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Quelli che i numeri non dicono
Le banche sono solide, la crisi mondiale non le abbatterà

La crisi che il mondo sta attraversando, rende il futuro molto incerto al punto tale che inizia a mancare la fiducia di una possibile ripresa economica sotto tutti i punti di vista. Una delle domande che probabilmente i cittadini si stanno ponendo in questo momento storico - anche a causa delle esperienze del passato - è se le banche riusciranno a uscire indenni da questa situazione o se crolleranno, come è accaduto già decenni fa in occasione di altri crolli di mercato.

Jean-Claude Trichet, che è stato presidente della Bce (Banca Centrale Europea) fino al 2011 e che aveva anche ricoperto il ruolo di Governatore della Banca francese dal 1993 al 2003, in una recente intervista rilasciata a Adnkronos (agenzia stampa di informazione e comunicazione italiana) ha serenamente affermato che, attualmente, le banche europee "si ritrovano in una situazione molto più solida rispetto alla crisi del 2008". La sua opinione è che sia le banche italiane che quelle europee riusciranno a for fronte alla crisi economica scaturita dall’emergenza Coronavirus.

A sostegno di tale tesi, possono essere riportati alcuni fatti, quali i Tlro, ossia quei procedimenti stabiliti dal Consiglio direttivo della Bce con i quali vengono erogati prestiti quadriennali alle banche dell’Eurozona, per rifinanziare le imprese a condizioni eccezionalmente e realmente molto favorevoli.

Una semplice recessione economica, non paragonabile al crollo del 2008

Se è vero che il Covid-19 ha sparso timore ovunque e sotto tutti i fronti - quello sanitario, quello economico, quello finanziario - e che gli investitori in questo momento sembrano avere sensazioni molto negative su quello che potrebbe essere il futuro, bisogna invece guardare all’attuale situazione con occhi diversi rispetto a quello che si sta prevedendo.

È vero che sia negli Usa che in Europa le azioni delle banche hanno perso delle quote considerevoli - si parla di cali di ben oltre il 40% - ed è sempre pur vero che gli spread bancari sono arrivati a livelli che non si erano raggiunti da parecchi anni. Questo, però, non deve far pensare a un nuovo crollo di mercato come era accaduto nel 2008, perché oggi l’aspettativa piuttosto concreta è che le varie autorità utilizzino il sistema bancario proprio per supportare l’economia.

Banche molto forti, come non accadeva da decenni

Grazie a Basilea III, ossia a quella serie di provvedimenti emanati nel 2011 per regolamentare la gestione bancaria in seguito alla grave crisi finanziaria che si ebbe qualche anno prima, negli ultimi 10 anni gli istituti bancari italiani non sono mai stati così forti: i loro bilanci sono stati rafforzati, i loro capitali aumentati, i loro rischi ridotti, se non quasi azzerati.

Si pensi solo, ad esempio, che dal 2007 le banche europee hanno aumentato il loro capitale di oltre un trilione di euro, mentre quelle degli Stati Uniti lo hanno fatto per ben oltre 700 miliardi di dollari: cifre molto importanti che hanno migliorato in modo esponenziale il coefficiente di capitale.

È certo che la revisione della gestione bancaria e la sua nuova regolamentazione abbiano dato un volto completamente diverso e rinnovato al loro modello di business, rendendolo meno rischioso. Ciò ha portato gli obbligazionisti ad avere condizioni più favorevoli e, se è pur vero che le acquisizioni da parte della banca possono essersi rivelate minori, questa più prudente conduzione ha portato comunque dei grossi benefici.

Banche solide, ma non inscalfibili

Grazie alle operazioni de-risking, le banche possono contare su una loro maggiore stabilità e dimostrarsi molto più solide e strutturate per poter affrontare un’emergenza rispetto agli anni addietro. Attenzione, però, perché questo non sta a significare che gli istituti bancari potrebbero sopportare una crisi finanziaria che si prolunghi ben oltre il dovuto: qualora la recessione diventasse più profonda e arrivasse a toccare picchi estremi, anche le banche ne subirebbero gravi ripercussioni. Quanto alle assicurazioni, in lavoro di sinergia con le banche, anche la loro solidità costituisce una certezza per le seconde: si pensi alla solidità azionaria di Generali, nel panorama italiano, capace di influenzare garanzie anche verso gli istituti bancari.

Il governo e la fiducia come base per una ripartenza

"Un debito pubblico eccessivo è un problema con il quale saranno chiamati a confrontarsi quasi tutti i paesi delle economie avanzate, colpiti dall'emergenza coronavirus. Il debito pubblico aumenterà considerevolmente dappertutto". Questo è quanto afferma ancora Trichet. Pertanto, è ovvio che tutte le economie si troveranno di fronte a delle situazioni complicate e difficili da gestire e dovrebbero poter contare sulla fiducia e sul sostegno dei risparmiatori e degli investitori per poter riuscire a riemergere dall’emergenza Coronavirus.

È compito dei governi in carica fare in modo che le decisioni che verranno prese a livello europeo siano attuate in modo da poter eliminare nei cittadini qualsiasi pensiero di sfiducia e agire nell’interesse di tutti, e dell’Italia in particolare.

Questa crisi ha impartito una grande lezione: è necessaria un’economia solida per poter far fronte a eventi improvvisi quali una pandemia, una catastrofe naturale o un qualsiasi evento imprevisto che conduca il paese a una recessione o, addirittura, a un imprevisto e repentino mutamento delle condizioni economiche globali.

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