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La Colonna infame
Il Vaticano ha venduto l’Italia alla Cina? Miracoli della Curia di Roma!

‘Ci voleva il coronavirus perchè il governo vendesse l'Italia allo straniero’. E' lapidario Giulio Sapelli, economista, storico, scrittore e saggista, il quale aggiunge che il governo italiano ‘è una mucillagine peristaltica che dipende dall’estero. Cina, Iran, Francia, Germania, Vaticano sponsor del presidente del Consiglio’.

LP 11237388Giuseppe Conte premier
 

Il premier Giuseppe Conte – secondo Giulio Sapelli - si è formato a Villa Nazareth un tempo guidata dal cardinale Achille Silvestrini, oggi caduta sotto l’influenza di quella parte vaticana che si rifà alla Compagnia di Gesù legata alla Cina, nel senso che ha contribuito – insieme alla segreteria di Stato vaticana - alla stesura dell’ancora ‘sconosciuto’ in tutti i suoi termini del Trattato ‘segreto’ tra Santa Sede e ministero degli Affari religiosi cinese, quest’ultimo indicherebbe una terna di vescovi tra i quali il Papa scegliebbe il designato. ‘Questo nuovo trattato di ‘Worms’ (nel 1122 sancì la fine delle ostilità  fra il sovrano del Sacro Romano Impero Enrico V di Franconia e papa Callisto II per la lotta alle investiture) – spiega Sapelli - condannerebbe di fatto alla ulteriore clandestinità e repressione la ‘Chiesa del silenzio cinese’ che non segue le direttive della Chiesa ufficiale. Ciò potrebbe far pensare alcuni che il Vaticano ha venduto l’Italia a favore della Cina? Miracoli della Curia di Roma’.

bandiere ue e italia
 

Facciamo il punto sulla situazione economica italiana ed europea. Dopo la bocciatura degli eurobond è passata una versione all’acqua di rose (ndr) del Fondo salva Stati o Mes  che - in occasione dell’emergenza Covid 19 – ha stanziato 410miliardi. Il criterio per averne diritto prevede che gli Stati dell’Ue potranno accedervi fino al 2percento massimo del Pil, all’Italia spetterebbe una cifra pari a 35miliardi. La Banca Europea degli Investimenti (Bei) disporrebbe altri 25miliardi come fondo di garanzia pan/europeo a sostegno delle Pmi. A tal proposito, Sapelli interviene definendo l’accordo dell’eurogruppo come ‘la classica montagna che ha partorito il topolino, la quale - unita alla debolezza delle misure italiane - lascia prevedere il peggio perchè non può soddisfare le esigenze dei nove Paesi guidati da Italia, Francia e Spagna, quali firmatari di una dichiarazione (già accantonata) che chiede l’emissione di eurobond al fine di creare un investimento fondato sulla mutualizzazione del debito per incentivare le misure di fuoriuscita dalla crisi’.

LP 10101111da sn a dx: Ursula von der Leyen e Giuseppe Conte
 

La richiesta degli eurobond è stata bocciata dall’Olanda, Paese molto sensibile all’egemonia tedesca e potente economicamente che non si è trovata a suo agio nell’Ue, tant’è che ha fatto di tutto per osteggiare scelte e decisioni. Emblematico  il rifiuto nel 2005 della Costituzione europea che ha portato come conseguenza ai Trattati internazionali in sostituzione dello Stato di diritto.

Il recente accordo (Mes) che dev’essere ancora validato dal Consiglio europeo concede all’Italia circa 35miliardi di euro, senza condizioni, per le misure sanitarie, e altri fondi per le banche allo scopo di finanziare le imprese. ‘È molto poco’, chiosa Sapelli, il quale aggiunge: ‘se questo risultato lo uniamo alla debolezza della manovra economica italiana centrata sull’offerta di garanzia alle banche perché finanzino le imprese, capiamo che le cose vanno decisamente male. Anche perché la garanzia offerta dallo Stato italiano, oltre a dilatare i debiti delle imprese, non garantisce la disponibilità immediata di liquidità’.

Riguardo il Fondo salva Stati è opinione di Sapelli che ‘una volta attinto al Fondo ci ritroveremmo commissariati sul modello della Grecia. Non direttamente perché i soldi sono esclusivamente per le misure sanitarie e senza condizioni, ma per l’aumento del debito pubblico che a sua volta porta a non rispettare i parametri del Trattato di Maastricht. Perciò, se non cambiano le regole ci si espone al pericolo reale di una ristrutturazione del debito’. Le cose andrebbero di male in peggio.

La soluzione secondo Sapelli è il prestito nazionale, operazione come quella fatta dopo la Seconda guerra mondiale per la ricostruzione dell’Italia. Funziona come per i Btp: è un prestito volontario, non tassato, a basso tasso di interesse e a lunghissimo termine. È la proposta fatta da Giulio Tremonti, sostenuta da Ferruccio de Bortoli e Giovanni Bazoli, autorevole esponente del mondo bancario. ‘Eppure questi governanti se ne fregano. Se vent’anni fa Cuccia avesse fatto una proposta del genere l’avrebbero subito preso in considerazione. È la conferma che abbiamo a che fare con un governo che fa gli interessi della Cina, chi dell’Iran, chi della Francia, chi della Germania, per non dire del Vaticano che ha anche nominato il presidente del Consiglio’.

Il ruolo del Pd? ‘Vuole tassare i redditi sopra gli 80mila euro’, poi smentito da Conte. E’ una semi patrimoniale che farà scappare gli investitori e impoverirà l’Italia. Approfittare della pandemia per fare una patrimoniale è una cosa di una gravità assoluta. Già abbiamo una scarsità di investimenti esteri, abbiamo il Paese alle corde e facciamo la patrimoniale? È una scelta degna di Chavez. Neanche Peron faceva cose del genere’.

Quale futuro per l’Italia?Alla fine credo che le cose andranno meno peggio di quello che la borghesia 'vendedora' auspica (il loro sogno è quello di vendere tutto e ritirarsi alle Bahamas) solo per merito di quelle Pmi che tutelano la salute dei lavoratori e  continuano a lavorare nel rispetto delle limitazioni del governo. Se il Paese sopravviverà sarà per merito loro’.

(segreteria@mariellacolonna.com)

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