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Quelli che i numeri non dicono
Sigarette elettroniche: i numeri di un mercato in costante crescita

Nel nostro Paese l’utilizzo di sigarette elettroniche da parte dei giovani è in forte aumento. Ne abbiamo parlato con Arcangelo Bove di svapoweb.it, una realtà consolidata sia in Italia che all’estero nel settore dello svapo. Bove, tra l’altro, da pochi giorni si è reso protagonista di una interessante iniziativa benefica, donando di propria spontanea volontà un ventilatore polmonare all’Azienda Ospedaliera di Benevento per fronteggiare l’emergenza innescata dalla diffusione del Covid-19.

Il numero di fumatori in Italia

La quantità di fumatori in Italia rimane costante, almeno secondo i numeri riportati nell’ultimo rapporto sul fumo che è stato diffuso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 4 italiani su 5 tra coloro che hanno tentato di smettere non sono riusciti a raggiungere il proprio intento: una constatazione drammatica a quasi 20 anni di distanza dalla legge Sirchia, finalizzata a combattere il fumo attivo e il fumo passivo attraverso il divieto di fumo nei luoghi pubblici chiusi. Nel nostro Paese i fumatori sono circa 11 milioni e 600mila, vale a dire oltre 1 italiano su 5: di questi, le donne sono 4 milioni e 500mila, mentre gli uomini sono 7 milioni e 100mila. I dati rivelano che le donne fumano ogni giorno un numero di sigarette compreso tra 10 e 20, mentre tra gli uomini il 25% consuma oltre un pacchetto ogni giorno.

La situazione tra i giovani

A preoccupare gli esperti è, in modo particolare, il dato che riguarda i giovani: è soprattutto tra loro, infatti, che in Italia i fumatori aumentano, il che non lascia molte speranze per il futuro. Prendendo in esame i numeri relativi ai fumatori di età compresa fra i 15 e i 24 anni, più del 50% fumano oltre 10 sigarette al giorno, mentre in 1 caso su 10 si arriva addirittura a oltre 20 sigarette al giorno. Non è superfluo ricordare, a questo punto, che nel 2018 sui quasi 4 milioni di casi di cancro diagnosticati in tutta Europa, ben il 12%, pari a 450mila casi, riguardava il tumore ai polmoni.

Il tumore ai polmoni, una piaga drammatica

Nel 2018 in tutto il mondo sono stati registrati 2 milioni e 100mila nuovi tumori ai polmoni, e in 1 milione e 800mila casi si è giunti alla morte dei pazienti. Ebbene, il fumo era il responsabile principale del cancro in quasi il 70% dei casi. Il tumore al polmone al giorno d’oggi rappresenta la prima causa di morte per cancro ed è il quarto tumore più diffuso al mondo. Le evidenze scientifiche già da tempo hanno messo in correlazione il fumo con i rischi di sviluppare un tumore ai polmoni, ma ciò evidentemente non è sufficiente per convincere le persone a dire addio al tabacco.

Il ruolo delle sigarette elettroniche

I dispositivi a tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche rappresentano due delle tante alternative che sono state messe a punto nel corso degli ultimi anni per favorire l’abbandono delle sigarette tradizionali. Il problema è che quasi sempre tali prodotti non sono andati a sostituire le sigarette classiche, ma semplicemente le hanno affiancate. In Italia ci sono più o meno 600mila persone che ricorrono alle sigarette a tabacco riscaldato, mentre 900mila sono gli svapatori, cioè gli utilizzatori delle sigarette elettroniche.

La sigaretta elettronica è pericolosa?

A proposito del livello di pericolosità della sigaretta elettronica, per altro, gli stessi esperti del settore non si trovano concordi gli uni con gli altri. Un luminare come il professor Umberto Veronesi, per esempio, riteneva questo prodotto decisamente meno nocivo delle sigarette classiche, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dato un parere negativo in merito.

La dipendenza psicologica

Quel che è certo è che la sigaretta elettronica non è in grado di rimuovere la tendenza alla dipendenza mentale nei confronti di un oggetto. Se è vero che la e-cig espone a un rischio tumorale più basso, insomma, è altrettanto vero che chi la utilizza continua a vivere una sorta di dipendenza psicologica, che si traduce nell’impossibilità di fare a meno di quei rituali che sono correlati all’uso delle sigarette (rituali anche di tipo socializzante). È evidente, allora, che ha poco senso rimpiazzare la schiavitù da un certo oggetto con la schiavitù da un altro oggetto: il vero obiettivo deve essere quello di riuscire a fare a meno della dipendenza, attraverso un benessere personale che possa essere ripristinato e rimodellato su una base interna.

La nicotina

Ovviamente chi fuma le sigarette classiche sperimenta anche una dipendenza fisica dalla nicotina. Tuttavia, tanti svapatori avvertono l’esigenza di usare un liquido vaporizzato al cui interno la nicotina continui a essere presente. Ebbene, la nicotina è pericolosa per la salute del cuore: da questo punto di vista, dunque, le e-cig sono pericolose proprio come le sigarette normali. Ciò non toglie che tra gli inquinanti cancerogeni che si ritrovano nel vaporizzato elettronico e quelli che caratterizzano il fumo tradizionale vi sia una differenza evidente sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista qualitativo. In sintesi, sul piano oncologico è vero che la sigaretta elettronica è meno rischiosa di quella classica. Tuttavia, ci sono altri aspetti che è opportuno prendere in considerazione.

Le sostanze nocive delle sigarette elettroniche

Gli studi più recenti sembrano testimoniare che nelle sigarette elettroniche vi siano non solo sostanze che risultano irritanti per le vie aeree, ma anche sostanze nocive che agiscono a livello respiratorio, tra cui i metalli pesanti. A seconda delle ricerche la loro quantità varia in modo significativo, con tutta probabilità per differenze relative ai metodi di indagine che sono stati utilizzati. Tuttavia gli esperti mantengono un orientamento attendista che non si sbilancia troppo né verso il pessimismo né verso l’ottimismo.

Le cartucce che contengono nicotina

Le cartucce che contengono nicotina usate per le sigarette elettroniche da molti svapatori (non tutti) aumentano il rischio di danni alle arterie e al cuore. La presenza di nicotina induce la comunità scientifica cardiologica a esprimersi contro la sigaretta elettronica, dal momento che tale sostanza ha effetti negativi di rilievo sia a livello arterioso che a livello coronarico.

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