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Costume
 
maria latella lp 500
di Maria Carla Rota

twitter@MariaCarlaRota


Un ingegnere in Italia trova lavoro mediamente a un anno dalla laurea. A cinque anni di distanza risulta occupato il 94% degli ingegneri contro il 74% dei laureati in generale. Lo stipendio medio di un ingegnere è di 1.750 euro al mese contro la media di 1.440 euro. "Eppure questo settore è  quasi totale appannaggio maschile. Perché le donne non colgono questa opportunità?"

 
A lanciare la sfida su Affaritaliani.it è Maria Latella, giornalista e conduttrice televisiva, moderatrice del convegno "Donne, scienza e tecnologia: dal talento femminile un'opportunità per l'Italia", organizzato da Valore D il 26 settembre a Milano. "Ancora oggi molte bambine hanno difficoltà con matematica e fisica, ma questo è il risultato di uno stereotipo culturale che dobbiamo abbattere". Tra gli ospiti del convegno, non a caso c'è il ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza. Poi molti dirigenti di aziende importanti e infine John Elkann, intervistato da quattro giovani donne laureate in ingegneria.
 
Donne, scienza e tecnologia. Come mai questo 'trio'?
"Un paio d'anni fa feci un'intervista con John Elkann sul settimanale A (di cui era direttore, ndr) perché stava facendo investimenti sull'educazione scientifica delle bambine. 'Meno bambole, più piccolo chimico', titolai. Da allora mi è sempre rimasta l'idea di voler approfondire l'argomento e così ne ho parlato con Valore D, con il presidente Claudia Parzani e il direttore generale Anna Zattoni. L'obiettivo? Lavorare sull'educazione e la formazione, che io ritengo fondamentale. Quando Samsung mi ha proposto di entrare nel loro board education sono stata felicissima".
 
Confrontarsi con gli uomini sul "loro" campo, quello dell'ingegneria, sarà una sfida ancora più difficile.
"Ne parleremo con le aziende, che sono le prime a doversi impegnare. Poi, fondamentale è la comunicazione dei mass media. Così abbiamo invitato anche Antonella Treu, a.d. del Gruppo Sole 24 Ore. I messaggi che passano attarverso la stampa e la tv possono cambiare la mentalità di padri e madri, convincendoli che la modernizzazione del Paese ormai passa attraverso donne slegate dagli studi umanistici. Oggi la sfida per sfuggire a povertà e discriminazioni è centrata su scienza e tecnologia. E sfatiamo il classico mito dell'ingegnere: anche gli studi scientifici danno elasticità mentale e le donne possono aggiungere ulteriori attitudini femminili. Conosco donne laureate in ingegneria, che si sono applicate brillantemente nel campo del marketing".
 
Questo è un momento cruciale per cambiare la situazione, come sostiene lei stessa. Vede segnali positivi?
"Io direi di sì. Vedo interesse crescente. Il neosenatore Carlo Rubbia ha mandato  un messaggio a Valore D  manifestando il suo sostegno. Anche la presidente Rai Anna Maria Tarantola voleva partcipare al convegno. Poi vedo grande interesse per donne come la scienziata e neosenatrice Elena Cattaneo e Fabiola Gianotti (la fisica alla guida degli scienziati che hanno trovato il bosone di Higgs, ndr). Sono tutti segnali di fermento".
 
Chi è la Marisa Bellisario di oggi?
"Fabiola Gianotti. Ma faccio anche un altro nome: Ornella Barra, farmacista di Chiavari ora a capo di Alliance Boots".
 
Lei ha fatto fatica come donna?
"Sì, ho cominciato negli anni Ottanta e ho sempre lavorato tanto. Nei quotidiani, poi, si hanno orari di lavoro che interferiscono pesantemente con la vita personale. Io avevo una bambina e la vedevo poco. Quando intervengo a proposito delle difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, so bene di che cosa parlo".
 
Suggerimenti per le donne lavoratrici?
"Come primo punto, prendo in prestito il consiglio che dava Margherita Hack: se vuoi anche avere una vita privata, scegli bene il tuo compagno. Devi capire se ha voglia di condividere il peso di una vita di coppia, altrimenti... meglio scappare! Metà della felicità di una donna che lavora dipende dall'equilibrio con l'uomo che ha a casa. Sempre Margherita Hack diceva che le donne saranno al loro punto di equilibrio quando avranno educato se stesse a delegare aagli uomini la metà delle faccende domestiche e gli uomini assolveranno felicemente a questo compito".
 
Secondo consiglio?
"Credere nell'aggiornamento continuo. Mai fermarsi. Sapersi reinventare sempre. Io ho sempre fatto due lavori nella mia vita: mi occupavo di cronaca giudiziaria e costume e società quando ero al Secolo XIX, al Corriere della Sera scrivevo di politica e costume e società, poi sono stata direttore di A e intanto già collaboravo con Sky. Ora mi occupo di politica con "L'intervista" su Sky TG 24 e continuo a scrivere di costume e società sul Messaggero".
 
Un ultimo consiglio?
"Fare sempre una piccola forzatura su se stesse. Rispolverare una lingua straniera, per esempio: io mi sono rimessa a studiare il francese cinque anni fa. Certo, l'ho fatto soprattutto per poter conversare con gli amici di mio marito, che è di Parigi, ma devo dire che è uno stimolo. Oppure trovare un po' di tempo da dedicare ai social network: ogni sera cerco di twittare e così sono arrivata a 50.100 follower".
 
E per  chi sta entrando nel campo del giornalismo in particolare?
"Non smettere mai di leggere e studiare, anche quando i ritmi sono frenetici. Studiare le lingue straniere,  in questo caso consiglio tedesco, russo e arabo perché ormai l'inglese va dato per scontato, e poi leggere soprattutto i grandi classici. Ne cito tre: Bel Ami di Guy de Maupassant, L'uomo senza qualità di Robert Musil e Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust. Ti trasmettono osservazioni così sottili e così attuali sull'animo umano, perfettamente applicabili oggi. Per tornare all'argomento iniziale, Bel Ami era un maschio che andava a letto con le donne per fare carriera".
 
E' appena slittato il voto sul decreto anti-femminicidio. Che cosa ne pensa?
"Poteva essere fatto meglio, ma l'importante è che si faccia. Perché aspettare quando c'è una tragedia in corso? Siamo di fronte a un passaggio sociale molto delicato. Molti di questi uomini non hanno lavoro, non hanno identità e crescono con il messaggio che si vale solo per il denaro che si possiede, come ha detto Papa Francesco in un discorso molto forte. In questa situazione scatta un morboso attaccamento verso la propria compagna, che invece magari un lavoro ce l'ha ed è più sicura di sé. Quando lei se ne va, crolla tutto il castello. E' un circolo vizioso e una legge non basterà a fermarlo. Serve molta comunicazione per aiutare le persone a capire che esistono altre vie".
 
 
 
Invito 26set2013

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