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Coronavirus
Lockdown, conto alla rovescia. Non un'ipotesi, una certezza. Quando e come
(fonte Lapresse)

Si può declinare in tanti modi. Totale. Parziale. Soft. Differenziato. Ma il secondo lockdown verso il quale l'Italia sta correndo volocemente non è un'ipotesi allo studio, è una certezza. Soprattutto dopo le restrizioni annunciate in Francia da Emmanuel Macron e in Germania da Angela Merkel. Insomma, la strada è segnata.

Il premier Giuseppe Conte continua a smentire e si dice fiducioso che le misure prese con l'ultimo Dpcm possano frenare l'ascesa dei contagi, ma le forze politiche - sia di maggioranza sia di opposizione - sono ormai convinte che le restrizioni in vigore oggi non bastino. Gli ospedali sono al collasso, i pronti soccorso hanno in molti casi le ambulanze in coda, i posti letto in terapia intensiva crescono in modo vertiginoso. Avanti di questo passo sarà peggio che a marzo. Ne sono convinti i tecnici del Cts e lo sanno perfettamente anche al ministero della Salute.

Questi sono giorni di attesa per capire l'andamento della curva epidemiologica ma, salvo improbabili miracoli, probabilmente da lunedì 9 novembre la stretta sarà una realtà. Le ipotesi in campo al momento sono diverse. La più drastica è quella del lockdown totale come a marzo, ovvero con la chiusura di tutto, scuole comprese, salvo le farmacie e i supermercati, oltre ovviamente alle aziende che devono restare aperte per non fermare completamente l'economia. Uno scenario, forse l'unico, che potrebbe sicuramente arginare il contagio ma che darebbe il colpo finale all'economia italiana già duramente colpita da mesi e mesi di restrizioni.

C'è sul tavolo anche lo scenaro del modello Francia/Germania, ovvero una chiusura soft che preveda di lasciare aperte le scuole, almeno fino alle medie (superiori con la didattica a distanza) ma sarracinesche abbassate senza deroghe per bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri e soprattutto chiusura dei confini regionali e, forse, divieto di uscire dal proprio comune di residenza tranne che per comprovati motivi di salute, lavoro o necessità. Il tutto con il ritorno del permesso scritto per poter circolare.

L'altra ipotesi allo studio del governo, in accordo con i Governatori della Lombardia Attilio Fontana e della Campania Vincenzo De Luca, prevede un lockdown per l'area metropolitana di Milano e di Napoli (con divieto di uscire dalla provincia) e misure meno stringenti per il resto del territorio nazionale. Ovviamente sempre con la possibilità, in base all'andamento dei contagi, di prevedere la chiusura totale anche in altre zone d'Italia. Tutto dipende da come andranno i dati del Covid-19 nel weekend e all'inizio della prossima settiman, ma il cammino verso il lockdown, declinato in vari modi, è ormai un piano inclinato.

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