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Quelli che i numeri non dicono
Crollano i consumi durante la quarantena: maglia nera alla Lombardia

L’impatto economico del COVID-19 sull’economia italiana si è già fatto sentire durante i mesi del “lockdown”, ossia durante il periodo di applicazione delle misure più restrittive di contenimento del contagio (la “Fase 1”). In particolare, sono prevedibilmente crollati i consumi, soprattutto durante il mese di marzo, il primo ad aver visto l'implementazione della quarantena a livello nazionale.

Il trend negativo di marzo: il calo maggiore in Lombardia

 

Secondo quanto emerge dal rapporto pubblicato il 29 aprile scorso dall’Osservatorio consumi di mercato Confimprese-EY, la contrazione dei consumi su base mensile, rispetto al mese di marzo del 2019, è stata generalizzata: ha riguardato tutte le regioni con percentuali di decrescita che oscillano tra il 70% e l’80%.

 

Il dato peggiore è quello che riguarda la Lombardia (- 82.8%); il podio è completato da Toscana (-80.9%) ed Emilia-Romagna (- 80.5%). Seguono il Veneto (- 80.0%) e Campania (- 79.7%); l’unica regione a registrare un calo dei consumi inferiori al 70% sono le Marche (- 69.2%). Tutte le regioni hanno dovuto fare i conti con un analogo calo se si analizza il primo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche da questo punto di vista, è la Lombardia (- 29.2%) a registrare la percentuale peggiore, seguita dal Trentino Alto-Adige (-27.8%); al terzo posto, ex-aequo, Emilia-Romagna e Veneto (-27.6%). Il calo più contenuto è quello sperimentato dalla Basilicata (-10%) e dal Molise (-18.9%). Questi dati si riflettono anche sull’analisi relative alle macroaree del paese: il Nord risulta essere la zona più colpita (-81% al Nord Ovest e -80% al Nord Est) mentre Centro e Sud si attestano su una percentuale negativa del 77%. Ne deriva una media nazionale, relativa al solo mese di marzo 2020, di -79% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il calo dei consumi in confronto al primo trimestre del 2019 -28% al Nord Ovest, -25% al Nord Est, -25% al Centro e -21% al Sud.

 

Le province ad aver subito il calo maggiore dei consumi durante il mese di marzo di quest’anno, rispetto alla media nazionale, sono Bergamo (- 5.7%), Brescia (- 5.5%) e Monza-Brianza (- 5.2%); Caserta (- 4%) e Bari (-1.1%) sono le uniche province del Sud con un saldo negativo.

Quali sono i comparti più colpiti

 

Le misure restrittive per la gestione e il contenimento del contagio hanno imposto abitudini di vista molto diverse a milioni di italiani; distanziamento fisico, divieto di assembramenti e smart working hanno gioco forza influito sui consumi e sulla modalità di fruizione di numerosi servizi. Molti settori sono stati costretti a ridimensionare o interrompere le proprie attività mentre i consumatori hanno dovuto limitare le proprie spese. Il comparto ad aver subito le maggiori ripercussioni è stato quello dell’abbigliamento che, rispetto a marzo 2019, ha fatto registrare un decremento del 82.3%; il settore Food&Beverage ha patito un decremento mensile dei consumi del 76.7%, tre punti percentuali in più rispetto ad altri settori (servizi, cultura e spettacolo, turismo e affini).

Cosa attendersi dalla Fase 2

La ripresa dei consumi non sarà veloce e si ripercuoterà sulle tasche dei consumatori. In una nota, il Codacons ha già registrato forti incrementi in molti listini, come quello alimentare”, sottolineando come “ogni singolo aspetto della vita delle persone potrebbe apparire più caro, con un generico aumento dei prezzi”; “ogni famiglia” - sottolinea ancora il Codacons - “arriverà a pagare qualcosa come 536 euro in più”. I rincari hanno riguardato i beni alimentari (da +1,1% a +2,7%), grazie per lo più agli alimentari non lavorati (+4,3%); l’inflazione è in parte compensata “dalla riduzione della flessione dei prezzi dei Servizi relativi alle comunicazioni (da -2,6% a -1,3%)”.

 

Paolo Lobetti Bodoni, Business Consulting leader di EY Italy sottolinea come “per guidare le vendite sarà necessario pensare a nuove modalità di interazione del consumatore con il canale fisico e online” mentre secondo Mario Maiocchi, consigliere delegato di Confimprese, “resta da capire cosa ci si possa aspettare nella fase 2 del post emergenza sia per verificare gli impatti di Covid-19 sui livelli di fatturato sia, soprattutto, per identificare i cambiamenti nei modelli di consumo”. È probabile che in molti cercheranno di risparmiare su alcune voci di spesa; a tale scopo, alcuni siti specializzati, come salvaconto.it, mettono a disposizione un tool online per confrontare le tariffe proposte dagli operatori di alcuni settori specifici.

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