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Campania
Ex imprenditore accusato di collusione si ribella: "Per me la camorra non vale niente"


Ripudia la camorra e la criminalità organizzata, pur abitando a due passi da uno dei boss più "feroci" d'Irpinia, Cava. La ripudia con tutto se stesso e non solo perché gli ha rovinato la vita, parte degli affetti, il lavoro. Da affermato imprenditore, leader del settore dei trasporti in provincia di Avellino, a "mostro". Ciro Nappi, 75 anni, oggi potrebbe essere un nonno felice ed appagato, dopo tanti sacrifici. Faccia stanca, ma mai domo. Potrebbe essere felice e ci prova. Ma prima deve liberarsi dalla "macchia" delle "macchie".

E' ritenuto, dalle forze dell'ordine, un uomo vicino alla camorra. "Sapete perché?. Perché - dice - vivo nel Vallo di Lauro. Allora ce lo dicessero una buona volta. Abbiano il coraggio di dire: siete tutti camorristi nel Vallo. Ci mettessero anche una bella frontiera ed è fatto". Da ben 34 anni, Ciro Nappi è "attenzionato". In tutti questi anni, tra casa ed azienda, ha ricevuto qualcosa come ben 60 perquisizioni. E mai è stato trovato niente di compromettente, mai una cosa fuori posto. Il "massimo" è arrivato pochi mesi fa. Al figlio di Ciro Nappi sono stati negati gli arresti domiciliari (sta scontando una pena in carcere per reati comuni) perché il padre sarebbe un "favoreggiatore della camorra, del clan Cava".

Subito l'avvocato che difende Nappi, Paola Forcione, ha presentato un esposto alla Procura di Avellino, alla Direzione Distrettuale Antimafia, al Prefetto ed ai carabinieri di Castel di Cisterna. Una lettera inviata il 20 maggio. "A distanza di tutti questi mesi - spiega l'avvocato - ancora nessuno ci ha fornito una risposta. Ci è stato detto che c'è un'informativa dei carabinieri che mette in evidenza i rapporti del mio assistito con Cava. Bene, dov'è quest'informativa? La vogliamo vedere, perché ci viene negato? Vogliamo capire bene di cosa si tratta. Che tipo di rapporti, chi lo dice? Invece niente". "E' assurdo - afferma Nappi, che ha voglia di gridare al mondo intero la sua innocenza -. Io Biagio Cava nemmeno so chi sia, non ho niente a che fare con lui. La camorra, per me, non vale niente. Sono innocente e sono in grado di dimostrarlo. Sono anche disposto ad un confronto con chiunque dica il contrario".

Ciro Nappi va in giro con una borsa piena di documenti. Lì dentro, ci sono tutte le prove della sua innocenza. "Tutto quello che dico è documentabile. Sono stati effettuati anche accertamenti sui miei conti bancari, non è mai stata riscontrata nessuna anomalia. Dopo tutti questi anni, chiedo giustizia. Ma non la chiedo per me, la chiedo per i miei figli e per i miei nipoti. Nessuno deve più dire che io sono vicino alla camorra. Sono anche malato, la si smetta una buona volta con questa storia. Già mi hanno distrutto un'azienda, non lo devono fare anche con la mia famiglia".

Alfredo Picariello

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