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La Colonna infame
Modello 'MORANDI' per l’Alta Velocità Napoli/Bari


 

In queste ultime settimane - per scongiurare una grave instabilità socio/economica - il dibattito pubblico si è spostato dall’emergenza sanitaria verso i temi economici all’ordine del giorno nell’agenda di governo comprese le numerose proposte atte a rilanciare il sistema produttivo del Paese.  

Qual è la questione di maggior impatto? AFFARI lo chiede a Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico.

La riapertura dei cantieri ed il completamento delle grandi infrastrutture pubbliche. Appena qualche settimana fa, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha preannunciato la possibilità di nominare dodici 'super commissari' a capo di 25 opere ritenute di grande rilevanza strategica per lo sviluppo del territorio e dell’economia nazionale. Una pratica, quella del commissariamento, già sperimentata con il ponte Morandi di Genova e che ha portato ottimi risultati in tempi strettissimi, grazie ad un iter semplificato e a responsabilità chiare e procedure più svelte.

ubaldo paganoUbaldo Pagano, deputato PD
 

Il Mezzogiorno ancora oggi soffre un enorme divario con il centro/nord che non accenna a ridursi. Perché?

Il divario risale all’unificazione nazionale e nel corso dei decenni ha visto aumentare la differenza tra le aree del Paese. Ad oggi, infatti, il confronto è impietoso e la mancanza di adeguate e sufficienti infrastrutture resta uno dei fattori principali del mancato sviluppo delle regioni meridionali. A titolo puramente esemplificativo, nelle regioni meridionali ogni impresa può contare su 20 chilometri di infrastrutture (tra strade, autostrade e ferrovie), ossia circa la metà di quelle del nordovest. Oppure dei 1.350 chilometri di rete ferroviaria ad alta velocità, solo il 16% raggiunge le principali città del sud, nonostante nel Mezzogiorno risieda circa il 34% della popolazione nazionale. Non c’è da stupirsi, dunque, se per raggiungere Reggio Calabria da Crotone in treno occorrano più di 3 ore, mentre per percorrere una tratta dalla distanza simile (circa cento chilometri) tra Bologna e Firenze è possibile farlo comodamente a bordo di uno dei 162 Frecciarossa programmati giornalmente, in soli 38 minuti di viaggio.

sblocca italia 2014
 

Alla luce di queste evidenze emerge l’esigenza di dotare le regioni del sud di nuove infrastrutture.

Ne hanno necessità soprattutto le aree interne per potenziare i collegamenti, sviluppare il commercio, implementare l’offerta turistica. A cominciare dall’alta velocità Napoli/Bari: un’infrastruttura che colleghi finalmente le due più grandi città del Mezzogiorno continentale e che possa essere strumento strategico di sviluppo delle aree metropolitane e delle aree interne interessate dalla tratta. L’AV Napoli/Bari, opera identificata come prioritaria dalla legge ‘Sblocca Italia’, rappresenta un investimento del valore di 6,2 miliardi di euro e dovrebbe essere interamente completata e attivata nel 2026.

La sua proposta farebbe ripartire una parte sofferente dell’economia del Paese. Riceverà attenzione dal governo?

Considerata la grandissima rilevanza nazionale dell’opera sarebbe assolutamente auspicabile che sia inclusa nell’elenco delle opere a cui dare una sensibile accelerata con il commissariamento. Una proposta, questa, che permetterebbe il completamento dell’itinerario nella metà del tempo e che spero possa ricevere la meritata attenzione da parte del governo, soprattutto a fronte della già richiamata impellenza di far ripartire l’economia e lo sviluppo del Paese e di iniziare a rimediare, con colpevole ritardo, al grave gap infrastrutturale che vede ancora così lontani nord e sud Italia.

(segreteria@mariellacolonna.com)

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