I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
A- A+
Under 30 e dintorni
Lisa e Luigi. Un matrimonio fuori dalle statistiche
Lisa Montecucco e Luigi Pollarolo (foto di Alessandro Ianunzio)

Qualche settimana fa i quotidiani titolavano “Crollano i matrimoni, boom di convivenze”. A quanto pare in Italia le coppie che decidono di fare il grande passo, ovvero pronunciare il fatidico sì, sono sempre meno. Si parla addirittura di circa 60.000 matrimoni in meno in cinque anni. E ancora, risulta che, sopratutto al Nord e al Centro, il rito civile sia arrivato a superare quello religioso. Forse le giovani coppie si sono un po' allontanate dalla Chiesa o magari, semplicemente, preferiscono una cerimonia più veloce e meno sfarzosa – e quindi anche meno costosa – visti i tempi.

Per dare ancora qualche numero, le coppie che decidono di sposarsi lo fanno sempre più tardi, in media trentaquattro anni per lui e trentuno per lei.

Volendo andare in controtendenza, ne ho parlato con Lisa Montecucco, classe 1987 – spero non me ne vorrà, a quest'età si possono ancora dire gli anni di una signora – e tirocinante psicologa, che giusto quest'anno, a settembre, è convolata a nozze con Luigi Pollarolo, classe 1986 e medico specializzando in cardiologia. Organizzando un matrimonio che sconvolge tutte le statistiche di cui sopra.

 

Lisa, abbiamo visto che si è molto parlato di un crollo dei matrimoni a fronte di un forte aumento delle convivenze. Tu e Luigi, invece, avete voluto fare esattamente l’opposto… ci racconti la vostra esperienza?

Innanzitutto, grazie per avermi dato l’opportunità di esprimere la mia opinione su un argomento al quale tengo particolarmente… Riguardo alla domanda, io penso che in una società come quella odierna, in cui ci sono poche certezze e tanta precarietà, la scelta di sposarsi sia davvero diventata una scelta atipica… del resto, però, Gigi ed io siamo da sempre una coppia un po’ particolare: ci conosciamo dai tempi della scuola elementare, siamo cresciuti insieme e, a poco a poco, la nostra amicizia si è trasformata in un sentimento più profondo, che è diventato e sta diventando sempre più solido. Mi viene quindi da dire che per noi la scelta di sposarci è stata quasi “ovvia” e naturale… si tratta semplicemente di un ulteriore passo nel percorso che abbiamo intrapreso insieme e che vogliamo continuare insieme, guardando nella stessa direzione.

Oltre all’aumento delle convivenze, pare anche che molti giovani preferiscano il rito civile. Tu che invece hai voluto fare tutto secondo tradizione” come vedi questa scelta?

Domanda difficile… Secondo me la tendenza a sposarsi con rito civile può dipendere da vari fattori: uno di questi potrebbe essere l’allontanamento dei giovani dalla Chiesa, di cui spesso si sente parlare. Un’altra possibile causa potrebbe risiedere nell’instabilità che caratterizza i nostri tempi e che investe ogni ambito della vita, relazioni comprese: se le relazioni diventano precarie e incerte, aumenta il rischio che il matrimonio fallisca e il rito civile forse potrebbe permettere di “tornare indietro” in maniera più agevole rispetto a quello religioso… Con questo io non voglio giudicare chi sceglie il matrimonio in Comune, penso semplicemente che quanto evidenziato dalle statistiche rifletta la precarietà della nostra società. In quanto credenti, noi abbiamo scelto di seguire la tradizione perché pensiamo che il fatto di esserci scambiati una promessa davanti a Dio possa esserci di aiuto per affrontare con maggiore impegno il cammino che ci aspetta.

Si può dire che siete fuori da tutte le varie statistiche apparse sui giornali, anche in fatto di età. In media le neo spose hanno trentuno anni e i mariti trentaquattro. Come mai non avete preferito aspettare ancora qualche anno?

In realtà noi avremmo voluto sposarci molto prima! In fondo, abbiamo atteso dodici anni prima di compiere questo grande passo… abbiamo aspettato di finire i nostri rispettivi percorsi universitari e, una volta che Gigi ha iniziato ad avviarsi sul piano professionale, è arrivata la tanto attesa proposta di matrimonio... Ma l’idea di sposarci ha iniziato a maturare in noi diversi anni fa e appena è arrivato quello che secondo noi era il momento giusto, ci siamo buttati in questa avventura! Forse siamo stati un tantino incoscienti, in quanto io per ora sono solo una stagista... e sicuramente siamo anche fortunati perché mio marito ha iniziato a lavorare subito dopo la laurea e il suo è un lavoro ben retribuito – cosa non da poco oggi.

Il giorno del tuo matrimonio si è concluso con un bellissimo ricevimento, addirittura in un castello. Un matrimonio da favola potremmo dire. Allo stesso tempo ti sei data da fare tantissimo in prima persona per l’organizzazione… È quindi possibile realizzare un matrimonio come il tuo senza essere “principi”?

Mi fa molto piacere che il mio matrimonio abbia riscosso così tanto successo da essere considerato un matrimonio da favola. Riguardo la domanda, inizio col dire che quando si organizza un matrimonio le spese sono sempre tante e che Gigi ed io abbiamo iniziato a mettere da parte dei soldi già diversi anni fa, quando le nozze erano solo nei nostri discorsi e nei nostri sogni. E poi, è vero, mi sono impegnata moltissimo in prima persona (con l’aiuto preziosissimo dei miei genitori, di alcuni amici carissimi e di alcune cugine) nella realizzazione di bomboniere, segnaposti, libretti della Messa, menù, tableau marriage… Questo mi ha permesso non solo di risparmiare parecchio, ma anche di realizzare qualcosa che fosse unico e che “parlasse“ di me, o meglio, di noi… Ho poi avuto la fortuna di incontrare uno staff – dai gestori del castello, al fiorista, al fotografo, alle titolari dell’atelier in cui abbiamo acquistato i vestiti - veramente eccezionale, composto da persone capaci di dare ottimi consigli e di dare vita e forma ad ogni nostro desiderio.

Al di là della favola, la crisi e la mancanza di lavoro sono sotto agli occhi di tutti… sei d’accordo che sposarsi oggi e creare una famiglia sia sempre più complicato, quasi una sfida?

Concordo pienamente: la crisi, purtroppo è un dato di fatto. Noi da un lato siamo fortunati perché il lavoro di Gigi e il piccolissimo appartamento di sua proprietà ci hanno permesso di realizzare il nostro sogno. Comunque anche noi ci siamo ritrovati – e ci ritroviamo - a fare qualche sacrificio: ci accontentiamo di vivere in una quarantina di metri quadrati, mio marito lavora quasi sempre anche nei weekend e nei giorni festivi e io cerco di mettere da parte quel poco che guadagno con gli spettacoli di danza, in attesa di finire il mio stage e trovare (spero) un vero lavoro.

Che consigli ti sentiresti di dare a una coppia di tuoi coetanei che vuole fare finalmente il grande passo ma è tormentata da mille dubbi?

Sulla base di tutto quello che ho detto finora, i miei consigli potrebbero essere questi: considerare che bisogna accontentarsi e fare qualche sacrificio, cercare di risparmiare dove possibile (ad esempio, a livello di organizzazione del matrimonio, realizzando alcune cose a mano e, come abbiamo fatto noi per la realizzazione delle partecipazioni, degli inviti e delle scatoline portaconfetti, affidarsi ad associazioni benefiche: si spende meno e contemporaneamente si ha l’opportunità di fare del bene) e poi... buttarsi e cogliere l’attimo!

Una domanda molto indiscreta… ormai la tendenza delle giovani coppie in fatto di figli è quella di attendere. Voi che programmi avete al riguardo?

Mi sa che su questo punto ti deluderemo, allineandoci ai dati delle statistiche… A parte la battuta, i figli sono sicuramente nei nostri progetti, ma preferiamo aspettare ancora qualche anno, sperando di raggiungere una maggiore stabilità a livello economico e lavorativo. Però per noi “qualche anno” non vuole dire dieci anni: speriamo di poter riuscire a realizzare questo nostro sogno piuttosto presto, entro tre o quattro anni.. quindi ancora da giovani!

Ora una domanda più alla Lisa laureata in Psicologia che alla neo moglie: molte coppie, sposate o meno, esitano ormai sempre di più a mettere al mondo dei figli anche perché temono di inserirli in un mondo troppo difficile e pericoloso… Cosa ne pensi?

Io penso che da un lato questa paura possa essere fondata, perché il nostro mondo è davvero pieno di insidie e di pericoli e, al tempo stesso, sempre più povero di valori… Al tempo stesso però la famiglia può essere considerata come il nucleo fondamentale della società, per cui io credo che il fatto di avere dei figli e di educarli sulla base di principi sani e di valori solidi possa costituire un punto di partenza per apportare dei cambiamenti all’intera società.

Per concludere, so che poco dopo il matrimonio siete andati a Roma per un evento particolare… Di cosa si è trattato e cosa ha significato per voi?

Ti ringrazio moltissimo per questa domanda! È vero, qualche settimana dopo il matrimonio abbiamo messo in valigia i nostri abiti da sposi, siamo partiti per Roma e siamo andati ad assistere ad un’udienza generale del Santo Padre come sposi novelli. È stata un’esperienza unica, che consiglierei a tutte le coppie appena sposate: da un lato è stato bellissimo avere la possibilità di indossare una seconda volta i propri abiti nuziali e trascorrere una mattinata intera in piazza San Pietro insieme a centinaia di altre coppie di neo sposi provenienti da ogni parte del mondo; dall’altro lato, abbiamo provato un’emozione indescrivibile nel vedere la nostra unione e le promesse che ci siamo scambiati il giorno del matrimonio confermate e benedette dal Papa… È stata un’esperienza meravigliosa, che rimarrà impressa per sempre nella mia mente, nel mio cuore… e anche sul mio anulare sinistro dove, accanto alla fede e all’anello di fidanzamento c’è un piccolo anello a rosario benedetto da Papa Francesco proprio in quell’occasione… È un anellino molto piccolo, semplice e poco vistoso, ma che per me ha un valore veramente inestimabile.

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi e di Penombra. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

 

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

 

Commenti
    Tags:
    giovanimatrimoni
    in evidenza
    Il trauma di Romina Carrisi "Ho lavorato negli strip club"

    Dolorosa esperienza negli USA

    Il trauma di Romina Carrisi
    "Ho lavorato negli strip club"

    i più visti
    in vetrina
    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena

    Meteo agosto: fresco al Nord, Africa al Sud. E a Ferragosto colpo di scena


    casa, immobiliare
    motori
    Honda HR-V, arriva la tecnologia full Hibird

    Honda HR-V, arriva la tecnologia full Hibird


    Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

    © 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

    Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

    Contatti

    Cookie Policy Privacy Policy

    Cambia il consenso

    Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.