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Palazzi & Potere
MICHETTI: SARO' IL SINDACO DELL'ARMONIA

Forse non tutti ricordano Pinuccio Tatarella, uomo di spicco della destra prima almirantiana e poi finiana, vice premier nel primo governo Berlusconi negli anni '90, definito da più parti in quel periodo il "ministro dell'armonia" per il suo modo di condurre trattative sia all'interno della maggioranza che nei rapporti con le opposizioni e gli altri organi dello Stato per evitare il più possibile contrasti e frizioni. Ebbene Enrico Michetti, candidato sindaco per il centrodestra, sembra ricalcare le orme di quell'esponente politico. Se conquisterà il Campidoglio - ha detto intervenendo all'evento "Sfogliare Roma" promosso dalla Fondazione Sorgente Group presso la sede museale dell’omonima Fondazione in Lungotevere Aventino - la sua azione sarà caratterizzata dalla ricerca di intese con governo, Regione Lazio, sindaci della Città metropolitana di Roma Capitale e con tutti coloro che possono contribuire a risolvere i tanti problemi dell'Urbe.

Intervistato da Simone Canettieri, giornalista de "Il Foglio Quotidiano", che gli ha posto quasi le stesse domande che aveva rivolto qualche giorno prima, sempre presso la Fondazione, a Roberto  Gualtieri, candidato sindaco del centrosinistra e dopo una breve introduzione di Valter Mainetti, Presidente di Sorgente Group e di Paolo Trancassini, coordinatore regionale di FdI, Michetti ha così esposto il suo pensiero su varie tematiche che andiamo ad elencare.

CULTURA - Roma - ha sottolineato il candidato sindaco del centrodestra - ha un patrimonio storico-culturale unico al mondo ma con "molti buchi neri" perché non valorizzato a sufficienza. Come prima azione in questo campo c'è la necessità di un censimento di tutte le componenti di questo patrimonio e di una visione strategica su come portarle all'attenzione dei turisti e degli stessi cittadini romani. Quanto all'assessore alla Cultura, c'è la conferma che, in caso di vittoria, sarà Vittorio Sgarbi a ricoprire questo incarico.

TURISMO - Michetti ha affermato che manterrà personalmente la delega per il Turismo, come, almeno per i primi sei mesi, quella del Bilancio. Quanto ai flussi turistici, bisogna saperli governare e organizzare l'offerta della città in termini di storia, di arte, di religiosità e di costume. La Roma da visitare non si può ridurre solo al Centro storico del I Municipio, ma allargata anche nelle periferie - ed in particolare al litorale romano - per collegare il Parco archeologico di Ostia antica con quello del Colosseo e del Foro romano. Il brand della Capitale è molto degradato. Per recuperare posizioni è necessario potenziare le infrastrutture, soprattutto quelle della mobilità, ovvero i trasporti pubblici (metropolitane, ferrovie urbane, autobus). Inoltre bisogna propagandare nel mondo tutto ciò che si può trovare visitando Roma. In parole povere si deve far conoscere "la romanità ai turisti".

DEGRADO CITTADINO - Per combattere il degrado cittadino - ha detto Michetti - c'è bisogno di sobrietà e di legalità da ripristinare. Tanti sono ancora i problemi non risolti, dai rifiuti ai monumenti circondati da "gladiatori romani" e saltafila che rappresentano una zona grigia di illegalità. Per eliminare questi ultimi, vanno adottati provvedimenti in accordo con il Ministero dell'Interno, la Prefettura e con gli altri organi preposti alla sicurezza.

RIFIUTI - Il problema è di particolare gravità, soprattutto per ciò che concerne il loro smaltimento. Per risolverlo - ha sostenuto Michetti - bisogna adottare i provvedimenti già previsti dalla legge, a partire dal Decreto Ronchi (1997).  La Regione Lazio, che ha competenza in materia ha adottato un Piano rifiuti nel 2012 che ha poi modificato nel 2020. Bisogna attuarlo. Nel 2012 si prevedevano quattro termovalorizzatori. Il nuovo piano marginalizza questi impianti. Ma procediamo in fretta ad individuare i siti dove allocare queste strutture, la loro tipologia e la loro quantità. Se eletto, "nei primi cento giorni - ha detto Michetti - avvierò un negoziato con la Regione Lazio e farò quello che è previsto nel Piano rifiuti", ricordando che per realizzare gli impianti ci vogliono almeno 36 mesi, ovvero tre anni.

MUNICIPALIZZATE - Per il candidato del centrodestra, lo stato di cattiva salute delle aziende municipalizzate è dovuto principalmente alla carenza di buona amministrazione. E ciò è colpa dell'ente locale al quale competono le nomine dei dirigenti e gli indirizzi da perseguire. Se Atac e Ama non funzionano è responsabilità del Comune di Roma. Ora serve un piano di rilancio.

METROPOLITANE - Portare a termine la Linea C ed avviare altre linee richiede maggiore collegamento e intese con il Ministero delle Infrastrutture, il che richiede l'apertura di un ufficio presso questo Dicastero perché le procedure vanno seguite passo passo. Lo sviluppo delle metropolitane è vitale per la mobilità in città   Quanto alla Roma-Lido, questa dovrebbe trasformarsi da linea ferroviaria in metropolitana di superficie, come avviene in molte altre città europee. Per Michetti bisogna poi coordinare tra loro le varie vie di collegamento - anello ferroviario, tranvie, corsie preferenziali - anche in vista del prossimo Giubileo. Si deve avere una visione a tutto tondo su come sviluppare Roma, a partire dal digitale.

GREENPASS - Premesso che lui ha fatto tutte e due le vaccinazioni previste in funzione anticovid, Michetti ha sostenuto che non spetta ad una amministrazione comunale obbligare i propri dipendenti a sottoporsi alla vaccinazione per ottenere il greenpass. L'obbligo deve essere imposto dal governo. E si è richiamato all'art.32 della Costituzione (questo il testo: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge).

Concludendo, Michetti ha detto che per governare bene Roma bisogna prima individuare i punti deboli dell'amministrazione e poi scegliere le persone più indicate per determinati e precisi incarichi. Al Comune, poi, servono un grande Segretario generale ed una prima linea di funzionari adeguati. È  l'atto amministrativo - ha sostenuto - che deve regolare la vita comunale. Ha poi affermato che non si sente un tecnico prestato alla politica ma un politico vero, perché la figura di sindaco è politica. Ha negato poi di evitare i confronti politici con gli avversari, ma di dedicarsi soprattutto al confronto con i cittadini e le periferie.

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