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Sportivi si nasce e poi si diventa
Premier League, Ranieri: a Natale puoi (vincere)
Claudio Ranieri potrebbe essere il prossimo allenatore della Nazionale Italiana Calcio

Capita ogni anno. Ogni anno la settimana di Natale diventa l’occasione buona per dare un occhio alla situazione oltremanica: la patria nobile del calcio, dove il calcio, in fin dei conti, ancora si assomiglia. Ruvida e sentimentale, leale e spietata, la Premier League non si ferma per brindisi e cenoni e va di scena, come da tradizione, il 26 e 28 dicembre e il 2 gennaio, attirando su di sé l’attenzione di migliaia di tifosi europei orfani della propria passione. La magia di questa stagione si chiama Leicester City, l’aggravante Claudio Ranieri: un tocco italiano in una favola inglese.

Il Leicester è una squadra che in 131 anni di storia nel titolo non ci ha mai sperato (anzi ha spesso militato in seconda divisione), lo scorso campionato si trovava al 20° posto, e all’inizio dell'anno si affidava ad una sgangherata coppia d’attacco costata al club appena 2 milioni. Claudio Ranieri questa vascello mal messo l’ha preso in mano il 13 luglio 2015, e nel tentativo di non farlo inabissare, ha cominciato a farlo volare. Se oggi dirige una corazzata alla testa della classifica con 38 punti e 11 vittorie, la stampa britannica chiama quei due ragazzi “i gemelli del gol”, e José Mourinho non è più l’allenatore del Chelsea, il merito non può essere che suo: perché quello da “Zeru tituli”, i gradi da condottiero, invece, ha dimostrato di possederli.

Il Boxing Day, letteralmente “giorno della scatola”, affonda le sue radici nel Medioevo e trova sostanza nell’indole inglese di santificare le abitudini: poco importa se il calcio europeo va in vacanza, dopo Natale si gioca, non si ammettono eccezioni, God Save the Queen. Ma in questo rituale, che riempie gli stadi e alza i toni, la posta in gioco è alta: Leicester e Liverpool si affrontano, la prima e la seconda si contendono il posto tanto ambito, il focoso Klopp sfida il savio Ranieri. Non si tratta però di un Davide contro Golia: i Reds dovranno vedersela con una squadra che non è più una sorpresa, ma, per qualità di gioco e carattere espresso, una certezza. Una certezza superba e inaspettata, il cui obbiettivo ufficialmente è la salvezza (bastano appena due punti), ma di far bene ancora non si è stancata. Le luci dei riflettori addosso sembra tollerarli e le prime pagine dei quotidiani riesce a digerirle. Ranieri è chiamato senza mezzi termini ad un esame da leader, e non superarlo, nel migliore dei casi, sarebbe un peccato. Chiudere l’anno guardando dall’alto in basso le due di Manchester – entrambe dal rendimento insufficiente, nonostante l’investimento estivo pari a 210 milioni di sterline -  sarebbe d'altro canto un regalo, una soddisfazione, di certo un trionfo: uno schiaffo in faccia alla logica “brucia” soldi del mondo del business sportivo, ancora in parte celato in Inghilterra sotto l’atmosfera degli spalti gremiti e festosi.

Ma chiudere addirittura da prima della classe assumerebbe le sembianze di un sogno, a cui nessuno, nella contea del Leicestershire, aveva  osato credere. A parte uno: scommettitore incallito, in uno slancio degno del miglior Humor inglese, ha puntato cinque sterline sulla remota possibilità, quotata 1000/1, che la sua “squadretta” passasse il 25 dicembre da capolista, e qualche giorno fa si è portato a casa la bellezza di cinque mila sterline. Segno che la sorte è un gioco, o il romanticismo, nel calcio, non è ancora morto.

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