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lavoro stress

di Chiara Squaglia (www.meteogiuliacci.it)

 
Molti di voi si saranno accorti che in autunno si soffre più spesso che nelle altre stagioni di dolori reumatici e di malinconia, ma senza capirne il perchè. Ebbene, la colpa è delle molte giornate nuvolose e umide che caratterizzano tale stagione, la quale è, almeno per  l'Italia, la più piovosa dell'anno. E in effetti in autunno la nostra penisola è attraversata da numerose perturbazioni atlantiche o nordafricane, quei vasti ammassi nuvolosi a forma di virgola, che ci vengono mostrati quotidianamente nelle immagini satellitari, dai vari esperti meteo, durante le previsioni del tempo. Tali sistemi nuvolosi sono sempre accompagnati da un centro di bassa pressione - il cosiddetto "ciclone extratropicale", per distinguerlo dal ben più temibile "ciclone tropicale" - il quale, già 12-36 ore prima del suo arrivo,  provoca un sensibile calo della pressione atmosferica ed un aumento dell'umidità dell'aria.

Ecco perché la sintomatologia clinica che si manifesta in concomitanza del passaggio di tali perturbazioni è anche nota con il nome di "sindrome da ciclone". L'aumento dell'umidità dell'aria fa aumentare il volume delle fibre elastiche delle articolazioni e del liquido sinoviale che le "lubrifica",  mentre il calo della pressione atmosferica tende ad abbassare la soglia del dolore e per di più rallenta la circolazione sanguigna periferica, con conseguente ristagno dei liquidi.

L'azione combinata di questi due fattori provoca quindi un eccessivo accumulo di acqua al livello delle articolazioni e di conseguenza il caratteristico gonfiore che, a sua volta, stimola e comprime le innervazioni nervose sottostanti, fino alla comparsa della sensazione di dolore.

Ma l'umidità ha un effetto diretto anche sulla pelle. Quando aumenta la quantità di vapore acqueo nell'atmosfera, infatti, la sottile pellicola di epidermide che avvolge il nostro corpo tende a dilatarsi, mentre si contrae quando l'aria diventa più secca. Questo spiega perché i cambiamenti di umidità provocano in genere dolore - con la tipica sensazione della pelle che "tira" - anche in coloro che hanno cicatrici o arti amputati.

In definitiva allora, quand'è che la sensazione del dolore si amplifica? Quando la pressione scende, la temperatura si abbassa e l'umidità aumenta (ad esempio, per la presenza di nebbia), un mix di fattori che possono intervenire singolarmente o contemporaneamente.

Ma non è finita qui: al di là della sensazione di malinconia o di fiacchezza che una giornata grigia può indurre e al di là delle scomodità pratiche che la pioggia può causare (ingorghi stradali, impossibilità di svolgere attività all'aperto, difficoltà di spostamento), le piogge autunnali celano un'altra insidia per la nostra psiche, la cosiddetta "sindrome da alluvione". Chi infatti è rimasto coinvolto in una situazione alluvionale che abbia colpito direttamente o anche solo sfiorato il suo paese, la sua casa, i suoi cari e i suoi averi, vive tale ricordo con ansia e nervosismo, fino a veri e propri attacchi di panico, ogni qual volta le previsioni del tempo preannunciano una nuova fase di maltempo, magari anticipata anche da bollettini di preallarme della Protezione Civile.

Inoltre in autunno, sempre per colpa del cielo troppo spesso grigio,  si soffre di tristezza più spesso che nelle altre stagioni. Infatti  un cielo grigio e nuvoloso - specie se persistente per molti giorni consecutivi, come capita spesso in questa stagione - viene erroneamente interpretato dal nostro cervello come imminente arrivo della notte, cosicché  viene stimolata una maggiore produzione di melatonina, la sostanza che favorisce il sonno, con la conseguenza però di procurarci, adesso, solo un po' di malinconia e di depressione.

Anche la pioggia ha un effetto deprimente sulla nostra psiche e non solo perché è ovviamente sinonimo di cielo grigio ma anche perché, quando piove, molte persone, specie se anziane, sono costrette a rimanere chiuse in casa, rinunciando così forzatamente alle distrazioni offerte dalla quotidiana passeggiata o da una bella chiacchierata con gli amici o da varie attività distensive in compagnia di altre persone, che quindi tengono lontane solitudine, malinconia, depressione...

E allora, consci di questi fastidi "naturali" che l'autunno può arrecarci, armiamoci di forza psicologica e fisica e affrontiamolo a testa alta, cercando di apprezzare tutte le sfumature affascinanti e pittoresche che solo questa stagione sa offirci e con la certezza che, nel tempo meteorologico come nella vita, "dopo la pioggia torna sempre il sereno"...

 

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