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Costume
Dobbiamo pensare positivo anche se siamo arrabbiati

In questi giorni ascoltando la radio in macchina sto imparando un sacco di cose. La prima che mi piace molto è il concetto di one off. Termine che se ho ben capito è usato in finanza per indicare un evento negativo ma non strutturale. Per esempio durante l’inverno è previsto un uso di gas di un certo tipo ma un improvviso innalzamento della temperatura fa calare l’uso del riscaldamento e l’azienda che vende gas ha un abbassamento del fatturato. Lo s’interpreta come evento isolato, one off, e se si ripete si cerca di capire se invece nasconde al suo interno un qualcosa si strutturale. Tra un sorpasso e un rallentamento mi sono trovato a ragionare su questo one off trovandolo perfetto, quasi fatto apposta per l’oggi. Provo a farvi vedere quello che vedo io.


Qualche giorno fa sempre dalle colonne di questo giornale ho raccontato che mi ero andato a rispolverare i fatti di Viterbo del 1200 quando i cittadini incattiviti hanno usato le maniere forti per far smuovere il conclave che non decideva ormai da tre anni circa l’elezione del Papa. Forse su questo punto vale la pena di fare un ragionamento un po’ più profondo per spiegare bene che sta accadendo. Se infatti siamo arrivati a questo punto, cioè alla rabbia che monta e che invece va tenuta bassa, è perché per troppo tempo la politica non ha saputo fare il suo lavoro e la domanda è perché?


Una risposta ce l’ho. Si tratta del fatto che il politico italiano sembra completamente legato al consenso immediato, come se fosse drogato d’adesso, come se fosse totalmente incapace di guardare oltre la punta del proprio naso e questo a dire il vero non è del tutto sbagliato, ma lo diventa nel momento in cui sono necessarie per non dire indispensabili scelte di lunga distanza e noi sappiamo che queste scelte sono assolutamente necessarie.


Pantano, melma, palude sono le metafore colorite che vengono utilizzate per descrivere questa situazione nella quale il legislatore, così si chiamano coloro che seduti in parlamento e senato fanno le leggi, non riesce a prendere decisioni perché ha paura del one off e cioè dell’effetto negativo anche una tantum sull’immediato e a poco conta che in ballo c’è il futuro.


Questa dipendenza totale e cinica dal consenso immediato possiamo chiamarla come vogliamo, one off addiction, drogati d’adesso e chi più ne ha più ne metta. Se questo è il problema, se il cittadino che diventa legislatore si trasforma in un drogato d’adesso, totalmente succube del consenso immediato e spaventato delle scelte possono portare alla perdita del consenso perché impopolari, come ci difendiamo da questo mostro che sembra albergare in tutti quelli che siedono su quelle sedie?


Una soluzione pratica e poco democratica l’abbiamo trovata. Questo è il terzo presidente del consiglio dei ministri non eletto e questo è un segno importante. Non è una soluzione, ma se funziona, se vengono fatte le riforme allora facciola passare. L’altra soluzione è legata al fatto che dobbiamo imparare ad essere più attivi come cittadini mentre noi dopo che mettiamo la X sulla scheda elettorale non andiamo mai a fare i conti in tasca a chi abbiamo eletto. Ora tra l’altro la maggior parte di coloro che sono diventati legislatori usano i social network e si può dire la nostra in diretta. Non servirà a nulla ma è un modo per far sentire il fiato sul collo. Terza cosa ricordiamoci che con il voto noi possiamo mandare a casa alcuni e far eleggere altri.


Conosco l’obiezione, sono tutti uguali ed è vero, anche se non in assoluto. Oltre che loro dobbiamo cambiare anche noi e diventare più attivi come cittadini, controllare di più i nostri eletti e non delegare tutto ai partiti. In questo dobbiamo ammettere che dobbiamo migliorare anche noi. Con tutto quello che ho da fare tra famiglia e lavoro ci manca solo che devo controllare chi eleggo, è questa la critica che viene fatta al mio ragionamento ed è vera. Rimane il fatto che la rabbia c’è e che dobbiamo trovare una forma non violenta e costruttiva di andare avanti.

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