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Quelli che i numeri non dicono
Superindice Ocse: economia italiana in crescita

Nel corso dei prossimi mesi l’Italia sarà protagonista di una crescita economica, secondo quanto previsto dal superindice dell’Ocse. Il nostro Paese, per altro, non sarà da solo in questo trend, in quanto segnali di miglioramento sono all’orizzonte per tutti i Paesi più importanti. Sintomi di ottimismo, dunque, che fanno ben sperare in un rilancio. Ma che cos’è il superindice Ocse? Si tratta molto semplicemente di un indicatore che ipotizza come potrebbe andare l’economia dei vari Stati in un lasso di tempo compreso tra 7 e 9 mesi.

Le prospettive per l’Italia

Tale andamento, che è stato misurato lo scorso mese, lascia prospettare una crescita italiana. Per l’intera area Ocse l’indice registrato è a quota 100, mentre nel mese precedente – a febbraio – era a 99.8. La soglia 100 è stata toccata anche dall’Italia, che così cresce rispetto al precedente valore di 99.7. Nel giro di un anno, il miglioramento messo in evidenza dal Belpaese è di 5 punti. Come è facile intuire, gli indicatori che sono stati presi in considerazione potrebbero cambiare a seconda di come la pandemia da coronavirus si evolverà e in base ai progressi che verranno fatti registrare dalla campagna di vaccinazione. Un altro aspetto che si deve tenere in considerazione è che gli indicatori non riguardano precisamente l’aumento effettivo delle attività, ma più che altro la ripresa economica nel suo complesso.

Gli altri Paesi sono avanti

Come si è detto, le previsioni di ripresa riguardano molti Paesi. Per esempio, per la Russia il superindice è di 100.3, proprio come per il Giappone, mentre nel caso degli Stati Uniti è di 100.2 e per la Germania sale a 100.7. Ancora più positive le previsioni per la Cina, visto che in questo caso il superindice tocca quota 102.5. Ci sono anche delle nazioni che, in ogni caso, rimangono al di sotto della quota 100: il Regno Unito si ferma a 99.1, mentre la Francia non supera il valore di 98.

Le indicazioni dell’Ocse per il nostro Paese

In questo quadro a tinte positive, ad ogni modo, ci sono anche degli aspetti che non possono essere trascurati. L’Ocse ha comunicato all’Italia che gli effetti della crisi potrebbero rendere ancora più marcate e consistenti le disuguaglianze, mentre l’efficienza della pubblica amministrazione è un fattore prioritario. La scheda sul nostro Paese è contenuta nel rapporto “Going for growth 2021. Shaping a vibrant recovery”. Nel report si legge che a causa della crisi i tassi di occupazione, che per altro sono già bassi, possono ridursi ancora di più, mentre le disuguaglianze possono diventare ancora più importanti. Il pericolo è più concreto per le persone che possono contare su un livello modesto di formazione continua e su basse competenze generali.

Come si può cambiare

Che cosa si può fare, allora, per modificare la situazione? Il consiglio dell’Ocse è quello di proporre un’offerta il più possibile efficace di istruzione, abbinandola a politiche di attivazione dei servizi e alla promozione del lavoro. In questo modo, il gap tra la richiesta di lavoro e l’offerta di competenze potrebbe essere, se non annullato, quanto meno ridotto. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. È lo stesso rapporto a sottolineare, tra l’altro, che il divario tra offerta e domanda si avverte soprattutto per i lavoratori più vulnerabili e per i giovani. Per fare in modo che l’Italia possa conoscere una ripresa, uno degli obiettivi primari deve essere quello di favorire una pubblica amministrazione più efficiente, così che la gestione degli investimenti pubblici possa essere migliorata. Al tempo stesso, c’è bisogno di aumentare il livello di efficacia delle procedure di attribuzione e di gestione delle mansioni di attuazione delle diverse politiche fra i vari livelli di governo.

Il telelavoro

Un altro dei consigli forniti dall’Ocse è quello di eliminare i vincoli causati dal telelavoro, in modo da migliorare l’innovazione e promuovere la produttività. Lo scopo è quello di agevolare una più veloce installazione delle infrastrutture per le telecomunicazioni. Ma ci sono anche altri traguardi che possono essere raggiunti se i manager vengono sensibilizzati in tal senso: occorre intervenire sul livello delle loro competenze, dal momento che la diffusione dell’innovazione e l’uso delle tecnologie sono armi spuntate se il personale non viene utilizzato al massimo delle sue potenzialità.

L’attesa per le riforme strutturali

Il rapporto dell’Ocse è stato presentato da Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze, e da Angel Gurria, segretario generale Ocse. Nel documento, per altro, si fa riferimento alla necessità di impiegare nel modo più possibile efficace il denaro del Recovery Fund, mentre non si può più rinviare il completamento delle riforme strutturali in programma, da cui sono attesi molteplici vantaggi. Insomma, l’Ocse da una parte usa la carota e dall’altra il bastone: il messaggio è che l’Italia non ha più tempo da perdere e deve rimboccarsi le maniche.

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