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Io Uomo tu Robot
R1, il robot che ti aiuta nella quotidianità

R1-your personal humanoid  è un robot umanoide realizzato in soli 16 mesi dai ricercatori all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova ”concepito per operare in ambienti domestici e professionali”.

Un progetto che ha coinvolto anche investitori privati e che entro il 2017 avvierà una produzione commerciale su vasta scala. Dal design  Made in Italy R1 robot  pesa   50 kg ed è stato realizzato utilizzando per il 50% polimeri e  materie plastiche e la restante parte è in fibra di carbonio e metallo.

Vi ricordate iCub il piccolo umanoide dalle sembianze di un bambino? Ebbene  R1-your personal humanoid (R1) è, per il momento, il fratello  meno famoso di iCub, il robot umanoide dalle sembianze di un bambino utilizzato per la ricerca e oggi più diffuso nel mondo. 

R1 dopo aver memorizzato le caratteristiche dell’ambiente, come la collocazione dei diversi   oggetti, sarà in grado di svolgere lavori domestici, ma anche  di servire un caffè, prendere il telecomando al nostro posto o ricordarci con tempistica e precisione di prendere un medicinale. Potrà assistere in tal modo  le persone anziane, farà il robot infermiere, sarà nelle nostre case il nostro personal robot.I suoi utilizzi in futuro non saranno solo in ambito domestico, ma spazieranno ad altri settori di utilità pubblica, in ufficio, così come alla reception di un hotel.

Le sue caratteristiche

Qualcuno ricorda Pepper, il robot umanoide sviluppato dalla francese Aldebaran Robotics, che attraverso una telecamera 3D è in grado di percepire ciò che accade intorno fino a 3 metri di distanza e di interagire con il suo interlocutore umano  in quanto in grado di capirne lo stato d’animo attraverso l’analisi delle espressioni facciali e del linguaggio comportandosi di conseguenza. Ma R1 riesce ad essere più performante potendo non solo saper indicare oggetti e  percorsi,  ma è in grado anche di sollevare  circa un chilo e mezzo per arto. Possiede un’ autonomia di circa tre ore e agevolmente si carica come un comune cellulare.

Al posto delle gambe ha ruote ed è dotato di 28 motori che gli permettono di muovere la parte superiore del busto, la testa e in particolare le due braccia estendibili di 13 centimetri. Le  sue  mani hanno la forma di due guanti a manopola e sono rivestite di pelle artificiale dotate di sensori per meglio simulare il tatto e percepire gli oggetti che grazie alla sua altezza è in grado di afferrare e manipolare. Tra le altre dotazioni : 2 telecamere e uno scanner 3D, un accelerometro e un giroscopio per l’equilibrio ed ospita anche  altoparlanti e  1 microfono necessari per la generazione e percezione dei suoni. Il tutto per  assicurare a questo umanoide una corretta interazione con noi e con l’ambiente circostante.

Il suo viso  è un grande schermo a Led capace di  assumere espressioni utili per gestire al meglio l’interazione con l’uomo trattandosi di una comunicazione non verbale  basata , pertanto, sulle espressioni  visualizzate sul display .

Attraverso una scheda wireless il robot è in grado di collegarsi alla rete internet ed ottenere informazioni utili alla sua interazione con l’uomo.

Ilsuo prezzo? R1 oggi è un prototipo e  Giorgio Metta, responsabile e coordinatore del progetto spiega che  “'Per i primi 100 prototipi abbiamo individuato un target di prezzo che si aggira sui 25mila euro. Superata questa soglia, il prezzo inizierà a scendere e continuerà a calare man mano che diventerà un prodotto di consumo. La fascia di prezzo, più o meno finale, sarà di 3mila euro, circa il costo di un moderno televisore al plasma”.  

 

La ricerca

R1 è stato realizzato da un team di 22 giovani ricercatori  dell’IIT, ingegneri meccanici, elettronici ed esperti software, che si sono avvalsi delle consolidate conoscenze acquisite nella realizzazione di altri robot umanoidi, primo fra tutti iCub.

Il robot umanoide R1  si distingue per la sua intelligenza artificiale che i ricercatori, coerentemente con i recenti risultati delle neuroscienze, hanno realizzato direttamente all'interno dell’umanoide, secondo il principio che l'intelligenza si sviluppa in modo funzionale se viene correlata al corpo della macchina (“embedded cognition”). Un aspetto innovativo se consideriamo che, generalmente,  gli studi sull’IA si sviluppano indipendentemente dall’esistenza concreta di un corpo fisico che dovrà poi ospitarla. R1 potrà in tal modo “apprendere” in relazione anche al suo corpo così come avviene nei sistemi biologici.

“A differenza della maggior parte dei team che conducono studi sull’intelligenza artificiale noi sviluppiamo le capacità del robot lavorando direttamente sul prototipo. È questa la cosiddetta “cognizione incorporata” cioè l’idea, supportata dalle evidenze neuroscientifiche, che la cognizione, anche la più astratta e simbolica, non sia indipendente dal corpo che la implementa”, spiega il vicedirettore dell’IIT, Giorgio Metta.

Quali scenari possibili? All’IIT sono convinti che entro 15 anni robot come R1 diverranno la normalità ed entreranno nelle case di tutto il mondo e faranno parte della nostra quotidianità. Non ci resta che aspettare.

 

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