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Questioni internazionali
Cinque cose da sapere sull’incontro tra Putin e Erdogan a Sochi

I presidenti di Russia e Turchia si incontrano sul Mar Nero. Erdogan corteggia Putin per non restare isolato.

L’incontro a Sochi, sul Mar Nero, tra il presidente russo Vladimir Putin e quello turco Recep Tayyp Erdogan si svolge mentre a Astana, in Kazakhstan, riprendono i negoziati sulla Siria.

Cosa si sono detti i due presidenti nel summit e quali conseguenze avrà sul Medio Oriente?

Ecco in sintesi cinque cosa da sapere sull’incontro tra Putin e Erdogan a Sochi:

  1. Russia e Turchia rilanciano le zone cuscinetto nelle aree di confine. Queste zone sarebbero costituite con il via libera dell’Onu. Ankara e Istanbul, ma anche gli Stati Uniti, formeranno in queste zone “pattuglie miste”, in sostanza presidi militari composti da truppe appartenenti a diversi Paesi. Dovrebbero essere coinvolti soldati americani e iraniani, oltre a turchi e russi. Putin, in conferenza stampa, ha dichiarato di avere avuto, nella sua telefonata con Trump, l’adesione della Casa Bianca alla proposta delle zone cuscinetto.
  2. Putin ha proposto la no-fly zone, zona di non sorvolo, sulle zone cuscinetto. Tutti i voli su queste aree saranno quindi cancellati. Una misura per garantire maggiore sicurezza e controllo.
  3. La Siria sarebbe divisa temporaneamente in aree di influenza militare. Gli Usa nel nord-est (la provincia di Hasaka). La Turchia nel nord-ovest. La Russia a Ovest. Damasco teme però la presenza turca e, probabilmente, chiederà anche l’ingresso dell’Iran nella spartizione delle aree di influenza. Le milizie sciite filo-iraniane hanno dato un contributo alto al governo di Bachar al-Assad. E Assad ora deve ricambiare.
  4. La Turchia insegue la Russia per non restare isolata. Prima del summit con Putin, il presidente Erdogan ha fatto una “carezza” alla Russia. “Sono sicuro che i passi che noi faremo insieme cambieranno il destino di tutta la regione”, ha dichiarato Erdogan secondo quanto riporta l’agenzia Ansa. Quella del presidente turco appare però come un corteggiamento disperato alla Russia, ultimo baluardo cui appigliarsi per evitare un isolamento internazionale. Erdogan si sta bruciando la carta europea e ha giocato male quella americana. Ora si sposta a est e cerca di consolidare la sua Ostpolitik.
  5. Il vertice Putin-Erdogan sembra avere dato vigore al negoziato di Astana sulla Siria. Sebbene la strada sia ancora in salita, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria Staffan de Mistura ha detto che ci sono progressi. Nell’incontro tra opposizione siriana e delegazione statunitense si sono aperti spiragli per il rilancio del negoziato. Ha influito molto sia il summit di Sochi sia la partecipazione americana e dell’Onu a Astana.
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