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Lo sguardo Rosa
Fashion, luxury e streetwear: la moda abbandona le collezioni classiche

Fino ad una trentina di anni fa, possedere un abito firmato era indice di lusso e di benessere economico, ma nel nuovo millennio la situazione è drasticamente cambiata. Il capo firmato è entrato a far parte della vita quotidiana delle persone, smettendo di rivestire il ruolo di status symbol appannaggio esclusivo di una classe elevata e diventando invece un modo per esprimere la propria personalità e il senso di appartenenza al proprio gruppo, anche e soprattutto tra i giovanissimi.

Questa nuova interpretazione della moda è nata già a partire dagli anni Ottanta grazie all’ascesa dello streetwear, che nel corso degli anni ha radicalmente cambiato il concetto di moda di lusso. Da quel decennio la moda è diventata in qualche modo democratica, il capo di abbigliamento firmato non è più solo il tailleur austero o il vestito da sera elegante e lussuoso, ma si cominciano a vedere sulle passerelle capi come felpe, tute e calzature sportive.

Ma è grazie all’avvento di Internet e dei social media che ha avuto luogo la rivoluzione della moda a livello globale.

La vera svolta è iniziata infatti con l’arrivo sui social media di figure come influencer e fashion blogger, che hanno cominciato a mettere in mostra la loro vita sempre in prima fila tra passerelle ed eventi esclusivi, con indosso il nuovissimo capo ancora non in vendita del marchio X e in diretta pronte a raccontare tutte le segretissime novità del marchio Y. Nel magico mondo degli influencer il follower può interagire con loro e con il brand, ottenendo visibilità e talvolta anche capi in regalo, diventando così parte integrante del mondo della moda.

Il nuovo modo di approcciarsi agli influencer e al mondo del fashion ha portato alla più logica delle conseguenze: il follower, ovvero il cliente finale, ora desidera sapere e avere tutto subito.

Questo ha inesorabilmente portato anche ad un cambiamento dei tempi di produzione e rilascio delle collezioni: se prima la casa di moda aveva come routine la presentazione delle collezioni primavera-estate e autunno-inverno, ora questo è un concetto superato. Ciò non vuol dire che i brand debbano dire addio alle collezioni stagionali, che restano comunque un punto cardine del mondo della moda grazie alle fashion week, ma in una società dinamica e in continua evoluzione come la nostra bisogna coinvolgere il cliente finale in un gioco continuo di attesa e desiderio. Il gioco delle release.

I brand dello streetwear ne hanno fatto una vera e propria filosofia, oggi la chiave del successo di un marchio è creare attesa e aspettativa nel cliente finale, lanciando release inattese e collaborazioni insolite, creando hype nel pubblico postando sui social brevi video o foto in cui annunciano la collezione o inseriscono una piccola anteprima della stessa, insieme alla data della release.

 

Ma come si fa a mantenere vivo l’interesse per un brand in questo nuovo mondo dellva moda fast e alla portata di tutti?

Oggi per i fan stare al passo con ogni singola uscita ed essere sempre aggiornati è molto facile. Esistono molteplici siti per scovare news e release accattivanti, come Klamour, web magazine italiano specializzato in streetwear e release dei migliori marchi. Ma in questo marasma, come può un brand distinguersi dagli altri e fare qualcosa di eccezionale per i suoi clienti?

In questo momento rivestono un ruolo fondamentale le collaborazioni. I brand ingaggiano influencer, fashion blogger e partners esterni per creare Capsule Collection esclusive e in edizione limitata. A volte collaborano anche tra loro, creando collezioni particolari e uniche.

La collaborazione, oltre ad essere sinonimo di creatività per i brand, consente al pubblico di acquistare items che di norma non potrebbe permettersi. Pensiamo ad esempio alla collaborazione di Roberto Cavalli con H&M nel 2007. Per quella capsule collection il prezzo medio degli items era di 130€, un prezzo decisamente irrisorio rispetto a quello di un qualsiasi prodotto acquistato in una boutique o nell’e-shop Cavalli, dove un singolo accessorio ha un prezzo di partenza di almeno 250€.

Per creare ulteriore aspettativa e desiderio da parte del cliente finale, a volte queste collezioni sono disponibili solo online in numero limitato o esclusivamente in uno store dedicato. Ma in un mondo di capsule collections e release quasi quotidiane è praticamente impossibile per un fan accaparrarsi volta per volta tutti gli outfit più in voga. Per non parlare delle limited editions, che hanno procedure d’acquisto online basate su liste d’attesa interminabili, con gli items che vanno sold out anche dopo pochi minuti dall’inizio della vendita. Ma sappiamo ormai che il follower non si arrende facilmente al tutto esaurito. L’edizione limitata va ottenuta e sfoggiata a tutti i costi.

Da questa ricerca del capo esclusivo ha preso piede negli ultimi tempi anche il fenomeno del reselling, ovvero della rivendita.

 

Il Reselling, desiderare items esclusivi a tutti i costi

Come funziona il reselling? Il reseller è un privato che ha fatto dell’acquisto dei capi di abbigliamento in edizione limitata un vero e proprio business. Il reseller acquista items online durante le vendite esclusive e li rivende a terzi a prezzi maggiorati.

Questo nuovissimo sistema permette al reseller di ottenere un buon guadagno e al fan di sfoggiare sui social la sua ultima e agognata vittoria fashion.

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    fashion
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