non incominciano a perseguire le ricchezze criminali. Quelle realizzate ‘violando leggi morali (…) corrompendo e concutendo, sfruttando talora con lo stesso strumento della corruzione i più deboli sia in termini fisici che in termini economici ed etici’.

La soluzione esiste. È contenuta nello scritto di Gianni Puglisi. Riconduce alla ‘ricostituzione di una soglia etica nelle coscienze individuali e collettive che recuperi il piacere dell’onestà insieme alla forza della indignazione’. Quest’ultima pare smarrita secondo l’autore ed è per questa ragione che ‘la partita è perduta’.

Ma la speranza è l’ultima a morire. Perciò Puglisi si appella all’articolo 1 della Costituzione italiana secondo cui ‘l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro’. Per dire che ‘occorre fondare una nuova società nella quale il rispetto della persona umana (…) abbia il sopravvento oltre il rigore delle leggi e la certezza del diritto, pena compresa.  Una società nuova fondata sul lavoro che dia all’individuo (…) la sicurezza delle fondamenta (…) della Repubblica’.

giovanni puglisi foto

Il libro, oltre alla crisi racconta anche i diritti, il potere, la diversità (economica), la bellezza, la sicurezza. Si legge in pochissimo tempo per la semplicità della scrittura ed offre spunti di riflessione scevri della supponenza del sapiente e con uno spirito colloquiale libero e schietto.

(segreteria@mariellacolonna.com)

 

Gianni Puglisi è professore di Letteratura comparata all’università IULM, della quale è rettore. Studioso di formazione storico-filosofica, è autore di numerosi saggi e articoli. Si è occupato di poetica e retorica classica e di estetica e semiotica contemporanea, in particolare di strutturalismo e di critica letteraria e filmica. Fra le sue numerose pubblicazioni:  I modi della moda (2001),  Il tempo della crisi (2015), Le città di carta (2002),  Il grado zero dell'immagine (2007). Insieme a Tullio Gregory dirige l’Enciclopedia della Moda della Treccani. Giornalista, dirige la Scuola di Giornalismo IULM e la rivista «Lingua e Letteratura». È componente del Board of Guarantors dell’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University di New York.

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