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Quelli che i numeri non dicono
Siti Web e aziende: sempre più imprenditori si avvicinano alla rete

L’Italia è sempre stata tra i fanalini di coda dell’Europa per quanto riguarda l’utilizzo del web. Questo sia per quanto riguarda l’uso che il grande pubblico fa di Internet quotidianamente, sia per l’utilizzo che ne fanno le aziende. Vero è però che negli ultimi anni le cose hanno mostrato importanti cambiamenti, mostrando un Paese che sta cercando di mettersi al passo con i vicini di casa, quali Francia e Austria per esempio. A partire dal 2016/2017 il numero di italiani che ha accesso al web e che lo usa quotidianamente è molto aumentato; così come hanno mostrato un costante aumento di siti web aziendali, con un forte impulso anche nel corso dell’ultimo anno.

Quante aziende hanno un sito in Italia

La questione del numero di aziende che oggi hanno un sito web in Italia è abbastanza chiara: praticamente tutte. Ciò che invece è controverso è la qualità di questi siti web aziendali, spesso autoprodotti, con risultati che dimostrano come dare vita a pagine web di qualità non sia tanto semplice quanto sembra. La realtà è sotto gli occhi di tutti gli addetti del settore: pagine web di scarsa qualità non solo danno scarsi risultati, ma sono addirittura controproducenti. Nel corso del lockdown correlato alla pandemia da coronavirus, nella primavera del 2020, si è poi notato un vero e proprio boom dei siti web aziendali in Italia. Se da un lato il maggior tempo libero offerto alle persone ha causato maggiore interesse per la rete, è anche vero che l’impossibilità di incontrare i propri clienti ha portato molte aziende a mettere a loro disposizione un nuovo metodo di contatto, ossia un sito internet dove offrire servizi, prodotti e informazioni.

Fatturati in crescita per le web agency

Così come si è potuto apprezzare un aumento del fatturato delle aziende che si sono affacciate alla rete, anche le web agency hanno dimostrato in questo periodo un’importante crescita nei loro ricavi. Per la realizzazione di siti web è sempre più importante rivolgersi ai professionisti del settore, che siano in grado di dare il giusto impulso ai contenuti presenti in rete della singola realtà imprenditoriale. Per quanto riguarda gli e-commerce, il fatturato globale in Italia, nel corso del 2020, è aumentato di circa il 55%, per certi versi proprio a causa dell’epidemia. Se molti italiani si sono trovati ad avere internet come unico interlocutore, anche per quanto riguarda gli acquisti quotidiani, è anche cresciuta nelle imprese la consapevolezza di dover approfittare dell’aiuto di consulenti esterni per poter avere a disposizione pagine web di qualità, in grado di essere rapidamente trovate in rete e di mettere in contatto l’imprenditore con i suoi potenziali clienti.

Come sono cambiate le cose negli anni

La pandemia ha quindi dato un importante spinta ai siti internet delle aziende italiane, il trend era però già in crescita anche negli anni precedenti. Nel 2018 erano circa 7 su 10 le imprese che avevano a disposizione un sito internet. Nel 2019 il fatturato degli e-commerce è cresciuto del 17% rispetto all’anno precedente. Ciò che è accaduto nel 2020 aveva quindi già delle solide basi nei comportamenti degli anni prima, che vedevano più del 90% degli italiani connessi alla rete. Ciò che è cambiato è di base il maggiore afflusso di clientela agli e-commerce. Se in passato molti italiani si erano dimostrati restii a fare acquisti online, oggi la maggior parte delle famiglie utilizza internet non solo per spese particolari e specifiche, ma anche per gli acquisti quotidiani.

Anche le piccole realtà sono online

I veri cambiamenti sono quelli che si possono verificare solo osservando la situazione da vicino. Se nel passato erano soprattutto le grandi realtà ad occupare i “posti migliori” di internet, ad avvicinarsi al commercio digitale e a contattare le web agency, oggi si tratta di un comportamento che potremmo definire come generalizzato. Non solo il colosso multinazionale propone i propri prodotti online; lo fa anche il piccolo negozio di frutta e verdura del quartiere di provincia, che si rivolge quindi a un pubblico decisamente più contenuto. Se in passato l’utente medio di un qualsiasi e-commerce era un soggetto di circa 45 anni, alla ricerca di un dispositivo elettronico o di un biglietto aereo, oggi è un padre o una madre di famiglia, che desiderano ordinare la spesa online per la casa. Lo scenario è quindi fortemente cambiato, soprattutto per quanto riguarda la presenza degli e-commerce e il loro utilizzo da parte di una quantità di soggetti diversi sempre maggiore. Questi dati sono di certo correlati alla pandemia da coronavirus, che ha impedito gli spostamenti. Le abitudini innescate da questo fenomeno sono però destinate a permanere nel tempo.

 

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