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Tempi duri per chi ha l'abitudine, giudicata pessima in tutto il mondo, di controllare il telefonino mentre si parla faccia a faccia al ristorante, nei locali o comunque in contesti sociali. Potrebbero ritrovarsi pubblicamente sbeffeggiati e "condannati" sulla Rete.

L'Australia ha infatti deciso di far partire una vera e propria rivolta contro i "phubber", ovvero i dipendenti dal cellulare.

Su Twitter sono già stati pubblicamente sbeffeggiati Elton John e David Furnish, Victoria Beckham e Jay-Z. Così nel Nuovo Continente un gruppo di persone ha deciso di dare vita alla campagna "Stop Phubbing". Tutti contro, insomma, quell'abitudine considerata maleducata di controllare il proprio telefonino mentre si è in un contesto sociale, fregandosene totalmente degli altri.

I "tossicodipendenti da cellulare" saranno segnalati su Twitter, come spiega Alex Haigh, creatore della campagna anti-phubbing.

La soluzione più semplice da auto-imporsi per non finire nel mirino? Bandire l'uso del cellulare mentre si è in pubblico e in compagnia.

Sul sito si chiede anche di esprimere un’opinione sul phubbing e sugli oltre 4500 voti espressi, il 72% si è detto contrarissimo, mentre un secondo sondaggio, in questo caso condotto dalla McCann Truth Central  per il Sunday Times, ha permesso di quantificare in un terzo la percentuale di britannici che si definisce un "phubber", con oltre un quarto (il 27% per la precisione) che ha ammesso di rispondere al telefono durante una conversazione faccia-a-faccia e il 16% di controllare i social network più di dieci volte al giorno. 

Cellulare-mania/ E' boom di "dipendenza"


Siete terrificati all'idea di perdere il vostro cellulare? Tremate per l'ansia quando non lo avete a portata di mano? Verificate costantemente dove si trova il vostro smartphone? Andate in panico se si esaurisce la batteria, il credito residuo è al minimo o sieti in un luogo dove non c'è copertura di rete?

Allora forse soffrite di "nomofobia". Un termine di recente introduzione - deriva dall'espressione anglosassione nomophobia - che designa la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile. Il termine è formato dal suffisso -fobia e da un prefisso inglese, abbreviazione di "no mobile".

Tra i sintomi, ci sono attacchi di panico, respiro corto, nausea, tremolii, ritmo cardiaco accelerato. Siete preoccupati? Rasserenatevi, perché non siete i soli. Secondo un'inchiesta britannica pubblicata dal Los Angeles Times e dal Telegraph, il 66% delle persone intervistate in un sondaggio riconosce di essere nomofobica. Una cifra in costante aumento, perché uno studio simile nel 2008 dimostrava che il 53% dei cittadini allora soffriva di questo disturbo.

Sempre secondo lo studio, a soffrirne di più sono le donne (70%) rispetto agli uomini (61%). E ne è 'affetto' il 77% dei giovani tra i 18 e i 24 anni rispetto al 68% della fascia 25-34 anni. Prendere coscienza di questa dipendenza dal telefono è il primo passo sulla strada della guarigione. Ma delle sedute dallo psicologo possono rivelarsi indispensabili. Oppure, si può scegliere di fare come i nomofobi più 'astuti' per non rimanere succubi del disagio: munirsi di due telefoni nel caso si perda il primo...

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phubbingsmartphonecellulareristorantemaleducazione
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