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Questioni internazionali
Quei venti di guerra tra Iran e Israele che minacciano il negoziato di Vienna
Foto: LaPresse

Un black-out nel sito nucleare di Natanz alza la tensione tra Iran e Israele e smuove venti di guerra nella regione mediorientale.

Per gli iraniani c’è il sabotaggio di Israele dietro il misterioso blocco elettrico dell’impianto avvenuto lo scorso 11 aprile.

Sono gli stessi media israeliani a parlare di un coinvolgimento del Mossad, i servizi segreti israeliani, nell’incidente. La televisione israeliana ha parlato di cyber-attacco del Mossad.

Il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha puntato il dito contro il governo di Tel Aviv, accusando “i sionisti di volersi vendicare per i successi dell’Iran nell’alleggerire le sanzioni”. E ha aggiunto che “ci prenderemo la nostra vendetta”.

Come scrive il Washington Post “l’attacco getta un’altra ombra sui negoziati in corso a Vienna per fare rivivere l’accordo nucleare del 2015”. La testata mette in risalto che è la seconda volta nel giro di una settimana che l’Iran subisce un attacco. La prima volta, martedì 6 aprile, un’esplosione ha danneggiato un mercantile iraniano nel Mar Rosso. In entrambi i casi i sospetti ricadono su Israele.

A gettare benzina sul fuoco il New York Times cita fonti di intelligence americane e israeliane che confermano il coinvolgimento di Israele nell’incidente nell’impianto nucleare. L’esplosione avrebbe fortemente danneggiato il sistema che alimenta le centrifughe sotterranee, assestando un duro colpo al sito, che avrebbe bisogno di almeno nove mesi per ripristinare la capacità di produzione.

Il botta e risposta a distanza tra Teheran e Tel Aviv arriva nel momento in cui il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Lloyd Austin, è in visita ufficiale in Israele. Nel corso del suo incontro con il premier Benjamin Netanyahu, il capo del Pentagono ha detto che la Casa Bianca ha voluto riaffermare il proprio impegno verso gli israeliani.

Come riporta l’Ispi di Milano sul suo sito: “la vera posta in gioco è a Vienna, dove l’incidente potrebbe far deragliare i colloqui in corso per il rinnovo dell’accordo sul nucleare con gli USA”. Netanyahu ha più volte dichiarato in passato che farà di tutto per fermare l’accordo nucleare iraniano.

A Vienna sono in corso colloqui indiretti tra Iran e il gruppo 5+1 (Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti), nel tentativo di salvare l’intesa del Jcpoa dopo il ritiro unilaterale di Washington nel 2018 e il seguente disimpegno di Teheran dai suoi obblighi.

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