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Lo sguardo Rosa
Turismo, nell’anno nero italiano Ischia contiene i danni

La pandemia e gli effetti che ha provocato sulla nostra quotidianità hanno colpito inevitabilmente il turismo, che a livello nazionale ha perso quasi il 50 per cento rispetto ai dati del 2019. Ma alcune mete, come Ischia, hanno retto meglio e contenuto le perdite, grazie anche a un’offerta variegata e moderna.

La reazione del turismo a Ischia 

Solo attraverso il noto portale turistico hotelischia.org, ad esempio, nel periodo estivo sono giunte oltre 3500 prenotazioni per vacanze ad Ischia, grazie anche alla rinnovata politica aziendale che, alla luce delle difficoltà del momento, ha offerto ai clienti pacchetti extra aggiuntivi e la possibilità di annullare il viaggio fino a tre giorni prima dell’arrivo previsto, senza alcuna penale.

I numeri del turismo a Ischia in estate

Nel complesso, in base ai numeri registrati dalla Guardia costiera locale, nel solo mese di luglio 2020 sono sbarcati sull’Isola per poi distribuirsi nei suoi sei comuni circa 240 mila passeggeri: rispetto ai 315 mila allo stesso mese del 2019 significa un calo del 25 per cento, ma non il tracollo visto in altre destinazioni italiane

E il trend è proseguito anche nel mese di agosto – sempre nell’impossibilità di raffrontare i volumi con lo scorso anno – fino a rendere Ischia la meta preferita dei turisti in Campania per l’estate 2020: sempre analizzando i dati diffusi dalla Capitaneria di Porto, ad agosto i tre porti ischitani hanno accolto 282.269 passeggeri, mentre nel 2019 furono 327.376 (meno 14 per cento).

A fare la differenza è la quasi assoluta mancanza di turisti in arrivo dall’estero, combinata a una minore presenza di italiani provenienti dalle regioni del Settentrione, effetti diretti della prima estate all’epoca del Covid.

Impossibile fare paragoni col passato

Ripetiamo: è inutile e impietoso il raffronto con i numeri passati, se pensiamo che solo nel 2018 a Ischia si contavano quasi 4 milioni di presenze registrate tra strutture alberghiere ed extra alberghiere, con il comune di Forio che raccoglieva quasi 1,5 milioni di persone, seguito dal comune di Ischia con 1,3 milioni di turisti. Una concentrazione turistica molto intensa, in questi due comuni, che spiega con vari fattori: si tratta di zone che si fanno preferire per la movida, per la vicinanza agli scali portuali e per la bellezza delle spiagge, ma anche la presenza di molte strutture ricettive tipo b&b o a conduzione familiare, che permettono di viaggiare in modo economico e comodo al tempo stesso.

La crisi del turismo in Campania e in Italia

La realtà attuale è però ben diversa, come sottolineato in questi giorni da Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania, che rivela che “a fine 2020 le imprese turistiche della Campania registreranno un calo del fatturato di circa l’80% rispetto allo scorso anno”, a causa di “un calo delle presenze pari all’85%”.

Turismo in crisi anche a livello nazionale, tanto che l’Istat ha indicato alberghi e altre strutture ricettive come le attività in assoluto più colpite dalla crisi da Covid-19: in base alle stime dell’istituto, a fine anno il contributo del settore turistico all’economia sarà praticamente dimezzato, passando dal 13 per cento del Pil nazionale a circa il 7 per cento.

A tinte scure anche le notazioni dell’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo), che ha calcolato che quest’anno il turismo in Italia avrà un calo complessivo del 49 per cento rispetto all’anno precedente, con in totale circa 57 milioni di viaggiatori in meno lungo lo Stivale rispetto al 2019, tra italiani e stranieri, e un calo che colpisce pernottamenti (meno 186 milioni) e di conseguenza la spesa turistica (una perdita di 71 miliardi di euro).

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