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La Colonna infame
Progetto Eurasia e geopolitica della Brexit

La Brexit domina ancora il dibattito internazionale che s’interroga sulle conseguenze economico/finanziarie e geopolitico/strategiche europee e internazionali. Con l’aiuto di Giancarlo Elia Valori, manager, economista e professore straordinario alla Peking  University, Affari prova a spiegarle.

Gli scenari finanziari

Con molta probabilità le banche centrali argineranno gli effetti della Brexit limitando l’eccesso di liquidità (utile per i salvataggi), la stretta irragionevole del credito, l’espansione del contagio. Dopodiché proveranno a confermare il livello dei tassi raggiunto lo scorso febbraio per permettere agli investitori di limitare il rischio e guadagnare.

Nel Regno Unito cosa accadrà, secondo lei?

banca d'inghilterra
 

La Banca d’Inghilterra ha messo da parte oltre 344 miliardi di sterline per le ‘misure di stabilità’. I banchieri di sistema – presumibilmente - porteranno la Borsa al minimo per poi farla risalire, ovvero a circa il 50%, quota raggiunta subito dopo lo spoglio del referendum sulla Brexit. Perciò non si prevede un crollo di borsa estivo.

Gli scenari geopolitici

Subito dopo la Brexit i mercati globali sono crollati e la sterlina ha raggiunto il suo minimo storico (non accadeva dal 1985). È evidente che le conseguenze di questa nuovo assetto geopolitico all’interno dell’Ue sono determinanti per i mercati mondiali, non dimentichiamo che l’Inghilterra siede (sin dalla sua costituzione) nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, quale membro del club nucleare e potenza militare primaria.

Xi Jinping e Cameron
 

Anche con la Cina il rapporto si sta consolidando, lo dimostra la visita di Xi Jinping (Segretario generale del Partito Comunista Cinese) a Londra, lo scorso settembre. Il progetto del governo di sua maestà britannica è a doppio binario: fare investimenti nelle industrie pubbliche di Pechino e costruire, con capitali in gran parte cinesi, una centrale nucleare in Inghilterra. La Cina oggi, manovra oltre 155mila compagnie di Stato con la disponibilità totale di oltre 104 trilioni di yuan. Se l’economia inglese si assesterà su un range compreso tra 0,6 e 3%,  l’internazionalizzazione londinese e l’integrazione dell’economia cinese nel quadro dell’Unione ne risulteranno danneggiate. Come anche il resto dell’Europa. Ed anche il mercato interno soffrirà a causa dello sfavorevole cambio sterlina/euro.

Lo scenario strategico

La Brexit allontana la creazione del sistema eurasiatico, favorisce la separazione de facto dell’Unione dal quadro strategico NATO, indebolisce le trattative con gli Usa sul TTIP.

JCPOA
 

Inoltre, l’integrazione tra Russia e Cina, le trasformazioni della finanza di Pechino, il nuovo posizionamento di Mosca in Medio Oriente, porteranno all’espulsione dell’Ue dal suo ‘estero’ vicino, all’eliminazione del suo potenziale ‘mediatorio’ con l’area araba dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio), ad essere marginalizzata nei nuovi equilibri con l’Iran dopo il JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action) nucleare, e alla possibile chiusura nei confronti del progetto cinese Silk and Road Initiative (ovvero la nuova Via della seta di antica memoria romana) sul piano, almeno, delle reti marittime.

La soluzione che scongiura l’isolamento dell’Ue

Un accordo con l’asse Russia/Cina per pacificare da una parte il sistema maghrebino e dall’altra quello che va dall’Asia centrale al Corno d’Africa.

Se l’Ue non sarà capace di stabilizzare la Libia, cosa accadrà?

Mostrerà che non ha alcun rilievo geopolitico. La questione libica è un caso di imbecillità europea: la lotta contro l’Isis a Derna e, soprattutto, nella Sirte, è condotta da AlBinyanal Marsos (‘La solida struttura’) collegata al governo di accordo nazionale di Al Farraj, ma che non riceve ordini da quest’ultimo. Perciò, se l’unico governo libico finora riconosciuto non ha potere sulle proprie forze armate, la comunità internazionale non ha alcun tipo di leverage sulla Libia e sull’intero Maghreb.

Quali nuovi equilibri renderebbero l’Ue strategicamente marginale?

Nel Mediterraneo gli scenari sono in movimento. Gli ultimi dati rivelano una crescita nell’import/export tra il Nord ed il Sud del 413% per la Turchia e del  321% per l’Algeria. Il +10% di Israele potrebbe cambiare quando l’accordo per il coordinamento militare e informativo con la Federazione russa orientato alla protezione del Golan dalle incursioni del jihad sciita, rivelerà tutti i suoi effetti. Oppure dopo aver ristabilito i contatti politici e militari tra Ankara e Gerusalemme per il passaggio delle reti gasiere dal Leviathan israeliano verso gli sbocchi turchi e a Cipro.

Gli USA cosa fanno?

Chiudono la Federazione Russa nei suoi confini e ipotizzano operazioni verso l’area cinese che reputo destabilizzanti a causa della deformazione di alcune regioni autonome di Pechino e di altri  Paesi dell’Asia centrale che è stata generata dalla crisi in Ucraina e dalle azioni autonome del nord dell’India.

In sintesi abbiamo a che fare con l’Eurasia che cresce e l’Ue che si indebolisce, stretta nella stucchevole propaganda contro gli inglesi ‘cattivi e nazionalisti’ e contro la categoria più fallace e fantasiosa della scienza politica attuale, il ‘populismo’.

Il futuro.

eurasia
 

Se l’Ue saprà progettare un sistema strategico con l’Eurasia che permetta all’Europa l’espansione e la securitizzazione dei suoi confini, e se la NATO diventerà uno strumento militare à la carte per i suoi Paesi maggiori, la fine dell’Europa, quella di Robert Schuman, ma anche di Thomas Mann, sarà vicinissima.

(segreteria@mariellacolonna.com)

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