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Coronavirus
Riaperture, c'è la data (finalmente). Chi e quando torna a lavorare

Un mese dopo rispetto alle aspettative e alle richieste di Matteo Salvini, che da settimane chiede che aprile sia il mese delle riaperture e della 'rinascita' del Paese. E invece, secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di anticipare, la prima, vera e sostanziale svolta, ci sarà dopo la Festa dei Lavoratori. Fino al 30 aprile si andrà avanti con il sistema a fasce ormai famoso e, quasi certamente, da martedì prossimo quasi tutta Italia diventerà arancione. Per il giallo bisognerà attendere ancora 7-10 giorni.

Poi, a maggio, grazie anche alla campagna di vaccinazioni, nonostante i problemi legati ad AstraZeneca, le tanto riattese riaperture. L'indice Rt è in lenta ma continua discesa e questo consente scientificamente al governo di poter allentare le restrizioni. Provvedimento, che arriverà con un nuovo decreto entro fine mese, che serve anche a placare la rabbia di molte categorie e le proteste in piazza a cui abbiamo assistito in questi giorni. In sostanza, dopo il Primo Maggio - salvo colpi di scena e ripensamenti - è probabile che inizino a riaprire, anche se in modo contingentato anche a seconda dell'andamento dei contagi nei vari territori, plaestre, piscine, cinema, teatri e musei.

Possibile anche il ritorno al servizio al tavolo per bar, ristoranti e pizzerie almeno fino alle ore 18 e, da metà maggio, anche l'apertura la sera per la cena. Inoltre, dovrebbe anche essere tolta la regola che impone di fare la spesa nei supermercati solo a una persona per famiglia. Possibile anche la riapertura parziale di mercati all'aperto. Allentamento in arrivo anche per le visite ai parenti e agli amici nelle abitazioni private, per la pratica dello sport e in generale per i negozi non di prima necessità. Potrebbero restare temporaneamente, almeno fino a giugno, alcune restrizioni nei weekend al fine di evitare eccessivi assembramenti.

Da metà maggio, poi, potrebbe essere tolto il divieto di uscire dalla propria Regione se non per motivi di lavoro, di salute o per necessità. Via libera anche alle seconde case, anche se resterà la possibilità da parte dei Governatori di restrizioni locali. Per quanto concerne la scuola, infine, l'obiettivo è quello di arrivare in presenza per tutti alle medie e in dad (didattica a distanza) non oltre il 50% alle superiori. Tempi più lunghi per le università in presenza e soprattutto per le discoteche e gli stadi, soprattutto ma non solo di calcio.

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