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Quelli che i numeri non dicono
Web e arredamento: le nuove opportunità per utenti e mobilifici

Se il punto di ripartenza nell’era di internet è rovesciare la prospettiva, ciò è tanto più vero nell'arredamento. Infatti, è soprattutto in questo settore che il web riveste un'importanza cruciale di supporto degli utenti, che ricercano soluzioni e prodotti adatti per la propria casa e la propria vita. Il settore, infatti, è estremamente complesso e variegato e in cui risulta difficoltoso districarsi, ma nel quale l'inbound marketing è particolarmente utile. Si tratta del settore in cui la richiesta di prodotti ad hoc, di mobili su misura e di soluzioni personalizzate è assolutamente consigliato e, in molti casi, consisterebbe nell'unica soluzione praticabile. Le opportunità della rete, infatti, riescono a rendere accessibili alle aziende le esigenze dei clienti, riuscendo anche a metterle in evidenza e a valorizzarle.

Un esempio concreto di come il web rappresenti una grande opportunità sia per gli utenti che per i mobilifici è MobiliDesignOccasioni.com: il sito web che consente di navigare tra le proposte di molti rivenditori, una sorta di showroom digitale con una vasta scelta di arredamenti e complementi di arredo consentiranno di trovare i giusti abbinamenti anche per gli utenti dai gusti più ricercati.

Evoluzione del marketing e delle opportunità prima e dopo l’avvento del web

Prima di internet

Prima era tutto più semplice perché ogni cosa era rapportata ai mezzi, più esigui, di cui si disponeva. Nel marketing esisteva un'unica via ed era quella della pubblicità di massa. Al centro dell'azione promozionale vi era l'azienda, il brand e il prodotto e il tono non ammetteva di prendere in considerazione qualcos'altro. Il principio su cui si fondava la pubblicità era che, prima o poi, i consumatori avrebbero avuto bisogno del prodotto sponsorizzato, quindi i destinatari erano tutti che, indistintamente, venivano raggiunti da una pubblicità "a tappeto", che interrompeva programmi radio e tv, si nascondeva tra le pagine di quotidiani e riviste, campeggiava sui manifesti per le vie delle città, compariva "per caso" anche nei film, e così via.

Differenziare e selezionare il target di clientela, infatti, era un obiettivo troppo impegnativo e costoso che non veniva preso in considerazione. Inoltre, rispetto al rapporto con i concorrenti reali e potenziali, non vi erano grosse differenze nelle strategie di marketing e, pertanto, tutto si svolgeva nel rispetto dei ruoli reciproci. La pubblicità era anche il mezzo principale per misurare la notorietà di un prodotto e di un brand, per rivendicare la sua porzione di mercato, per stabilire la sua affidabilità e se il prodotto fosse di tendenza o meno. Le cifre che venivano investite in questa pubblicità tradizionale erano molto alte e, nonostante tutto, solo una piccola parte dello sforzo commerciale dell'azienda si traduceva in vendite dirette.

Il comportamento delle aziende è stato, per anni, diretto verso un'autoreferenzialità quasi ossessiva, che non ammetteva replica e i consumatori non venivano coinvolti, ma raggiunti dai messaggi pubblicitari, che assorbivano quasi passivamente. L'attenzione sul brand era totale, il cliente non aveva praticamente connotati e caratteristiche e l'azione promozionale era standardizzata.

Dopo internet

Il dopo ha alzato l'asticella senza possibilità di appello e ha preteso un radicale cambio di prospettiva. Con l'avvento della rete internet i consumatori sono diventati utenti, ben abituati a navigare e reperire ogni informazione disponibile con una semplicità quasi imbarazzante, se si pensa al passato. Oggi tutto è a portata di mano, sia le informazioni che i prodotti, in un mercato potenzialmente illimitato in cui per le aziende è sempre più arduo riuscire a differenziarsi e ad emergere dalla massa dei concorrenti.

Pertanto, la soluzione è stata quella di cambiare il punto di vista e focalizzare l'attenzione e ogni sforzo commerciale non sull'azienda, sul brand e sul prodotto ma sul cliente. Oggi, infatti, è più semplice cercare di ritagliare il prodotto su misura per il cliente, che il contrario. Per fa ciò, però, è richiesta una grande capacità di ascolto del cliente. Ovviamente il prodotto è ancora importante, ma non più come prima, anche considerando ulteriori elementi come: servizi aggiuntivi, qualità, assortimento e prezzo.

Nel dopo internet, quindi, le persone sono al centro di tutto, con le loro aspirazioni, i loro sogni e le loro differenze. Oggi, la chiave del successo commerciale passa per alcuni punti delicati, che sono: 

  • Saper ascoltare. Solo così l'azienda è in grado di capire cosa il cliente vuole e ottimizzare, di conseguenza, le proprie risorse per dare una risposta ai suoi bisogni. Non più, quindi, creare e pubblicizzare dei prodotti non diretti alla soddisfazione di esigenze ben precise. 

< >Creare contenuti utili. Gli sforzi dell'azienda devono essere diretti alla soddisfazione del cliente a 360 gradi. Quindi è importante creare dei contenuti che possano risolvere i problemi delle persone e aiutarli a raggiungere i loro obiettivi. L'azione commerciale, pertanto, non è più diretta verso la soddisfazione dei bisogni dell'azienda, che non si sogna più di imporre sul mercato. Coinvolgere le persone. I potenziali clienti non sono più trattati come destinatari passivi che vanno inondati di pubblicità. Ormai il cliente vuole essere coinvolto, vuole partecipare alla ricerca e allo studio del prodotto, vuole un contatto diretto con il produttore. Oggi tutto questo è possibile grazie ai potenti social network. Aiutare le persone. Con internet produttore e cliente possono dialogare senza problemi. Ciò che serve è che l'azienda renda disponibili degli strumenti che aiutino le persone a capire meglio quale prodotto è fatto per loro. È il caso delle applicazioni che consentono al cliente di collocare il prodotto all'interno del proprio ambiente, in modo semplice e gratuito.Attrarre anziché interrompere. Nel senso di attirare l'attenzione, in modo non troppo invadente, e non interrompere la fruizione di un servizio per lanciare un messaggio commerciale.

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