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Quelli che i numeri non dicono
L'Italia, la nazione in cui non si nasce: dati sempre più negativi

L'Italia è un Paese in cui si nasce davvero molto poco: nel sottolineare questo, purtroppo, non si afferma nulla di nuovo, ma delle ulteriori conferme provengono dai più recenti dati a riguardo.

I dati di The World Bank e di Istat

Consultando le statistiche relative all'indice di fertilità, ovvero il numero medio di figli per donna, messe a disposizione da The World Bank e disponibili a questo link, si nota subito come l'Italia sia al di sotto sia della media relativa ad Europa e Asia Centrale, sia alla media mondiale: nello specifico, nel 2017 l'Italia ha fatto registrare un tasso di fertilità di 1,34, tasso che nel 1970 era pari a 2,38.

Ancor più emblematici sono i dati messi a disposizione dall'Istat, il noto istituto di statistica nazionale, che con un documento ufficiale consultabile a questo link traccia un quadro più recente, più dettagliato e allo stesso tempo, purtroppo, più negativo.

Nel 2018, infatti, in Italia sono nati 439.747 bambini, ciò significa che le nascite sono state oltre 18.000 in meno rispetto all'anno precedente; il paragone, come si può ben immaginare, diviene ancor più netto se si effettua un raffronto di lungo periodo, appena 10 anni fa infatti nel nostro Paese nascevano ben 140.000 bambini in più.

Nel 2018 il già menzionato indice di fertilità è sceso ancora, toccando quota 1,29, e il calo più forte è quello relativo ai primi figli: 204.883 nell'arco del 2018, ovvero circa 79.000 rispetto a un decennio addietro.

Non solo, dunque, diminuisce il numero medio dei figli per le coppie che ne hanno almeno uno, in tantissimi casi si sceglie infatti di averne soltanto uno, ma in generale cala in modo brusco anche il numero dei primi figli, tutti dati negativi che rendono l'Italia una delle nazioni con i tassi di natalità più bassi in assoluto.

Altre statistiche interessanti

Un altro dato interessante messo in evidenza da Istat riguarda l'età media a cui le donne partoriscono il loro primo figlio, pari a 31,2 anni; la cifra è di gran lunga superiore rispetto ad alcuni decenni addietro e sta peraltro crescendo anche nel breve periodo, dal momento che nel 2010, quindi 8 anni prima, le donne italiane avevano il loro primo bambino quando erano un anno più giovani.

Dei dati poco rilevanti dal punto di vista demografico, ma comunque interessanti sul piano sociologico, sono inoltre quelli relativi ai figli nati al di fuori del matrimonio e quelli riguardanti i nuovi nati di genitori stranieri.

Istat evidenzia che nel 2018 il 32,3% dei nuovi nati è venuto al mondo da coppie non sposate, percentuale che 10 anni addietro era ben più bassa e si attestava a quota 19,6%.

L'istituto statistico inoltre conferma il fatto che i cittadini stranieri contribuiscano in modo importante ai pur scarsi dati sulla natalità in Italia, dal momento che il 22% dei bambini nati nel 2018 ha almeno un genitore straniero.

Oggi, peraltro, vengono assolutamente meno degli stereotipi relativi alla famiglia tradizionalmente intesa, come ad esempio quello secondo cui sia sempre il papà a lavorare e la mamma a dover accudire il bambino e provvedere alle faccende domestiche, conciliandolo o meno con un'attività lavorativa.

Come sottolineato in portali dedicati alle mamme come Mammastobene.com, infatti, la famiglia moderna non prevede distinzioni di genere e sia la mamma che papà contribuiscono per come possono alla causa familiare, tutt'altro che inconsueto è, ad esempio, che sia il papà a stare a casa con il/i figlio/i mentre la mamma è impegnata in un lavoro full-time.

Un trend molto negativo

Al di là di questo, è davvero evidente il fatto che il quadro relativo alle nascite sia tutt'altro che positivo.

Si potrebbero dedicare ampi spazi sulle possibili ragioni alla base di questa tendenza, tuttavia ci sono pochi dubbi sul fatto che la dilagante disoccupazione, la precarietà lavorativa, la scarsità dei salari e, probabilmente, anche le insufficienti misure di welfare dedicate alle coppie che mettono al mondo un bambino giochino un ruolo importantissimo in tale ottica.

 

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