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Lo sguardo Rosa
Imparare a leggere il nostro corpo con il termometro
(fonte Lapresse)

Ovviamente se percepiamo un improvviso capogiro, il dolore a un arto, l’accelerazione del battito cardiaco, un rossore della pelle, uno stato d’ansia, sappiamo che qualcosa non funziona e cerchiamo di correre ai ripari.

Essere connessi con noi stessi significa comprendere i segnali inviatici dal corpo, il quale ci parla non solo tramite il dolore, la malattia ma anche tramite messaggi positivi. Nella maggior parte dei casi, le nostre condizioni fisiche indicano le nostre condizioni psicologiche, e viceversa.

Ma ci sono momenti, come quello che stiamo vivendo, in cui rischiamo di perdere l’abilità di interpretarci. La mente va in confusione, anche perché la situazione è confusa. Già stremati dal continuo e infruttuoso tentativo di capirci qualcosa tra virus, curve epidemiologiche e modelli statistici, già frastornati dalle dispute fra specialisti, siamo investiti da una gran quantità di informazioni contraddittorie anche su quello che stanno facendo, e pensando, negli altri Paesi.

Equilibrio corporeo

Senza equilibrio non c’è linguaggio, è come se il nostro corpo parlasse in una lingua che non conosciamo. Credo che in molti abbiamo condiviso le stesse esperienze: la paura che una congestione nasale potesse subire complicazioni irreparabili (ma è solo un raffreddore?), il respiro affannoso dopo aver fatto una rampa di scale (si tratterà mica di dispnea), improvvisi colpi di tosse (ma è tosse secca, stizzosa?), una stanchezza diffusa (eppure oggi sono stato in casa…).

In questi giorni complicati, ogni informazione che il corpo ci manda viene riscritta dai codici del coronavirus (che non padroneggiamo o che padroneggiamo per sentito dire o per letture internettiane) e la nostra mente non trova più gli strumenti per decrittare i messaggi.

La confusione, la perdita d’equilibrio, la lettura opaca del nostro corpo generano paura, non di rado angoscia. Chi non perde la testa è un prezioso vocabolario a portata di mano; meglio, l’unica grammatica che non smarrisce le proprie regole: il termometro. Se rimane sotto il 37,4 (soglia rassicurante, non scientifica) il dialogo con il corpo riprende secondo antiche e “umane” consuetudini.

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