A- A+
Sportivi si nasce e poi si diventa
Lance Armstrong, il campione vorace che divorò la sua carriera

Se lo sport di storie paradossali, straordinarie e deludenti ne ha avute, una di queste orbita senz’altro attorno al texano Lance Armstrong: vorace uomo di sport, figura controversa e ambiziosa per indole, eroe internazionale e, infine, traditore degli ideali stessi dell’agonismo. Può un personaggio del genere, oggi, definirsi un campione?

Classe ’71 di Plano (Texas) Armstrong da giovanissimo si cimenta con brillanti risultati nell’estenuante Triathlon, passando poi al ciclismo con l’etichetta addosso della promessa futura. Nel ’93, dopo neanche due anni di professionismo, vince la sua prima tappa al Tour de France diventando il più giovane atleta di sempre dal dopoguerra ad ottenere questo risultato. La sua stella brilla sempre di più e nel 1996, alle Olimpiadi di Atlanta, è il ciclista del momento. Ma non gli bastano – e non gli basteranno mai – la notorietà e l’indiscusso talento : vuole vincere, e sa che può farlo. E’ a quel punto, nel momento in cui tutti si aspettano una sua consacrazione, che arriva la scioccante notizia del cancro ai testicoli. Nessuno di quelli che l’hanno conosciuto, osservato e studiato, potrebbe pensare che dal momento in cui gli fu comunicata la notizia e per tutti i due anni in cui si sottopose alla gravosa chemioterapia, il suo obbiettivo non fosse tanto di rimanere in vita, bensì quello di tornare: tornare per vincere, tornare per prendersi quella gloria e quelle vittorie su strada che aveva sognato, sfiorato, ma che sembravano a rischio. Affronterà la malattia di petto, dimostrando di non aver paura, quasi sicuro di uscire vittorioso gareggiando con la morte. Nel ’98, dopo una guarigione prodigiosa in cui brucia tutte le tappe, torna. Non è più un’atleta, è un simbolo di speranza, tenacia e coraggio. Inizia il suo idillio sportivo.

Sette Tour de France. Sette volte campione nella gara ciclistica più blasonata al mondo dal 1999 al 2005. Un mix quasi inquietante di potenza, aggressività, sintonia di squadra e fame di vittoria. Fissa il record nella competizione transalpina, vestendo oltretutto 83 volte la maglia gialla e tagliando per 22 volte il traguardo in prima posizione. Gli altri corrono e partecipano, lui vola e vince. Un fuoriclasse, che in sé incarna anche la magia di una storia che dal cancro l’ha portato sul podio di Francia. Tutto perfetto, tutto come aveva sempre sognato: ma David Walsh, noto giornalista del Sunday Times, comincia ad avere dei sospetti, ad indagare ed attaccarlo dalle colonne del suo giornale. L’impresa di quel campione, che prima aveva personalmente ammirato, era qualcosa di possibile? Era reale? Sarebbe forse superfluo ricostruire per filo e per segno le vicende che seguirono. Alla fine del 2012 l'Usada (United States Anti-Doping Agency) rese ufficiale la squalifica a vita per Lance Armostrong, togliendogli tutti i titoli vinti dal ’98 in avanti e i diversi record siglati: le prove riguardo l’uso sistematico di sostanze dopanti (eritropoietina, testosterone e corticosteroidi) risultavano schiaccianti e inoppugnabili. Anche il medico italiano Michele Ferrari, che lo aveva seguito impostando un programma tanto efficace e sofisticato quanto segreto, viene accusato di frode sportiva e allontanato dalla professione. Insieme al mito in quel momento si infranse anche la magia di una storia sportiva come non se ne erano mai viste. Il tutto fece ancora più scalpore quando Armstrong, che non aveva mai confermato, dichiarò in un’intervista rilasciata a Oprah Winfrey di aver fatto uso di sostanze per alterare le sue prestazioni atletiche. Si resero necessarie anche le dimissioni da presidente della "Lance Armstrong Foundation", associazione nata  con l'obiettivo di aiutare chiunque affronti la realtà del cancro, e anche la Nike lo scaricò in tronco.

La storia dell’ascesa e la caduta di uno dei ciclisti più famosi di sempre è in questi giorni nelle sale cinematografiche con “The Programme”, di Stephen Frears con Ben Foster che interpreta Armostrong. Uno spaccato avvincente su quanto accaduto: dagli esordi sulle due ruote, alla malattia, al desiderio tremendo della vittoria, al doping fino alla diatriba con il David Walsh, attorno al cui libro, “Seven Deadly Sins”, si struttura il film. Un’occasione questa per ripensare, rivalutare o condannare definitivamente un ( presunto) campione ambizioso e devoto al sacrificio che ha fatto di tutto per centrare i suoi obbiettivi . Anche divorare la sua stessa carriera.

--------------

Simone Cosimelli: 21 anni, studente universitario, un obbiettivo: diventare giornalista. Il perché forse ancora non lo so, ma ho deciso così più o meno quando ero alto un metro, e per coerenza non voglio certo contraddirmi. Vivo a Firenze, felicemente da fuori sede, e sono iscritto all’Università di Lettere, dove spero di laurearmi entro un anno, e poi si vedrà. Mi piace ascoltare storie, curiosare, guardare film, scrivere, intervistare, bere vino e imparare quello che non so. Odio quelli che “all’estero è tutto meglio” (anche se è vero), perché dell’Italia sono ancora ingenuamente e sinceramente innamorato.

 

Tags:
lance armstrongcampionecarrierasport
Loading...
in vetrina
Heidi Klum nuda in piscina. Vestita solo con la collana. Le foto

Heidi Klum nuda in piscina. Vestita solo con la collana. Le foto

i più visti
in evidenza
Clicca qui e manda il tuo meme a mandalatuafoto@affaritaliani.it
'Ci vogliono i c..' per governare La frase da noi è stata fraintesa

Coronavirus vissuto con ironia

'Ci vogliono i c..' per governare
La frase da noi è stata fraintesa


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Il mitico Nurburgring è la culla dei modelli sportivi Audi

Il mitico Nurburgring è la culla dei modelli sportivi Audi


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2020 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.