I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Quelli che i numeri non dicono
Nautica, Italia al top nel mercato mondiale
Versilia Yachting Rendez-vous (foto: Guido Mencari)

La cantieristica navale italiana resta al top nel mercato mondiale per la costruzione di grandi yacht, ma i numeri del mercato interno sono ancora troppo bassi e spingono le imprese a guardare sempre più verso l'estero, ricorrendo di frequente anche ai nuovi canali digitali.

La nautica è un baluardo per l'economia italiana

È questa la fotografia su uno dei comparti più importanti, e forse trascurati, dell'economia italiana che arriva da una serie di studi pubblicati in queste settimane, a cominciare dal report Boating Market Monitor realizzato da Nautica Italiana in collaborazione con Deloitte, che contiene alcuni spunti interessanti e utili per analizzare i trend e capire realmente la salute del settore.

Un mercato in crescita in tutto il mondo

Le cifre parlano chiaro: il mercato retail della nautica a livello mondiale ha chiuso il 2018 raggiungendo un valore complessivo di oltre 22 miliardi di euro, registrando un tasso di crescita superiore del 7 per cento rispetto all’anno precedente. La quasi totalità del mercato retail (si parla del 90 per cento) è rappresentata dalle imbarcazioni a motore, mentre dal punto di vista geografico è il Nord America a dominare come area geografica di sbocco, detenendo il 45 per cento del mercato, con l'Europa che si ferma al 21 per cento.

I dati per l'Italia

Venendo al dettaglio delle performance nazionali, per l'Italia si segnala nel 2018 un valore della produzione di nuove unità pari a 2,5 miliardi di Euro, con un incremento di 11 punti percentuali rispetto all'anno precedente; il segmento inboard rappresenta l'87 per cento delle quote, seguito come peso dalle imbarcazioni a vela (molto distaccate, all'8 per cento) e da outboard & inflatable (circa il 5 per cento).

Crescono anche i superyacht

L'Italia resta comunque leader mondiale nel settore dei grandi yacht, segno di una significativa specializzazione in un ambito così prestigioso: lo scorso anno il portafoglio ordini di superyacht prodotti nel nostro Paese è cresciuto del 46 per cento rispetto al 2017, con grande interesse soprattutto per le imbarcazioni tra i 30 e i 40 metri (il 50 per cento del totale) e un buon trend per i Superyacht oltre i 50mt.

I limiti da superare

Accanto alle luci, il settore però mostra anche alcune ombre, legate in particolare alle dimensioni esigue del mercato interno: pur avendo come detto la leadership mondiale nella costruzione dei grandi yacht e un giro di affari di 1,8 miliardi legato alle esportazioni di imbarcazioni diportistiche e sportive, il mercato domestico italiano vale appena il 2 per cento degli ordini. Questo significa, per le imprese, che "la sfida futura è quella di intercettare una quota sempre maggiore dello spending mondiale dei beni di lusso", come dice il chairman di Deloitte Financial Advisory Italy Luca Petroni.

Sfruttare i nuovi strumenti

Uno strumento per raggiungere questo obiettivo di crescita potrebbe essere la Rete Web, come dimostra il caso di nauticabasile.it, il progetto online di una storica azienda del distretto nautico calabrese che offre vendita al dettagli di componenti e accessori per le imbarcazioni, oltre che servizi di assistenza tecnica e meccanica.

Cosa serve al settore per consolidare la crescita

Secondo le associazioni di categoria, inoltre, per consolidare lo sviluppo del settore nautico servono anche degli interventi strutturali da parte del mondo della politica, che dovrebbe impegnarsi per sburocratizzare e semplificare le operazioni che bloccano il comparto e individuare modalità di investimenti per rinnovare le infrastrutture in questa direzione. Nello specifico, la Cna Nautica suggerisce di scommettere su “politiche che favoriscano le imprese esistenti o potenziali nelle aree vocate” e “su interventi che puntino a incrementare strutture e servizi dedicati”.

Un fattore di sviluppo

In questo modo la nautica italiana potrebbe mettersi definitivamente alle spalle gli effetti della crisi del 2008, che hanno bloccato per quasi 10 anni il settore, e imporsi come fattore di sviluppo per l'intera economia nazionale. Le potenzialità del comparto sono entrate anche nei radar di InBuyer e di Meseawork, il progetto lanciato da Promos Italia per facilitare l'incontro tra operatori del settore e buyer internazionali selezionati, che come abbiamo raccontato ha aperto le sue porte proprio alle imprese della nautica.

Commenti
    Tags:
    nauticaaccessori nauticieconomia
    in evidenza
    Il trauma di Romina Carrisi "Ho lavorato negli strip club"

    Dolorosa esperienza negli USA

    Il trauma di Romina Carrisi
    "Ho lavorato negli strip club"

    i più visti
    in vetrina
    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena


    casa, immobiliare
    motori
    Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen

    Taigo: il primo SUV coupé di Volkswagen


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.