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Quelli che i numeri non dicono
Sicurezza sul lavoro: in occasione della "Settimana Europea", scopriamo i dati

Lunedì 21 ottobre ha avuto inizio la Settimana Europea per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro 2019, un evento che si svolge tutti gli anni nel mese di ottobre, esattamente in corrispondenza della quarantatreesima settimana dell'anno, e che ha sicuramente una valenza molto importante. In questi giorni sono state organizzate, in tutta Italia, tantissime iniziative collaterali, utili per approfondire le varie criticità che riguardano l'odierna sicurezza sul lavoro e per fare il punto su quelli che potrebbero essere gli scenari futuri; il mondo del lavoro, d'altronde, si modifica costantemente, e quella che stiamo vivendo è senz'altro un'epoca di forti cambiamenti. Questi giorni di riflessione su questa tematica così delicata sono senz'altro lo "sfondo" ideale per fare il punto sulla situazione italiana relativa alla sicurezza sul lavoro, e per avere un quadro nitido è possibile far riferimento ai dati forniti da INAIL che, è utile ricordarlo, è l'ente pubblico specializzato nell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Infortuni sul lavoro in calo nei primi mesi del 2019

INAIL mette a disposizione sul proprio sito Internet ufficiale delle statistiche aggiornate sugli infortuni sul lavoro verificatisi in Italia nei tempi più recenti, e quanto emerge può essere considerato moderatamente positivo. INAIL sottolinea infatti che nei primi 8 mesi del 2019 sono giunte 416.894 denunce per infortuni sul lavoro, una cifra inferiore del -0,4% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente. Sono in calo anche gli episodi di infortunio sul lavoro in assoluto più critici, ovvero quello che comportano, purtroppo, la perdita della vita: nei primi 8 mesi del 2019, infatti, sono pervenute all'INAIL 685 denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale, cifra che risulta inferiore del -3,9% rispetto al medesimo periodo del 2018. Il trend riguardante gli infortuni sul lavoro è dunque positivo, ma è evidente che c'è ancora molta strada da fare, dal momento che i numeri sono oggettivamente considerevoli. Nel comunicato ufficiale presente sul suo sito Internet, peraltro, è la stessa INAIL ad invitare alla cautela nell'analisi di tali dati, sia perché può avere una certa influenza l'effetto distorsivo delle "punte occasionali" e sia perché vi sono dei tempi tecnici da rispettare per la lavorazione delle varie pratiche.

Crescono i casi di malattia professionale

L'andamento è meno incoraggiante per quel che riguarda le malattie di origine professionale: INAIL evidenzia infatti che tali patologie sono state, nei primi 8 mesi del 2019, 41.032, una cifra che è purtroppo superiore rispetto a quella registrata nel medesimo lasso temporale del 2018, se pur di poco (+2,0%). D'altronde un lavoratore può veder ledere la propria salute per via di un'attività lavorativa in molti modi diversi: parallelamente agli infortuni, i quali riguardano principalmente lavori fisici e che richiedono un'opera manuale, nei lavori in cui l'incolumità fisica non è a rischio possono esserci molteplici altre minacce i cui effetti possono essere ancor più gravi. Si può pensare, da questo punto di vista, alla pratica del mobbing, intesa come una serie di comportamenti atti a fare in modo che un lavoratore rassegni in maniera apparentemente volontaria le dimissioni; il mobbing può essere estremamente subdolo e può concretizzarsi anche con una serie di atteggiamenti che, presi singolarmente, non costituiscono un reato e soprattutto non possono essere dimostrati, tuttavia gli effetti psicologici nei confronti della vittima possono essere davvero devastanti.

Sicurezza sul lavoro: un concetto profondo e variegato

Il concetto di sicurezza sul lavoro, dunque, è ampio e profondo: è fondamentale che le imprese organizzino per i loro dipendenti tutti i corsi di sicurezza sul lavoro previsti dalla legge, magari facendo riferimento a società specializzate quali LisaServizi, ma la proteggere la salute del lavoratore è un qualcosa che richiede in primis un profondo rispetto della sua dignità, nel senso più ampio del termine.

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