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Quelli che i numeri non dicono
Covid 19 ed economia, quali imprese potrebbero trarre vantaggio dalla crisi?

Tra gli abitanti della nostra penisola sta iniziando a farsi sentire sempre più forte un'ulteriore preoccupazione, ovvero quella per la crisi imminente, presunta a causa del dilagare del Covid-19, il virus ad alto contagio che sta causando la pandemia più preoccupante dell'ultimo secolo.

Per quanto le preoccupazioni siano effettivamente rivolte alla salute, altri timori prendono di mira l'intera popolazione italiana: l'economia individuali tra tutti.

Infatti è la totalità degli italiani a dichiarare di essere preoccupata dall'aumento dello spread, dell'inflazione e dagli effetti devastanti che possono esserci sull'economia nazionale e familiare di questa emergenza sanitaria (oltre che mondiali, oseremmo dire).

Le varie indagini presunte da diversi istituti di ricerca su campioni rappresentativi della popolazione adulta, hanno messo in risalto come ad essere più spaventate siano soprattutto le famiglie nel Sud e nelle isole e chi ha un’età tra i 35 ed i 55 anni, ossia le fasce della popolazione che maggiormente risentiranno del decadimento economico e quelle dove si riscontra la maggioranza dei cosiddetti gig-workers (ossia i lavoratori occasionali).

A fare spavento in questo senso è la possibilità che un aumento del diffondersi del virus possa tradursi con evenienze come, ad esempio, rate dei mutui più pesanti subito dopo aver visto rientrare il sistema sanitario entro determinati range di "serenità ed equilibrio".

Perché? La sensazione di tutti è quella di star ricevendo degli anticipi solidali da istituti di credito ed enti pubblici che tuttavia andranno restituiti e pagati a caro prezzo negli anni a venire.

Non preoccupatevi più del dovuto se fate parte di coloro che abbiano preso i propri impegni finanziari prima dello scoppiare di questa emergenza, perché le rate di chi ha già chiesto un mutuo rimarranno stabili. A preoccuparsi dovrebbero essere tutti coloro che sono in procinto di chiederlo, o quantomeno che avevano questa intenzione fino poco prima dell'epidemia originatasi in Cina.

Infatti con l'aumento dello spread che sicuramente si avrà, detto in parole povere, aumentano anche i costi per cliente (ed i primi impatti hanno iniziato a sentirsi già ad ottobre, quando i tassi finali offerti da diverse banche sono lievitati fra lo 0,10% e lo 0,30%), non è difficile immaginare che nel clima attuale possano subire variazioni ancora più consistenti. Tali aumenti si tradurranno in una differenza di migliaia di euro di interessi da pagare per tutti coloro che erano procinto di aprire un mutuo, soprattutto su base ventennale, quindi piuttosto lunga.

Insomma, da un tracollo sanitario si rischia ben presto di giungere a un tracollo economico tangibile.

Come abbiamo detto, dunque, ad essere preoccupati sono soprattutto chi risiede al Sud, nelle Isole ed inoltre anche le zone del Nord-Ovest. Per età, invece, abbiamo individuato come già detto in precedenza la fascia d'età compresa tra i 35 ed i 55 anni, ossia tutti coloro che hanno la maggior parte delle responsabilità familiari e che vedono la propria situazione economica in incredibile bilico.

In generale, ponendo il focus sulle tipologie di business che più risentiranno questa probabile crisi, viene facile immaginare che i gli acquisti di generi non di prima necessità caleranno e tutti quei beni destinati ad attività non essenziali subiranno una flessione.

In controtendenza, invece, tutte le attività che favoriranno la comunicazione e la fornitura di servizi da remoto, cresceranno gradualmente man mano che il nostro stile di vita si adatterà al contesto socio-sanitario. Basta guardare ciò che i giovani quotidianamente pubblicano sui social durante la quarantena: si intensifica la cucina amatoriale di dolci e piatti complessi, dove gli internauti, da aspiranti cuochi e pasticceri pubblicano le proprie preparazioni giorno dopo giorno, visitando a più non posso i siti web di ricette.

In crescita, ovviamente, anche gli e-commerce di prodotti sanitari che oltre alle mascherine -in rapidissima successione- forniscono la serenità di poter accedere ai propri dispositivi sanitari senza doversi allontanare dalla sicurezza del proprio appartamento.

Dirimente è la riflessione di Gordon Lichfield ben espressa in questo articolo pubblicato su MilanoFinanza, in cui si prospetta una lunghissima permanenza in uno stato di transizione che cambierà drasticamente le nostre vite.

Ecco che aziende e progetti inaspettati oltre che compagnie già precedentemente in corsa per il successo finanziario potrebbero ricavarne notorietà e visibilità altrimenti impensabili. Il palcoscenico potrebbe essere dei progetti editoriali che baderanno alla cura del corpo e della mente con metodi naturali, come Regogoo, dove moltissime saranno le persone che preoccupate dal proprio stato di salute e benessere faranno ricorso a prodotti naturali per migliorare il proprio sistema immunitario o intraprenderanno un corretto stile di vita all'insegna dello sport (altra tendenza frequente di questi giorni riscontrata nelle stories del social network Instagram). Sbancheranno le aziende di video-call, come Houseparty, già definita "app del momento" nell'era del Coronavirus. Oltre che ovviamente tutti gli ecommerce riguardanti la consegna a domicilio del cibo, dove il caso più di rilievo a cui guardare è quello di Ocado, noto supermercato online attivo nel Regno Unito che oltre a vedere schizzare le proprie azioni alle stelle ha addirittura applicato una coda, visibile a giorni sul sito, attraverso cui filtrare e rallentare gli accessi al sito per l'incredibile e insostenibile numero di richiesta di di delivery alimentare porta a porta.

Insomma, qualsiasi siano le nostre sorti sanitarie, che ricordiamo saranno a prognosi positiva nella stragrande maggioranza dei casi, quelle economiche sono esattamente al centro di un grande piatto in cui chi punterà per primo riuscirà ad accaparrarsi una gran bella fetta di nuovi contraenti.

 

 

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