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Quelli che i numeri non dicono
Food delivery: ecco "Giusta", il modello ideale per i rider e i clienti

Diversamente da quanto accade per molte attività, a seguito degli eventi dell’ultimo anno,  in cui moltissime fanno fatica a resistere e tentare di sopravvivere con ristori ed interventi palliativi vari,  per un periodo che nessuno sa quando potrà ritenersi superato; vi sono dei settori  che dalla nuova realtà economica, hanno sicuramente tratto un vantaggio. Inaspettato, sicuramente non auspicato al prezzo che il mondo ha dovuto pagare, ma pur sempre un vantaggio.

Il distanziamento, il lockdown e le varie zone restrittive ci hanno costretto a evitare e limitare gli spostamenti, così cheanche per esigenze primarie, come quelle del cibo, si è cercato di risolvere in maniera diversa. Qui è stato di grande aiuto, un settore, che fortunatamente negli ultimi anni, aveva già avuto modo di espandersi ed essere apprezzato per la praticità del servizio offerto: il food delivery.

Oltre ad accontentare le esigenze di tanti in un periodo particolare, come quello del primo lockdown, in cui si è stati costretti a non uscire da casa a causa dell’emergenza sanitaria, l’espansione del food delivery, ha dato anche occasione a molti, di avere un’opportunità lavorativa, di guadagnarsi un’autonomia economica in attesa di realizzare progetti più importanti. 

L’altra faccia della medaglia

Come è naturale che sia, all’emergere di una novità, appaiono ben presto i punti deboli, le anomalie, quegli aspetti  che non vengono considerati nel momento dell’euforia iniziale. Se da una parte a tanti è stata  data la possibilità di una occupazione, dall’altra è emerso piuttosto presto, che l’aspetto remunerativo costituisce  la nota dolente anche di questo settore. 

Aggiungiamo quanto gradualmente emerso: mancanza di forme assistenziali, troppo spesso pagati a nero e men che meno, bersaglio di atti vandalici e criminali, si è giunti ben presto a comprendere che in questo settore urgeva una disciplina legislativa più mirata e l’assunzione di forme di tutela per i lavoratori in esso impegnati. 

Mai troppo tardi, visto che il digital food delivery è arrivato a rappresentare tra il 20 e il 25% dell'intero settore delle consegne a domicilio (fonte: Just Eat).

Una svolta professionale ed etica: arriva GIUSTA

Verso la conclusione di un 2020 tanto infausto, quanto poco foriero di novità positive, è arrivato però, un segnale di innovazione: la “giusta”  considerazione che si deve a chi profonde le sue energie nel servire un pubblico sempre più ampio, forse proprio in virtù di ciò che ha rappresentato e garantito in un periodo così buio. Non a caso il termine “giusta” è stato usato per introdurre quella che dovrebbe rappresentare una svolta positiva.

GIUSTA è una nuova piattaforma che ha i suoi punti di forza nell’etica e il rispetto dei suoi lavoratori. Essa mira, inoltre, a tutelare anche altri aspetti che non sono emersi in questo articolo, ma che pure attengono comunque alle problematiche del  food delivery: le percentuali richieste ai ristoratori affiliati, le garanzie per il cliente circa la qualità e l’integrità del cibo (aspetti divenuti  ancora più importanti, con la maggiore necessità di rispetto di norme igieniche).

Giusta tiene in grande considerazione l’aspetto ecosostenibile dei mezzi impiegati e si cura di ottimizzare i percorsi, sempre nell’ottica della tutela ambientale.  L’App  personalizzata, si presenta di facile approccio e gestione da parte dell’utente, le informazioni sull’ordine tracciabili in blockchain sono fruibili dal cliente attraverso l’inquadramento di un QR code.

Avanzamento non solo tecnologico

Insomma, pur rappresentando una innovazione già solo per i motivi qui esposti e per avere come scopo primario la tutela delle risorse umane impiegate, garantendo loro un vero contratto di lavoro logistico, Giusta ha un occhio attento agli operatori della ristorazione. Il loro, che nella fase pandemica vissuta e che ancora si trascina, rappresenta sicuramente uno dei settori più colpiti, viene agevolato dall’app che permette di accedere al delivery, senza imporre costi troppo gravosi ed offrendosi ad una potenziale grossa fetta di utenti. Quelli che, vogliamo augurarci, al di là del servizio richiesto, pongano un minimo di attenzione a tutto quanto ruota intorno ad una semplice chiamata per una pizza o pasto caldo. Considerando che quel gesto di routine, può aiutare a rialzarsi chi ha tanto perduto, impiega in modo dignitoso i lavoratori e garantisce qualità, efficienza e rispetto di regole igieniche, ambientali e umane.

Ovviamente l’augurio che tutti ci facciamo  è che, decidere per una cena in delivery, possa quanto prima rappresentare una scelta e non unica possibilità. Apprezziamo sicuramente l’apporto di maggiori tutele e garanzie e le dovute attenzioni al mondo delle consegne a domicilio, ma ci si augura di poter scegliere, al più presto, il luogo dove godere del buon cibo e di un buon calice di vino. (A.M.)


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