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Costume
Sesso, non farlo fa male alla salute. Allarme poco sesso: uomini a rischio

Sesso, non farlo fa male alla salute

 
Che il sesso facesse bene alla salute si sapeva. Ma ora emerge che non farlo o farne poco fa persino male alla salute. Soprattutto per gli uomini. L'astinenza aumenterebbe il rischio di problemi come cardiopatie, stress, difficoltà erettili. A elencare gli effetti collaterali del non fare sesso è il sito di mindfulness HackSpirit: fare sesso almeno 2 volte a settimana dimezza per l'uomo il rischio di arterie ostruite, rispetto a chi ha rapporti meno di una volta al mese. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, il sesso riduce inoltre i livelli di omocisteina, sostanza che può portare a problemi cardiaci. Fare sesso regolarmente migliora la circolazione e la salute vascolare, soprattutto negli uomini.
 

Ecco perché fare poco sesso fa male alla salute

 
Il sesso è un ottimo anti-stress, grazie all'aumento di endorfine ed ossitocina, e fa bene al sistema immunitario, aumentando la produzione di immunoglobulina A, anticorpo che combatte malanni come l'influenza, come scrivono gli esperti sul 'Daily Mirror', citando uno studio della Wilkes University in Pennsylvania.
 
Non solo. A beneficiare di una vita sessuale regolare sono anche le cellule grigie degli anziani: studi delle università di Oxford e Coventry hanno scoperto che chi è attivo sessualmente ha un punteggio più alto ai test sulla prontezza di linguaggio e sulla percezione visiva. Infine, chi fa sesso meno di una volta a settimana ha un rischio doppio di sviluppare una disfunzione erettile rispetto a chi ha rapporti più regolari.

Sesso, migliora se si dividono equamente le faccende domestiche  

 

La parità in casa di fronte al bucato da stendere fa bene alla vita sessuale della coppia. Una ripartizione equilibrata dei lavori domestici, infatti, aumenta il numero di rapporti e la soddisfazione dei partner, secondo uno studio pubblicato su 'Social Forces', rivista del Dipartimento di Sociologia dell'università del North Carolina e Chapel Hill, da ricercatori dell'università della Florida che hanno monitorato per 2 anni 1.100 coppie di 55enni, sposate in media da 27 anni. Dall'analisi è emerso che, al 2013, le donne statunitensi nella coppia lavoravano a tempo pieno nel 57% dei casi e si occupavano delle faccende domestiche ancora 2 volte più degli uomini contro le 7 volte degli anni '60.

 

Dividere a metà le pulizie di casa fa bene al sesso

 

Ma il dato più 'psicologico' - e trasferibile anche a contesti europei - è la scoperta che un'equa divisione delle pulizie di casa ha ripercussioni positive a letto. Un dato, secondo i ricercatori, legato a due fattori: la mancanza del sentimento di ingiustizia, nocivo alle relazioni, e il fatto che le pulizie domestiche sono 'cronofaghe', ovvero riducono il tempo da dedicare all'intimità. "Quando la ripartizione dei compiti è ingiusta verso le donne - spiega Anne Barrett, principale autrice dello studio - la soddisfazione sessuale si riduce, in una scala da 0 a 10, di un punto e mezzo in tutti e due i partner".

Sesso e donne, andare in bici fa bene alla vita sessuale

 

Più chilometri le donne percorrono in bicicletta, migliore è la loro vita sessuale e non ci sono rischi di disfunzioni sessuali e problemi di minzione come tante temono. Lo svela la nuova ricerca della University of California do San Francisco, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Sexual Medicine. La migliorata funzione sessuale delle donne ha  un piccolo "prezzo" da pagare, ovvero le maggiori probabilità di contrarre infezioni alla vescica e piaghe da sella, conseguenze meno gravi di quelle che le donne temono, come disfunzioni sessuali e urinarie. La nuova ricerca, che ha coinvolto più di 3.100 donne, dovrebbe far piacere alle tante donne che da anni ormai frequentano in palestra corsi di spinning e hydrobike. Questi corsi in bicicletta quindi non fanno bene solo all'aspetto fisico e alla salute, ma anche alla vita sessuale. E per fortuna non c'è nessun rapporto tra ciclismo e disfunzione sessuale e urinaria.

Sesso, antiafrodisiaci dagli oceani: dalle alghe ai cetrioli di mare

 

Dal pesce coniglio ai cetrioli di mare. Il cibo del futuro arriva dagli oceani ed ha numerose proprietà: afrodisiaco, antiossidanti e ricco di antinfiammatori naturali. Lo spiega il rapporto 'Food from the Oceans’, stilato per la Commissione Europea dai biologi marini delle Accademie delle Scienze dei paesi membri.

"Dobbiamo trovare nuovi modi per nutrire una popolazione globale in rapida crescita, che, secondo le stime, passera' dagli attuali 7 miliardi di persone a circa 10 miliardi entro il 2050", ha spigato all'ANSA Roberto Danovaro, dell’università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. "La sfida è duplice, perché queste nuove strategie dovranno essere corrette sia qualitativamente, sia nel modo in cui utilizzeranno le risorse del pianeta, cioè senza eroderle”. Negli oceani ci sono molte risorse che non vengono sfruttate: dalle alche, ricchissime di proteine, ad erbivori marini commestibili come il pesce coniglio, il pesce pappagallo, le oloturie, cioè i cetrioli di mare, che hanno un alto valore nutrizionale perché "sono ricchi di antiossidanti e antinfiammatori e contengono anche sostanze afrodisiache".

Sesso, Jennifer Lawrence confessa: “Non faccio sesso, ho paura”. I VIDEO

Paura di fare sesso. Jennifer Lawrence lo ha svelato in un'intervista al quotidiano inglese 'The Sun’: ha fatto sesso solo con uomini con cui era fidanzata perché ha troppa paura di prendere malattie sessualmente trasmissibili. L'attrice 27enne, al cinema con 'Red Sparrow', ha ammesso: "Parlo sempre di sesso, ma la verità è che se, mi guardo indietro, le mie esperienze sessuali sono sempre state solo con i fidanzati". "Parlo come se il sesso mi piacesse, ma - ha aggiunto - in realtà non lo faccio". "Ho anche la fobia dei germi", ha confessato, sottolineando che il sesso è "pericoloso". "Se mi metto nelle condizioni di poter prendere una malattia sessualmente trasmissibile, questo vuol dire che i medici sono già stati coinvolti. A tal punto ho paura dei germi".

 

Eiaculazione precoce, allarme se il rapporto sessuale dura meno di 2 minuti

Come capire se si soffre di eiaculazione precoce? Nell’ambito della Campagna di Sensibilizzazione su questo problema - che in Italia colpisce 4 milioni di uomini e che si presenta quando un rapporto sessuale dura in media meno di due minuti - ecco due video di circa 30 secondi ciascuno dedicati al tema, a breve protagonisti di una campagna di viralizzazione tramite Social Network. I clip sono stati pensati per fornire all’utente una breve ma efficace panoramica sulla durata media di un rapporto sessuale; gli “attori” sono persone comuni a cui è stato chiesto di rispondere al quesito “Quanto dura un rapporto sessuale?”. L’invito finale è di recarsi dallo specialista per trovare la soluzione al problema.

GUARDA IL VIDEO - 1

GUARDA IL VIDEO - 2

 

 

Jennifer Lawrence, nudo integrale sul set di "Red Sparrow". FOTO

 

 

Sesso: eiaculazione precoce un problema per 6 mln di italiani

 

In Italia l'eiaculazione precoce e' un problema per un terzo dei sessualmente attivi. Si tratta di un esercito di 6 milioni di uomini. Moltissimi sono giovani che arrivano a considerare il problema con uno specialista solo dopo aver superato i 30 anni. Questo perche' non conoscono il proprio corpo o in molti casi non ricevono la giusta educazione sessuale. Questo e' uno dei temi trattati in occasione del 13esimo congresso della Societa' italiana di chirurgia genitale maschile (Sicgem)  a Roma.

 

Sesso, le diverse forme di eiaculazione precoce
 

In base a studi recenti condotti in Europa e negli Stati Uniti, in una popolazione di uomini di eta' compresa tra i 18 e i 70 anni, il 49,6 per cento degli uomini risulta essere affetto da eiaculazione precoce primaria, il 34,6 per cento da eiaculazione precoce secondaria, e il 15,8 per cento da una forma di eiaculazione precoce saltuaria. Non tutte le eiaculazioni precoci sono infatti uguali. Si distinguono le forme primarie da quelle secondarie: le prime si osservano negli uomini giovani, sin dai loro primi tentativi di rapporto sessuale, le seconde invece si manifestano dopo un periodo di attivita' in cui l'uomo ha sperimentato un controllo e tempi di eiaculazione normali.

 

 Sesso, eiaculazione precoce un problema per un terzo dei sessualmente attivi

 

"E' fondamentale la diagnosi differenziale fra organicita' e funzionalita' - ha spiegato Giovanni Alei, presidente della Sicgem - per effettuare terapie mirate che vadano nella direzione della desensibilizzazione o in quella di un approccio farmacologico integrato dalla terapia sessuologica". Il primo step e' quindi affidato all'esame obiettivo dello specialista che riveste ancora un ruolo molto importante per valutare un'eventuale congestione prostatica, un frenulo breve, una fimosi o i segni di eventuali processi infiammatori a carico del glande. "Un primo approccio diagnostico - ha aggiunto Piero Letizia, specialista in Urologia e Andrologia, e co-presidente del congresso della Sicgem - puo' essere la somministrazione di un questionario e l'uso di esami strumentali che consentano di valutare sia la sensibilita' vibratoria sia termica (caldo-freddo) e quindi di dimostrare un'ipersensibilita' del glande o del pene. Tutti gli esami sono accessibili in forma ambulatoriale e solo in centri molto specializzati". Inoltre, oggi ci sono terapie piu' efficaci. "Da pochi anni - ha concluso Letizia - esistono farmaci mirati molto validi che, purche' usati dopo un accurato percorso diagnostico, danno ottimi risultati nelle precocita' psicogene. Per precocita' di natura organica, invece, la correzione di problemi anatomici, come incurvamenti congeniti e frenulo corto oppure la parziale desensibilizzazione chirurgica, risolvono definitivamente il problema".  

 

Sesso, che cosa piace davvero alle donne. Tutte le differenze con gli uomini

 

Nella settimana durante la quale si festeggia la donna, Durex coglie l’occasione per svelare alcuni dati della Global Sex Survey 2017* sul sesso e sulle loro pratiche preferite. Quale circostanza migliore per ricordare quanto sia importante per Durex, leader mondiale del settore, il benessere sessuale della coppia. Durex, grazie ad alcuni dati emersi dalla survey*, ha evidenziato un sostanziale gap tra uomini e donne sulla percezione del sesso, su cosa si preferisce fare a letto, sull’orgasmo e sulla durata dei preliminari e del rapporto sessuale. È vero che la metà degli intervistati sessualmente attivi, indistintamente tra uomo e donna, ha dichiarato di essere "molto" o “estremamente" soddisfatto della propria vita sessuale e il 55% ha ammesso che avere una vita sessuale soddisfacente migliora il proprio umore. Ma è anche vero che il piacere a letto viene percepito in maniera diversa, il 74% delle donne ha dichiarato di amare il sesso contro l’86% degli uomini.

 

Sesso, le differenze tra donne e uomini
 

Sarà quindi un problema di differenza di sensazioni e desideri? Il gap comincia già dai preliminari, trovando le donne leggermente meno soddisfatte degli uomini, arrivando fino all’orgasmo con 2 uomini su 3 (76%) rispetto a 3 donne su 10 (68%) che dichiarano di raggiungere sempre o quasi sempre l’orgasmo durante un rapporto sessuale. La curiosità è che il sesso si rivela più soddisfacente (57% del panel della survey) per chi usa il condom, il che sta a sottolineare la sua importanza non solo come metodo contraccettivo, ma anche come aiuto per vivere appieno un amplesso e per regalarsi momenti di massima intesa e piacere sotto le lenzuola senza interrompersi sul più bello. Differentemente da quanto si possa pensare, il 58% delle donne vorrebbe provare qualcosa di nuovo nella propria vita sessuale e il 75% trova il sesso divertente. Inoltre, il 62% delle donne intervistate ha dichiarato di amare sorprendere il proprio partner a letto.

*GSS: Ricerca condotta da Durex nel 2017 sulle abitudini sessuali di 29.735 adulti (di cui 1.042 sono italiani), in 36 Paesi del mondo

Sesso, chi tradisce di più? L'identikit del partner da evitare. IDENTIKIT TRADITORE


Il poliamore fa bene alla coppia? Meglio tradire che essere fedeli? Insomma, la maggior parte degli italiani sembra di stampo più tradizionale se si parla di sesso e coppia. E allora come fare per capire se il vostro partner è un potenziale traditore? Ecco l'identikit del fedifrago tracciato dagli scienziati americani della Florida State University, autori di uno studio pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology.

 

Sesso, sarà fedele? Ecco l'identikit di chi tradisce. IDENTIKIT TRADITORE

Al centro dello studio 233 coppie di neosposi analizzati per un periodo fino ai 3 anni e mezzo nei loro aspetti più intimi (soddisfazione matrimoniale, capacità di impegnarsi a lungo termine, relazioni extraconiugali. Alla fine gli psicologi Jim McNulty, Andrea Meltzer, Anastasia Makhanova e Jon Maner hanno estratto alcuni "predittori di fedeltà e di infedeltà".

Fedeli o traditori? L'identikit che fa paura alle coppie. IDENTIKIT TRADITORE

Innanzitutto, una sorpresa: a differenza di quanto si potrebbe pensare, le persone sessualmente soddisfatte all'interno della coppia hanno più probabilità di cedere alla tentazione di tradire. Questo accade forse perché sono persone che vivono il sesso in modo positivo e quindi si cercano un amante indipendentemente da come va la loro relazione principale. Seconda sorpresa, la bellezza: essere più o meno attraenti condiziona la propensione al tradimento femminile ma non quella maschile. Ovvero, le donne meno piacenti sono più inclini alla scappatella. Avere un compagno più o meno bello influenza invece l'uomo, ma non la donna: i maschi con partner poco attraenti tradiscono più volentieri.

 

Fedeli o fedifraghi? Ecco l'identikit del traditore. IDENTIKIT TRADITORE


E gli indicatori di fedeltà? La cattiva notizia è che sono un po' più difficili da individuare nella vita di tutti i giorni, mentre quella buona è che appartengono a molti e vengono naturali. Tecnicamente gli anglosassoni li chiamano 'Attentional Disengagement' (allontanamento dell'attenzione da uno stimolo ritenuto non più pertinente, per esempio una persona che rischia di suscitare un sentimento romantico o un desiderio fisico in un'altra già sistemata) ed 'Evaluative Devaluation' (tendenza a minimizzare caratteristiche che potrebbero rendere una persona particolarmente appetibile, quindi insidiosa per la stabilità di coppia).

 

Fedeli o fedifraghi? Svelato l'identikit del traditore. IDENTIKIT TRADITORE 

 

In un esperimento, gli '007 dell'amore' hanno mostrato ai partecipanti all'indagine foto di uomini e donne molto o mediamente attraenti, scoprendo una minore inclinazione al tradimento nei partner - maschi e femmine - che subito distoglievano lo sguardo dall'immagine (chi ci impiegava poche centinaia di millisecondi aveva il 50% di chance in meno di iniziare un rapporto clandestino), come pure in quelli che subito tendevano a svalutare la persona ritratta perché "alla fine non mi sembra niente di che". Gli scienziati tengono a dire che entrambe queste reazioni non sono atteggiamenti 'voluti', bensì automatici: quando praticano l'allontanamento dell'attenzione o la svalutazione, precisa McNulty, autore principale dello studio, "le persone non sono necessariamente consapevoli di ciò che stanno facendo o del perché lo stanno facendo. Si tratta di processi in gran parte spontanei, che non richiedono sforzi e che in qualche maniera possono essere 'forgiati' dalla biologia e/o dalle esperienze vissute nella prima infanzia".

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