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Gender Bender Festival ecco il fitto programma della 13 edizione

Gender Bender Festival ecco il fitto programma della 13 edizione
A Bologna Oltre 70 appuntamenti in 9 giorni, 29 repliche di 16 spettacoli, 25 film e documentari, 4 party, 1 progetto speciale per l’infanzia, incontri con gli autori, laboratori per adolescenti
Gender Bender Festival ecco il fitto programma della 13 edizione
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Gender Bender Festival ecco il fitto programma della 13 edizione
Gender Bender Festival ecco il fitto programma della 13 edizione
Gender Bender Festival ecco il fitto programma della 13 edizione

Sono questi alcuni degli appuntamenti con cui si annuncia la tredicesima edizione di Gender Bender, il festival ideato e diretto da Daniele Del Pozzo, dedicato alle rappresentazioni del corpo e delle identità di genere e orientamento sessuale nella cultura e nelle arti contemporanee, che si svolgerà a Bologna dal 31 ottobre al novembre 2015. 
 
Gender Bender è prodotto da Il Cassero, il centro lgbt bolognese che da oltre trent’anni realizza progetti dedicati alle differenze di orientamento sessuale e identità di genere, sostiene l’autodeterminazione e mette in campo azioni di contrasto contro stereotipi e discriminazioni.
 
Il festival si apre con due importanti riconoscimenti. Da giugno è entrato a far parte di EFFE, il circuito di festival internazionali di qualità scelti e consigliati dall’Europa per lo straordinario lavoro di ricerca e promozione culturale. Oltre a questo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha confermato per il secondo anno il suo appoggio al festival, inserendolo tra i principali progetti nazionali dedicati alla danza contemporanea. 
 
Sarà quindi ancora la danza la protagonista di questa edizione, in un cartellone che comunque non tradisce la vocazione eclettica e multidisciplinare del festival, da sempre in dialogo con i linguaggi più diversi e le esperienze artistiche più innovative in ambito internazionale. Grande danza, quindi, ma anche grande cinema, teatro, musica e incontri. Il tutto ben oltre i confini dei giorni di programmazione: all’interno di Gender Bender inaugura infatti anche la seconda edizione di Teatro Arcobaleno  (www.teatroarcobaleno.webs.com ), il cartellone di spettacoli di teatro e laboratori per l’infanzia che inaugura con Gender Bender e prosegue fino a marzo 2016 nei principali palcoscenici per giovani e giovanissimi della città metropolitana di Bologna.
 
Nelle parole del direttore artistico: “Nel giro di pochi anni il tema del Gender è diventato una delle chiavi di lettura privilegiata per l’osservazione e la comprensione delle grandi trasformazioni sociali e culturali della contemporaneità. Da tema apparentemente per “addetti ai lavori” è diventato, anno dopo anno, uno dei temi principali dell’agenda sociale e politica dei diversi Paesi, la cartina tornasole con cui misurare il grado di inclusione sociale e la piena realizzazione delle persone e della loro felicità. Da tredici anni Gender Bender continua a chiedere ad artisti di diverse parti del mondo di indicarci gli orizzonti più sereni, così come le questioni ancora insolute, diventando un osservatorio privilegiato di quel grande laboratorio di invenzione che è il dialogo tra le differenze.”
 
L’edizione di quest’anno apre a nuovi Paesi gettando uno sguardo curioso alla Cina, un luogo in cui, per storia e cultura, l’identità legata al genere innesca un dialogo serrato con la dimensione sociale in una maniera del tutto inaspettata, affermandosi in maniera vertiginosa come un osservatorio speciale sul paradigma dell’identità, del singolo e della intera collettività.
Ambasciatore privilegiato sarà il giovane coreografo Er Gao, che presenta al festival in prima assoluta il suo Disco-teca, un’indagine sul fenomeno della disco music, simbolo per eccelenza della cultura occidentale capitalistica da un lato, e dall’altro un fenomeno sociale con una forte capacità di rottura dei rigidi ruoli maschili.
Il rapporto tra individuo e società, e quello tra tradizione e innovazione, sono infatti le due principali chiavi di lettura di questa edizione. Sul primo in particolare è scandito ad esempio lo straordinario dittico in prima nazionale che aprirà il Festival: la Sagra della Primavera di Igor Stravinsky, uno dei più popolari e rivoluzionari balletti del ventesimo secolo, si articola nel lavoro del coreografo danese Palle Granhøj in due distinte riletture di genere (Rite of spring extended e Rose) una completamente al maschile e l’altra al femminile. Sette danzatori nella prima e sette danzatrici nella seconda, alle prese con i riti di passaggio che li porteranno alla perdita dell’innocenza. Nelle categorie del maschile e del femminile si cala anche il dialogo tra corpi di All dressed up and nowhere to go, primo lavoro coreografico dell’italiana Giorgia Nardin. Viene invece dalla Repubblica Ceca la straordinaria performance dei Dot504, Collettive loss of memory in prima nazionale: cinque danzatori e danzatrici eccezionali indagano nel compiacimento dell’essere umano a praticare la violenza. La coreografa olandese Liat Waysbort mette in scena in Please me please un solo giovane danzatore: sarà lui a trasformarsi da uomo a donna, da oggetto di desiderio a soggetto desiderante, da ballerina a pornostar. Osservano invece la dimensione del duo maschile tanto Yellow place, prima nazionale, l’intesa istantanea tra due sconosciuti firmata dagli italiani Mattia Russo e Antonio de Rosa, quanto Ours il pluripremiato lavoro in prima nazionale dell’israeliano Idan Sharabi, con musiche di Joni Mitchell. Gli adolescenti delle periferie bolognesi saranno inoltre la materia prima con la quale lavorerà Chiara Frigo, coreografa italiana che attraverso Ballroom, un format sospeso tra la balera e lo speed date, crea una relazione tre generi e generazioni incentrata sullo scambio di memorie. “Per essere completo, devi sdoppiarti”: lo dice Rainer Werner Fassbinder nell’incredibile documentario Fassbinder: liebe ohne zu fördern realizzato dall’amico Christian Braad Thomsen che Gender Bender porterà sullo schermo del cinema Lumiére: un racconto intimo e del tutto inedito che attraversa le enormi contraddizioni di uno dei più grandi cineasti della storia. Ancora una biografia eccellente nel film The law di Christian Faure, prima nazionale che racconta la vita di Simone Veil, l’innovativa ministra francese alla Salute che nel 1975 condusse nel suo Paese la battaglia per la legalizzazione dell’aborto. Parla invece di Yvonne Rainer, l’artista lessica che nel 1966 rivoluzionò il mondo della danza moderna, il film Feelings are facts di Jack Walsh, prima nazionale. E ancora: omaggio a George Takei, attore e attivista cinese, famoso per aver vestito i panni del timoniere Sulu nella celeberrima serie Star Trek, con il documentarioin prima nazionale To be Takei di Jennifer M. Kroot. Un altro documentario, Gardenia: before the last curtain falls di Thomas Wallner, racconta la straordinaria tournée mondiale dell’omonimo spettacolo di Alain Platel, protagonista una compagnia di anziane transessuali e drag queen che per non rassegnarsi alla solitudine decidono di calcare ancora una volta il palcoscenico. La comunità trans e la scena drag sono protagoniste anche di Mala mala, il documentario in prima nazionale diretto da Antonio Santini e Dan Sickles che concentra lo sguardo su Portorico, dove il movimento di liberazione delle persone trans è riuscito a incidere in maniera importante sull’agenda politica del governo. Tra i lungometraggi in programma lo spietato The Duke of Burgundy del regista inglese Peter Strickland, che racconta il metodico rituale feticista di due donne, nel quale il masochismo dell’una guida e impone il sadismo dell’altra. È ambientato in un collegio femminile inglese The Falling, il lungometraggio di Carol Morley nel quale le tra le studentesse si propaga un’epidemia misteriosa. È invece la comunità dei Legionari di Cristo del Messico a far da contesto allo scandalo di padre Marcial Maciel Degollado, allontanato dal ministero del sacerdozio per pedofilia, raccontato nel film in prima nazionale Perfect obedience di Luis Urquiza Mondragón.
 

 
DANZA :


DOUBLE RITE: ROSE + RITE OF SPRING EXTENDED 
coreografie di Palle Granhøj | Danimarca | prima nazionale
Arena del Sole – Sala Leo De Berardinis | 31 ottobre
Due riletture vertiginose, una al maschile e l’altra al femminile, della Sagra della Primavera di Igor Stravinsky, a partire dal tema della perdita dell’innocenza. In Rite of Spring Extended, la prima delle due riletture, sette danzatori maschi sono alle prese con i riti di passaggio che li trasformeranno da ragazzi in uomini; Rose invece, l’altra opera del dittico, vede in scena sette danzatrici e un pianoforte a coda, con l’opera di Stravinskij eseguita dal vivo.


DISCO-TECA
coreografia di Er Gao | Cina | prima assoluta 
Il coreografo cantonese Er Gao presenta per la prima volta in Italia a Gender Bender il suo ultimo lavoro; una lettura coreografica del fenomeno della disco music, simbolo per eccellenza della cultura occidentale capitalistica da un lato, e dall’altro un fenomeno sociale con una forte capacità di rottura dei rigidi ruoli maschili. Il lavoro è realizzato la collaborazione di Wang Qian, sociologo della musica, e tiene conto di come la disco sia arrivata in Cina, con una latenza dovuta agli equilibri storico-politici del tempo, e del ruolo di rottura che ricopre, oggi come allora, nella definizione dei ruoli di genere.


COLLECTIVE LOSS OF MEMORY 
coreografia Jozefa Frucka e Lindy Kapetaney – DOT504 | Repubblica Ceca 
Teatri di Vita | 7 e 8 novembre | prima nazionale
Uno spettacolo mozzafiato che si addentra nel potente fenomeno sociale del piacere che gli esseri umani provano nell’uccidere o nel partecipare ad atti di violenza. Uno studio spregiudicato sulla natura umana, che conduce lo spettatore lungo timbri espressivi che spaziano dal cabaret surreale ad un durissimo atto di denuncia. Lenka Ottová, il direttore artistico di DOT504, ha nuovamente invitato i coreografi Jozef Fruek e Linda Kapetanea (RootLessRoot Company) a lavorare in tandem, facendo tesoro del contributo creativo dei coreografi e dei danzatori – cinque interpreti eccezionali, selezionati tra oltre 2.500 candidati – uno dei componenti tipici nella creazione dei progetti della compagnia.


OURS coreografia Idan Sharabi | Israele | prima nazionale
Arena del Sole – Sala Thierry Salmon | 2 e 3 novembre
Vincitore del primo premio ai concorsi internazionali di coreografia di Copenhagen e Hannover, Ours è un dvertente e intimo duo maschile sui possibili significati del concetto di casa, con musiche di Joni Mitchell. 


TEL QUEL! coreografia di Thomas Lebrun | Francia | prima nazionale
Teatro Testoni Ragazzi | 31 ottobre – 1 novembre
Primo appuntamento con Teatro Arcobaleno, progetto speciale dedicato all’infanzia. Thomas Lebrun realizza una nuova opera per il pubblico dei giovani. Le tematiche care al coreografo francese – differenza, tolleranza, sogni e umorismo – sono evocate in un lavoro di coreografia dinamica che si articola attraverso quattro giocatori. Uno spettacolo per tutta la famiglia.


YELLOW PLACE coreografia Mattia Russo e Antonio de Rosa | Italia
Arena del Sole – Sala Thierry Salmon | 5 e 6 novembre | prima nazionale
Il giallo è un luogo dove siamo in grado di avanzare insieme, crescere, uscire al sole. In questo luogo si compie in maniera magistrale una storia d’amore in pochi minuti. Due sconosciuti si incontrano, avviene il colpo di fulmine, arrivano rapidamente all’apice della relazione. Fino al manifestarsi del disinteresse e del conflitto. 


I SEE THE PROBLEM, NOT THE SOLUTION coreografia Ivan Mijaevic e María de Dueñas López | Spagna / Slovenia | prima nazionale
Arena del Sole – Sala Thierry Salmon | 5 e 6 novembre
Una donna che veste un re denudandosi dei propri vestiti. Una danza punteggiata dalla musica eseguita dal vivo da un musicista. Un’inaspettata accensione delle luci in sala. Il pubblico testimone di un momento di difficoltà. Un re incapace di agire. Un deliziosa e conturbante parabola sui rapporti tra uomo e donna.


BALLROOM coreografia Chiara Frigo | Italia
Spazio DOM | 7 e 8 novembre
Ballroom è un modulo performativo ideato per giovani e giovanissimi interpreti non professionisti. Riproduce un sala da ballo in uno spazio non convenzionale: la cupola del DOM al quartiere Pilastro di Bologna, che diventa un contenitore della memoria, dove confluiscono amori e passioni, sguardi e desideri, elementi contemporanei e di richiami al mondo dello speed dating. Un lavoro che nasce da un laboratorio condotto dalla coreografa con adolescenti della città. 


ALL DRESSED UP AND NOWHERE TO GO 
coreografia Giorgia Nardin | Italia | AtelierSI | 1 e 2 novembre
Una cornice vuota, un corpo maschile, un corpo femminile e un insieme di piccole azioni quotidiane strappate alla realtà e inserite in un contesto etereo, privato dello scorrere del tempo e della sua voracità. 


PLEASE ME PLEASE | coreografia Liat Waysbort | Paesi Bassi
Arena del Sole – Sala Thierry Salmon | 2 e 3 novembre
La coreografa olandese ha creato questo solo per lo straordinario giovane danzatore croato Ivan Ugrin: in scena si trasforma da uomo a donna, da oggetto di desiderio a soggetto desiderante, da ballerina a pornostar, con un unico obiettivo: quello di piacere al pubblico. Un viaggio attraverso le estremità degli immaginari.
 


CINEMA 

Numerose le prime nazionali anche nella sezione cinema del festival, presentate nelle Sale del Cinema Lumière di Bologna.


TO BE TAKEI regia di Jennifer M. Kroot | Usa | prima nazionale
Avete presente il signor Sulu, pilota della nave stellare USS Enterprise di Star Trek? Il documentario racconta la vita di George Takei, attore e attivista cinese, divenuto famoso grazie alla celebre serie televisiva. Dall’internamento durante la seconda guerra mondiale alle battaglia antirazziali fino al suo matrimonio con Brad, To be Takei è un viaggio nelle storie personali e nella carriera di un personaggio fuori dal comune.


Death in Buenos Aires regia di Natalia Meta | Argentina | prima nazionale
Un travolgente noir argentino; una storia di amore fatale che incrocia il thriller con il camp, il poliziesco con il melodramma alla Almodòvar. L’omicidio di un ricco omosessuale dell’alta società di Buenos Aires dà il via a una caccia all’assassino affidata al detective Chávez, padre di famiglia e poliziotto burbero. Ad affiancarlo nell’indagine un giovane ufficiale di bell’aspetto, Gómez. Tra i due colleghi nasce inaspettatamente un’attrazione, fatale al punto da capovolgere l’esito della storia. Con un cameo di Luisa Kuliok, star delle telenovelas argentine, celebre per La donna del mistero trasmessa in Italia negli anni ’90 da Retequattro.


THE LAW regia di Christian Faure | Francia | prima nazionale
Emmanuelle Devos veste i panni di Simone Veil, l’innovativa ministra francese alla Salute che nel 1975 condusse nel suo Paese la battaglia per la legalizzazione dell’aborto. Nata in Francia nel 1920, Simone Veil fu deportata assieme alla sua famiglia nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e sopravvisse ad Auschwitz e Bergen-Belsen. Nel 1974 diventò ministro nel governo di Chirac, ma è da sola, senza il sostegno dei colleghi ministri, che dovette conquistare la legge per l’interruzione volontaria di gravidanza. 


GAYBY BABY regia di Maya Newell | Australia | prima nazionale
Un originalissimo e toccante docufilm che racconta quattro anni di vita di quattro ragazzi e ragazze australiani, tutti cresciuti in famiglie omogenitorali, cioè con due madri e due padri. Un documento prezioso che aggiunge all’attuale dibattito sulla genitorialità delle persone gay e lesbiche l’inedito sguardo dei figli. 


PERFECT OBEDIENCE di Luis Urquiza Mondragón | Messico | prima nazionale
Basato su fatti realmente accaduti, il film racconta lo scandalo relativo a padre Marcial Maciel Degollado, sacerdote cattolico messicano, tra i fondatori dei Legionari di Cristo. Il 19 maggio 2006, dopo un’indagine canonica durata più di un anno, la Congregazione per la Dottrina della Fede gli inflisse la pena della rinuncia a ogni ministero pubblico e gli impose una vita riservata di preghiera e di penitenza per gli atti di pedofilia compiuti su seminaristi della sua congregazione e per averne successivamente assolti alcuni in confessione. La decisione fu approvata personalmente da papa Benedetto XVI.


FOURTH MAN OUT regia di Andrew Nackman | Usa | prima nazionale
In occasione del suo ventiquattresimo compleanno, Adam, un meccanico di provincia, decide che è ora di dire finalmente a familiari e amici che è gay. Una commedia spensierata e inaspettatamente sovversiva che accende la miccia del coming out nel contesto macchiato di grasso di un’officina delle più profonda provincia americana.


THE SEA IS BEHIND regia di Hicham Lasri | Marocco | prima nazionale
Tarik vive in una terra senza colore, una terra dove l’acqua è contaminata da uno strano fenomeno. Indossa vestiti da donna e si trucca: deve trovare il modo di sfuggire al grigiore del mondo e alla violenza che lo abita e che gli ha strappato via la moglie e il figlio. Travestimenti, follia e inganni: il film di Lasri esce da sentieri già battuti offrendo agli spettatori una fiaba bizzarra in bianco e nero sulle profondità e contraddizioni della società marocchina.


FEELINGS ARE FACTS regia di Jack Walsh | Usa | prima nazionale
Il documentario racconta la vita di Yvonne Rainer, l’artista che nel 1966 ha cambiato il mondo della danza moderna. Influenzata da Merce Cunningham e John Cage, ha sviluppato coreografie sociopolitiche in cui ha esplorato sul palco i movimenti di ogni giorno in modo deliberatamente opposto a quello che il pubblico si aspettava. Determinata a non ammorbidirsi, ha cominciato poi a sperimentare con la pellicola applicando il nuovo medium all’impeto rivoluzionario che aveva in corpo. All’età di 56 anni, poi, ha stupito tutti rivelando di essere lesbica.


Grandma regia di Paul Weitz | USA
Un film duro e divertente, a tratti commovente, che ritrae una lunga giornata nella vita di una famiglia molto particolare, dai legami sfilacciati, ma dai sentimenti fortissimi. Ellie – interpretata da una strepitosa Lily Tomlin – è la nonna del titolo: una poetessa lesbica lasciata da poco dalla compagna di una vita che riceve la visita della nipote diciottenne Sage. La ragazza viene a chiederle aiuto: è rimasta incinta e non sa bene come gestire la situazione. Insieme intraprendono un viaggio che porterà entrambi a disseppellire vecchi segreti e scheletri dall’armadio.


Dope regia di Rick Famuyiwa | USA
Prodotto da Forest Whitaker e Pharrell Williams, è la storia di Malcolm, studente di Los Angeles, perfettamente inserito nello stereotipo del ragazzo nero povero mantenuto dalla mamma single lavoratrice. Statisticamente, una minaccia sociale. Ma a Malcolm, come ai suoi amici Jib e Diggy, piace la “roba da bianchi”: l’hip-hop degli Anni ’90, le BMX, le fissazioni da geek. Dunque, uno sfigato in compagnia di sfigati. Una contraddizione che li fa immediatamente diventare il bersaglio di gang, dentro e fuori dalla scuola. Un invito inaspettato ad un party porterà Malcolm e i suoi amici ad una serie di disavventure che li condurranno a scegliere sempre con che occhi guardare al mondo.


Gardenia Before the last curtain falls di Thomas Wallner | Belgio 
Il documentario racconta l’ultima struggente replica di Gardenia, lo spettacolo diretto dal regista belga Alain Platel e Frank Van Laecke. Per due anni, lo spettacolo ha riscosso successi in tutti e cinque i continenti. Ora gli interpreti, un gruppo di persone trans e gay nella loro terza età, affrontano per l’ultima volta il palcoscenico, raccontando alla camera le loro vite, fatte di alti e bassi, di solitudini, amori, arte, cambi di sesso e porte chiuse in faccia.


Fassbinder: liebe ohne zu fördern regia di Christian Braad Thomsen
Un tesoro di rari documenti di archivio e di interviste inedite che il regista fece all’amico cineasta durante gli Anni ’70 si intreccia con i ricordi di personaggi come Hannah Schygulla, l’attrice Irm Hermann, il produttore Harry Bär, l’ultimo a parlare con Fassbinder poche ore prima della sua morte, e la madre del regista. Davanti alla telecamera, Fassbinder parla della Hollywood del dopoguerra, il suo primo amore, e della psicoanalisi, del matrimonio, dei figli e della follia. Un racconto intimo che attraversa enormi contraddizioni, che Fassbinder stesso riassume in una battuta fulminea nell’intervista rilasciata poche ore prima di morire: “Per essere completo, devi sdoppiarti”.


The Duke of Burgundy regia di Peter Strickland | Gran Bretagna
Un melodramma seducente, visivamente onirico e fiammeggiante, del pluripremiato regista inglese. Una suggestiva rappresentazione della necessità di ciascuno o ciascuna di corrispondere alle aspettative del partner, per quanto innocenti o perverse possano sembrare. Cynthia e Evelyn si amano. Giorno dopo giorno, metodicamente, mettono in scena un semplice rituale, polarizzato nei ruoli di una mistress e di una slave, e che si conclude sempre con la punizione di Evelyn. Ossessione, dipendenza e desiderio di uscire dai ruoli stabiliti spingerà il loro rapporto verso un punto di rottura.


The falling regia di Carol Morley | Gran Bretagna
1969, un collegio femminile inglese. Lo frequentano, tra le altre, Lydia e la sua carismatica amica Abbie, entrambe sedicenni. E legate da un legame fortissimo e unico. Fuori il mondo sta cambiando, ma tra le mura del collegio il tempo sembra inchiodato da rituali e disciplina. severissimi Fino a quando, in seguito ad una tragedia verificatasi nella scuola, una misteriosa epidemia di svenimenti inizia a propagarsi, prima tra le studentesse e poi tra le insegnanti, minacciando la stabilità dell’intera istituzione. Nel cast del film anche Greta Scacchi e Maisie Williams, una delle interpreti della saga Games of Thrones.


Mala Mala regia di Antonio Santini e Dan Sickles | USA | prima nazionale
Le vite, a cavallo tra il glamour e la violenza, che compongono la comunità trans e la scena drag di Portorico, un Paese che già due anni fa con la legge n.238 vietava espressamente la discriminazione delle persone trans nei luoghi e nelle politiche del lavoro. C’è Soraya, la parrucchiera 65enne pioniera del cambio di sesso e lo chef Paxx, in continua esplorazione della sua identità queer, eppoi funamboliche drag queen e sex workers militanti. Tra tutte, spicca Ivana Fred, la portavoce della Butterflies Trans Foundation. Il suo corpo attira l’attenzione dei media e lei, con astuzia, dirige quell’attenzione verso i bisogni della sua comunità. Selezionato al Tribeca Film Festival. 


Beautiful Something regia di Joe Graham | USA | prima europea
In una notte che sembra non finire, quattro uomini gay attraversano Philadelphia alla ricerca di rapporti umani, per quanto sfuggenti e occasionali. C’è Brian, un poeta squattrinato che cerca distrazione e confessa il suo amore all’amico eterosessuale. C’è Drew, un famoso scultore innamorato della sua giovane musa, Jim, un aspirante attore imprevedibile e incline a drammatiche scenate. E c’è Bob un ricco agente di talento, dalla passione alcolica, che vaga per Philadelphia alla ricerca del suo “beautiful something”. E nonostante la sua mancanza di scopo, di solito trova la sua destinazione.


PORTRAIT OF A SERIAL MONOGAMIST regia di John Mitchell e Christina Zeider | Canada | prima nazionale
Un film divertente e acuto che ritrae la storia di Elsie, quarantenne lesbica che lascia la sua fidanzata dopo una lunga relazione per seguire la passione per una donna più giovane. Ma sarà perseguitata dai ricordi del passato e dalla crescente consapevolezza di aver interrotto l’amore della sua vita.


RADIANT SEA regia di Stefan Butzmühlen | Germania | prima nazionale
Con uno stile intimo e un linguaggio vicino al documentario, il regista tedesco Stefan Butzmühlen narra di un giovane che cerca di ritrovarsi su una nave mercantile diretta nell’Atlantico verso l’isola dei suoi sogni.


HIDDEN AWAY regia di Mikel Rueda | Spagna
Una commovente storia di formazione che ha per protagonisti due quattordicenni, lo spagnolo Rafas e il marocchino Ibrahim. Un racconto fermo e audace che intreccia i temi dell’adolescenza e dell’immigrazione, nelle periferie di una grande città spagnola.


SAME, SAME, BUT DIFFERENT
Una sezione speciale del festival, con proiezioni mattutine di cortometraggi e documentari dedicate agli studenti delle scuole superiori. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’associazione Paper Moon, che cura la sezione didattica della Cineteca di Bologna, con l’obiettivo di aprire un dialogo costruttivo con le nuove generazioni sulle identità legate al genere e agli orientamenti sessuali. L’idea è di portarne alla luce il valore per rafforzare l’inclusione sociale e combattere pregiudizi e discriminazioni, in vista della costruzione di una cittadinanza responsabile.
 

INCONTRI 

Gender Bender incontra quest’anno tre donne straordinarie su tre giornate consecutive, tutte alle librerie.coop Ambasciatori. Apre il programma mercoledì 4 novembre Teresa De Sio dal vivo con il reading tratto dal suo secondo romanzo, L’Attentissima, edito da Einaudi, accompagnata dal musicista, giornalista e conduttore radiofonico di Radio3 Valerio Corzani. Musica e parole raccontano una vicenda doppia, la storia noir del duro viaggio che la protagonista deve compiere alla ricerca della propria identità e libertà. Desiderata e scostumata Karmen è una violoncellista affermata che si è lasciata alle spalle la vita gretta della sua adolescenza, quella di una donna in un corpo da uomo. Ci ha messo determinazione, forza di volontà ma anche una buona dose di dolore fisico e psicologico per raggiungere quella perfezione che adesso la fa sentire padrona della sua vita a Roma. Da qualche tempo, però, una strana sequenza di omicidi la fa piombare nell’angoscia: le vittime hanno tutta l’aria di fantasmi affiorati dal fondo oscuro del suo passato. 
Il secondo apuntamento è con la filosofa Michela Marzano – giovedì 5 novembre – autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica. A Gender Bender dialoga sul suo ultimo libro dal titolo Papà, mamma e gender, un testo che tenta di portare luce e chiarezza sulla cosiddetta “teoria del gender”, citata spesso in ogni dibattito sulle discriminazioni e la violenza contro donne, omosessuali e transessuali. In questo libro Michela Marzano fa luce sugli stereotipi e gli errori che si insinuano nei discorsi sul gender, spiegandone con chiarezza la genesi e le implicazioni, mettendosi in gioco e raccontando la propria esperienza di “esclusa”.
Attesa al festival anche Nicla Vassallo – venerdì 6 novembre – filosofa di fama internazionale, attualmente professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università di Genova. autrice di Il matrimonio omosessuale è contro natura. Falso!, edito da Laterza. Che il matrimonio omosessuale sia contro natura è convinzione di troppi nel nostro paese. Attraverso le regole del buon ragionare filosofico, Nicla Vassallo smaschera, con provocazione e intelligenza, il pregiudizio, il calcolo e l’ignoranza che escludono il matrimonio same-sex. 

PRIDE PHOTO AWARD Incontro con Joeri Kempen, project manager di Pride Photo Award 

sabato 7 novembre alle ore 17.00 a Nosadella.due .
Pride Photo Award è un contest fotografico internazionale dedicato alla rappresentazione delle identità di genere, con l’obiettivo –
comune a Gender Bender – di superare gli stereotipi e comprendere il valore delle differenze. Il progetto vede coinvolti numerosi fotografi
internazionali nella raccolta di immagini di persone appartenenti alla comunità LGBT, ritratti che raccontano la diversità di genere; tali
immagini vengono poi selezionate e mostrate all’interno di una mostra dedicata. La conversazione con Joeri Kempen sull’esperienza
dell’archivio fotografico di Pride Photo Award si inserisce all’interno di un focus dedicato agli archivi multimediali dedicati alla comunità LGBT.

TEATRO

Due progetti site-specific di teatro saranno presenti al festival. Una prima assoluta venerdì 6 novembre per  Teatro Sotterraneo, con un nuovo lavoro appositamente creato all’interno di un supermercato Coop. Alcuni elementi ancora molto segreti (un coro maschile, incursioni a sopresa tra gli scaffali, un uso stralunato delle merci) per un lavoro che si preannuncia già nel solco di quello spirito caustico e dissacratore con cui, in breve tempo, la compagnia si è affermata come una delle più interessanti della nuova scena teatrale, italiana e internazionale. Un riconoscimento testimoniato dai numerosi premi ricevuti sia in Italia (Lo Straniero, Ubu Speciale, Hystrio-Castel dei Mondi), che all’estero.

Full service
Concept & Performance: Daniel Hellmann 
Drammaturgia: Wilma Renfordt 
Scenografia: Theres Indermaur
Produzione: Daniela Lehmann 
Daniel Hellmann è un performer e musicista svizzero, ed è a vostro completo servizio, pronto ad esaudire ogni richiesta e desiderio del pubblico. Volete che vi canti un’aria d’opera? Volete una dichiarazione d’amore? Un massaggio? Un taglio di capelli? Non ci sono limiti alle richieste, che verranno esaudite seduta stante: purché siate disposti ad accettare le condizioni concordate e a pagare il servizio. Full Service è un gioco con un finale aperto, una provocazione che svela la matrice capitalista della negoziazione e i meccanismi che regolano le relazioni umane.
 

PARTY 

Completa il cartellone del Gender Bender Festival la sezione dedicata alla notte, che offre quattro straordinari eventi, tutti al Cassero lgbt center, con personaggi e immaginari del scena underground internazionale. 
Appuntamento il 31 ottobre per un Halloween Party in compagnia di The man inside Corinne, figura di spicco della scena parigina underground, mente del party Maison Derrière, ripreso perfino dalla “Casa di Burlesque” del villaggio di Springfield dei Simpson. In consolle “l’uomo dentro Corinne” è un irresistibile istrione che accompagna il suo set con balletti e pose da gran diva. Martedì 3 novembre arriva il talent show per drag queen BaraccONE e i dj Poppen, Mattia Matthew e Barbieturici per il party Fags & Queers. Giungeranno da Berlino il 6 novembre i Pet Shop Bears, duo di dj, creatori dell’omonima serata dedicata alla comunità ursina e che a Bologna verranno accolti nella cornice del più tradizionale dei ritrovi “bear” italiani: la festa Feed the bears del Cassero. Gran finale il 7 novembre con il party Cronika che ospita da Vienna Electric Indigo, vera e propria testa d’ariete per il genere femminile nella conquista di una roccaforte ancora strettamente maschile, la consolle.