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Quelli che i numeri non dicono
Ottimizzazione del reparto IT aziendale: fra costi e vantaggi

La necessità per ogni azienda di ottimizzare il reparto IT è sempre più stringente: invece, il periodo dei lockdown ha portato le imprese in un’altra direzione, con un ridimensionamento del personale IT in oltre la metà dei casi; le ricadute di un simile atteggiamento si traducono in sprechi per diversi milioni in licenze software non utilizzate (2,34 milioni la stima attuale) e riciclo di asset IT per periodi più lunghi di quelli di previsione (nel 44% dei casi è la strategia di risparmio preferita dalle aziende).

Perché ottimizzare le proprie IT

Un atteggiamento dispersivo e disorganizzato, oggi, non è più applicabile, a fronte di un rialzo dei costi di software e licenze: proprio per questo è necessario reinventare delle strategie di investimento, puntando – nel 60% dei casi – su un’ottimizzazione dei cloud privati o, ancora, nel 68% delle aziende, su nuove tattiche di supporto software.

L’esigenza che si afferma chiaramente è quella di una maggiore organizzazione a livello aziendale, in termini di limitazione del fenomeno di licenze hardware e software duplicate per coprire alla meno peggio il bisogno reale di nuove tecnologie, così come in quelli di gestione del lavoro da remoto dei propri dipendenti (7 aziende su 10 hanno riscontrato difficoltà in questi ambiti).

Una politica aziendale poco coerente e improntata sull’improvvisazione rischia di tradursi in sprechi di milioni per l’acquisto ripetuto della stessa licenza e dello stesso software (55% dei casi), che tra l’altro nella maggior parte dei casi non soddisfa i reali bisogni di tecnologia dell’impresa; in aggiunta, oltre metà delle industrie ha sviluppato la netta sensazione di spendere troppo in IT, proprio perché non sa né negoziare con i fornitori né ottimizzare i propri investimenti.

Come gestire al meglio le proprie tecnologie industriali

Un buon modo per ridurre i costi e aumentare le potenzialità del proprio reparto IT è quello di creare un accordo tra gli esperti di tecnologie industriali e i leader dell’azienda: a patto, ovviamente, che questo accordo guidi l’impresa lungo la strada della digitalizzazione e di un aggiornamento costante. Quando si parla di tecnologie, il rispetto della tradizione non è necessariamente la scelta vincente, proprio perché l’innovazione è l’autentica guida che può cambiare le sorti di un’azienda d’avanguardia.

Il reparto IT va inoltre gestito con efficienza: gli IT manager devono evitare in ogni modo improvvisazioni che possano portare ad acquisti di software e risorse non controllati dal centro manageriale. In breve, l’acquisto deve sempre essere mirato e deve costituire uno step essenziale di una strategia precisa, il cui obiettivo è incrementare la produzione e gestirla al meglio.

Le industrie, oggi, basano la loro attività sull’analisi e la gestione di quantità di dati enormi: solo pc industriali di grande potenza possono gestire informazioni quantitativamente così imponenti, a patto, inoltre, di essere utilizzati con l’aiuto di tool analitici pensati appositamente per adattare l’azione delle macchine e la loro produzione alle nuove richieste. In breve, la flessibilità – e non più un’automazione fine a se stessa – è una delle basi su cui fondare la nuova tecnologia industriale, che non deve puntare soltanto sull’aumento della produzione, ma sull’adattabilità ai diversi contesti possibili.

Gestire l’inventario e la supply chain in maniera più attenta, inoltre, può portare a risparmi notevoli, fino a un’ottimizzazione del 50% dei costi legati al reparto IT. Un’ulteriore riduzione di costi e risorse, infine, può essere ottenuta tramite un semplice outsourcing. Si aprono dunque due vie: da una parte, si può far crescere il reparto IT in termini di numero di dipendenti e costi di formazione; dall’altro, invece, è possibile delegare a un’azienda terza, specializzata nel settore, la fornitura di servizi IT per la propria impresa. La gestione di questi servizi viene dunque dislocata altrove, liberando parte del personale, che può dedicarsi così a mansioni diverse, più creative e meno tecniche.

La soluzione dell’outsourcing, in particolare, si rivela essenziale nel momento in cui si lega il proprio business all’innovazione tecnologica e dunque all’operato di una rete informatica all’avanguardia. Questo sodalizio tra business industriale e tecnologia è ormai indissolubile tanto per le PMI quanto per le aziende più grandi e virtuose. In entrambi i casi e per le imprese di tutte le dimensioni, l’outsourcing può rivelarsi una strategia vincente per diversificare i ruoli all’interno dell’azienda e dare il via a una crescita consistente per l’industria.

Alcuni vantaggi di un corretto investimento in IT

Sviluppare correttamente le IT della propria azienda, infine, permette di migliorare in maniera decisiva il proprio business, in termini di adattabilità ed efficienza. Riuscire, con i giusti tool analitici, a prevedere la domanda di mercato e dunque rispondere a un’esigenza mirata in maniera precisa è il primo grande vantaggio delle IT.

Guardando, poi, al punto di vista delle risorse umane, una migliore gestione del reparto IT garantirà anche una più saggia assegnazione di ogni impiegato in base alle proprie competenze specifiche (proprio perché nella parte di lavoro più tecnica subentreranno software gestiti da esperti specifici del settore, magari cercati anche in outsourcing).

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