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Una nuova macabra tendenza si sta diffondendo tra i giovani tagliati fuori dal mondo del lavoro per questa crisi che pare non avere fine.

Si tratta delle cavie umane. Sempre più ragazzi e ragazze, infatti, si offrono per far testare i farmaci sul proprio corpo.

"Puoi decidere di ritirarti in qualsiasi momento e se te ne vai, ti vengono comunque ricompensate tutte le ore che hai fatto fino a quel punto" racconta un intervistato al programma tv Lucignolo. Il ragazzo dice di non temere per la sua salute ma riporta un caso di quattro anni fa in cui le persone hanno cominciato a gonfiarsi dopo il trattamento.

Ma che cosa spinge un uomo a fare la cavia umana? "Ho iniziato nel 2006 per curiosità, senza sapere nemmeno i compensi effettivi. Poi ho continuato perché si guadagna bene e non ci trattano male. Non si può uscire perché ci sarebbe il rischio di alterare i test fumando o mangiando fuori pasto. Per adesso l’ho fatto tre volte, quest’estate avrei dovuto farlo di nuovo ma non mi hanno ritenuto idoneo all’ultimo minuto. Mi è dispiaciuto perché ci sarei andato volentieri. Il compenso di quest’ultimo studio sarebbe stato di 3600 euro per due settimane".

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