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La Colonna infame
Salute e malattia, il futuro è nella cultura alimentare

È ormai acclarato che l'alimentazione influenza il nostro stato di salute e che la prevenzione e personalizzazione delle cure rappresentano la rivoluzione futura della medicina di precisione’. Ne è convinta Elisabetta Sbisà, biologa molecolare e primo ricercatore del CNR dell'Istituto di Tecnologie Biomediche di Bari che - insieme a Domenica D'Elia - ha presieduto la prima edizione del  Congresso nazionale di  ‘Nutrigenomica e Alimentazione’  svoltosi di recente a Bari.

interomics
 

L’evento, promosso nell’àmbito del progetto Bandiera InterOmics/CNR e di grande levatura scientifica, ha acceso i riflettori su ‘Alimentazione e Salute: dalla ricerca alla clinica, Dieta Mediterranea e Salute, Helthy Food, FoodOmics, From Data to Knowledge’, temi che hanno contribuito a fornire una immagine globale del mondo dell’alimentazione con una visione multidisciplinare e multiprofessionale centrando un obiettivo. Quello di mettere a confronto la ricerca molecolare, le tecnologie omiche (studiano il flusso di informazione biologica a diversi livelli: DNA, RNA, …), i metodi bioinformatici, la clinica e la qualità degli alimenti e del suolo nell’àmbito della nutrigenomica, e favorire la interdisciplinarietà di diverse expertise e prospettive di collaborazione necessarie per lo sviluppo di più efficaci approcci prognostici, diagnostici e terapeutici.

Elisabetta SbisàElisabetta Sbisà
 

Mi auguro che l’occasione sia utile a fare rete ed a promuovere collaborazioni sia tra ricercatori e medici sia tra istituzioni con una  più ampia visione del mondo dell’alimentazione consapevoli che una dieta sana ed equilibrata ricca di fibre, frutta, verdura, legumi, pesce e da una riduzione di carni rosse, grassi e zuccheri, aiuta a ridurre il rischio di numerose patologie croniche come le malattie cardiovascolari, neurodegenerative, diabete e cancro, ha aggiunto Sbisà.

Cos’è la Nutrigenomica?

E’ una nuova disciplina che studia i meccanismi molecolari delle azioni dei nutrienti sui geni e sul metabolismo cellulare, e la loro influenza sulla salute umana.

Durante il congresso, il rapporto tra alimentazione e salute umana è stato illustrato da biologi molecolari, biochimici, biochimici clinici, bioinformatici, microbiologi degli alimenti, fisiologi vegetali, agronomi, oncologi, anatomo-patologi, nefrologi, medici chirurghi e medici di base, internisti, medici nutrizionisti, medici di Igiene e di medicina preventiva, e gastronomi. Costoro hanno discusso di Nutraceutica, Nutrigenomica, Nutrigenetica,  di nuove discipline dell'era post-genomica nate grazie allo sviluppo delle Scienze Omiche nelle quali un ruolo fondamentale è svolto dalla bioinformatica per l'interpretazione e la gestione dei dati prodotti dalle piattaforme di nuova generazione.

Sono risultati interessanti gli approfondimenti su: dieta mediterranea, benessere, stili di vita, nutrienti e alimenti funzionali. Come anche l'importanza dell'alimentazione come supporto e parte integrante della terapie in diverse patologie, quali: autismo, malattie neuro-infiammatorie croniche (sclerosi multipla, alzheimer, parkinson, sclerosi laterale amiotrofica), obesità, sindrome metabolica, colite ulcerosa, sindrome di Down, tumori, nefropatie. Si è parlato anche di cucina e come tradurre in ricette le indicazioni per una alimentazione corretta per i pazienti oncologici senza rinunciare ai piaceri della buona tavola.

Altri aspetti emersi durante la due giorni congressuale riguardano la qualità dei suoli agricoli e loro produttività, la sostenibilità, la biodiversità, il clima, gli indici ecologici, la protezione e l'impatto ambientale, i contaminanti fitosanitari. Anche le politiche di programmazione nazionale e regionale in àmbito salutistico sono stati al centro del dibattito insieme ai decreti ministeriali per i nuovi orientamenti nella sanità pubblica riguardo  l’alimentazione del paziente oncologico, i LEA e i decreti interministeriali per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari illustrati dalle istituzioni preposte.

Il congresso ha fornito molti spunti di riflessione soprattutto a coloro che intendono accrescere la propria cultura alimentare. Il cibo non è più considerato solo fonte di sostentamento, ma una parte sostanziale di una scelta che contribuisce a dare più qualità al proprio stile di vita. Lo hanno capito anche le istituzioni come l’università di Bari, l’Ordine dei Medici della provincia di Bari e l’ASL/BA, che hanno portato il proprio contributo alle tavole rotonde che le ha viste confrontarsi.

(segreteria@mariellacolonna.com)

 

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