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Quelli che i numeri non dicono
Coinbase: la piattaforma di investimenti in criptovalute si quota in borsa

Il valore del Bitcoin continua ad aumentare, e ha superato la soglia dei 63mila dollari. Ora l’attesa degli esperti è tutta per la quotazione di Coinbase, che potrebbe toccare i 100 miliardi di dollari. Da oggi sono sul mercato, a un prezzo di 200 dollari, quasi 115 milioni di azioni di Coinbase, vale a dire la piattaforma di trading più grande al mondo che permette di trattare il Bitcoin e le altre monete virtuali sia in acquisto che in vendita. La quotazione al Nasdaq con tutta probabilità favorirà un aumento dei prezzi, in virtù di una società che sembra dar fiducia alle potenzialità delle valute digitali. Sono ben 56 milioni gli utenti personali di Coinbase, a cui devono essere aggiunti più di 7mila utenti istituzionali.

Coinbase, che cosa c’è da sapere

Nel primo trimestre di quest’anno, in base a una rilevazione che è stata effettuata dalla società di consulenza App Annie, quella di Coinbase è stata una delle applicazioni che sono state scaricate più di frequente, superata solo dalle app di video di TikTok e di messaggistica di Telegram, oltre che dai classici big come Youtube o Facebook. Lo scorso anno, inoltre, il bilancio di Coinbase ha fatto registrare un primato, dimostrato dai 322 milioni di dollari di utili: un bel balzo in avanti rispetto al 2019, quando c’era stato un rosso di 30 milioni di dollari. Ma i numeri che sanciscono il boom di questa società non finiscono certo qui. Il fatturato, per esempio, cresce di quasi il 140%, e lo scorso anno è stato di 1 miliardo e 140 milioni di euro. È aumentato del 180% il numero di utenti che effettuano almeno una transazione al mese, e allo stato attuale sono circa 2 milioni e 800mila. Non ci si può dimenticare, poi, dei notevoli volumi di scambi: nel 2019 erano pari a circa 80 miliardi di dollari, mentre nel 2020 sono arrivati a quasi 200 miliardi.

I ricavi e gli utili sono in aumento

La Sec, che è l’equivalente della nostra Consob degli Stati Uniti, ha espresso il proprio parere positivo a proposito della quotazione di Coinbase. In questo modo sono state messe a tacere le polemiche sorte in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal gran capo della Fed Jerome Powell e dal ministro del Tesoro americano Janet Yellen. In effetti, tutte le più importanti autorità dimostrano una certa cautela – per usare un eufemismo – nei confronti delle monete digitali, che sono ritenute poco o per nulla affidabili. Eppure nei primi tre mesi del 2021 i ricavi di Coinbase hanno toccato il limite di 1 miliardo e 800 milioni di dollari, superando già i numeri di tutto il 2020. Anche i numeri relativi agli utili sono quasi incredibili: si parla di 730 milioni in un solo trimestre, praticamente il doppio dello scorso anno da gennaio a dicembre. Dopo che PayPal e Visa hanno deciso di consentire l’impiego del Bitcoin in numerose transazioni, se la quotazione di Coinbase dovesse avere successo – ed è difficile che si verifichi il contrario – il settore delle criptovalute ne trarrebbe vantaggio, con una crescita della reputazione a livello mainstream. Insomma, sarebbe un’occasione per vincere parte della diffidenza che ancora oggi le attanaglia.

La valutazione di 100 miliardi

Si parla di una valutazione da primato, nell’ordine del centinaio di miliardi di dollari: sarebbe uno sbarco al Nasdaq con cifre da capogiro, visto che la capitalizzazione dello stesso Nasdaq e del New York Stock Exchange non arriva a tale cifra. Il tutto risulta ancora più incredibile se si pensa che fino a una decina di anni fa questa società neppure esisteva.

La direct pubblic offer

Vale la pena di precisare che non si tratterà di un’ipo, quanto di una dpo: vale a dire una direct pubblic offer. Quali saranno le conseguenze? Prima di tutto, l’azienda eviterà di rivolgersi alle banche d’affari, che presuppongono un esborso economico non indifferente. È pur vero, però, che le banche d’affari offrono un supporto importante, non solo perché si occupano dell’organizzazione dei road show, ma anche perché in caso di insuccesso sostengono il prezzo, come dimostra la storia di Deliveroo che è stata sostenuta da Goldman Sachs. Nel caso della dpo, ad ogni modo, le banche d’affari non c’entrano, in quanto è la stessa azienda che si occupa di vendere le azioni. In base a quanto si può dedurre da documenti che sono stati forniti in previsione della quotazione, Coinbase ha messo in evidenza che le azioni in scambi private nei mesi precedenti sono state scambiate a una quotazione di più di 300 dollari, e ciò ha fatto sì che la valutazione totale sfiorasse il tetto dei 68 miliardi di dollari. A questo punto non rimane che aspettare di vedere quale potrà essere il responso del mercato.

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