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Lampi del pensiero
Covid, al cospetto del nuovo ordine mondiale senza libertà e diritti

"Dobbiamo esserne consapevoli. Sapere che le vaccinazioni stabiliranno un nuovo ordine mondiale. Piaccia o non piaccia, questa è la realtà: meglio cercare di attrezzarsi". Sono parole realmente pronunziate da Luca Zaia, governatore della Regione Veneto. Ne dà notizia, con tanto di virgolettato, "Ansa.it" in data 15 aprile 2021.

Bisogna, se non altro, riconoscere a Zaia grande onestà intellettuale nell'appellare le cose con il loro nome: "nuovo ordine mondiale", gestito dal blocco oligarchico neoliberale a proprio vantaggio, utilizzando l'emergenza epidemiologica, realmente esistente, come strumento del proprio dominio di classe. 

Per questo, come non mi stanco di ribadire ormai da mesi, sarebbe davvero ora di analizzare la realtà emergenziale non soltanto con le lenti medico-scientifiche, ma anche con quelle socio-politica. Siamo al cospetto di quello che gli stessi gendarmi del nuovo ordine mondiale terapeuticamente corretto hanno battezzato con l'inequivocabile espressione di "Great reset", che letteralmente significa "grande cambiamento": l'idea del grande cambiamento in questione, legata al nuovo ordine mondiale post-1989, consiste essenzialmente nel far sì che l'emergenza epidemiologica non soltanto non costituisca la base per una risocializzazione e una ridemocratizzazione dello scenario dei rapporti di forza, ma che anzi possa essere fecondamente impiegata dalle stesse classi dominanti a proprio vantaggio esclusivo; vale a dire per ristrutturare l'economia, la società, la politica in maniera tale che a trarne giovamento siano, ancor più di prima, i membri del patriziato cosmopolitico no border. 

In estrema sintesi, 1. riorganizzazione della politica superando i residui delle democrazie parlamentari e imponendo direttamente l'autogoverno dei mercati mediato da task forces e comitati di esperti rigorosamente di fede liberista; 2. riorganizzazione dell'economia, distruggendo i ceti medi e le attività locali a beneficio dei colossi ecommerce, dei giganti del web e dei cinici ammiragli della finanza sans frontières; 3. riorganizzazione della società, mediante un nuovo autoritarismo fondato sulla riduzione delle libertà e i diritti in nome della protezione dal virus e poi anche sulla nuova figura del distanziamento sociale con tutte le sue funzioni satellitari.

Diego Fusaro (Torino 1983) insegna storia della filosofia presso lo IASSP di Milano (Istituto Alti Studi Strategici e Politici) ed è fondatore dell'associazione Interesse Nazionale (www.interessenazionale.net). Tra i suoi libri più fortunati, "Bentornato Marx!" (Bompiani 2009), "Il futuro è nostro" (Bompiani 2009), "Pensare altrimenti" (Einaudi 2017).

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