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Costume
Tra Campania e Puglia è ancora guerra fredda per la mozzarella

Non si placa la guerra della mozzarella tra Campania e Puglia. Dopo la formale opposizione della Regione Campania trasmessa a fine settembre al ministero delle Politiche agricole rivolta a bloccare l’iter del riconoscimento della Dop alla mozzarella di Gioia del Colle, anche Cia e Confagricoltura ribadiscono il no alla denominazione di origine per il latticino pugliese. La guerra della mozzarella non si limita solo a questo. Le due associazioni degli agricoltori si dichiarano infatti contrarie in linea di principio anche al parere favorevole espresso dalla stessa Regione sulle modifiche al disciplinare di produzione sul congelamento del tipico latticino, considerato l’oro bianco per il territorio di produzione. Ossia, Campania, Puglia, Lazio e Molise. Seppure il congelamento proposto dal Consorzio di tutela sia limitato alla sola commercializzazione sui mercati esterni al territorio di produzione. Confagricoltura e Cia esprimono parere negativo alla possibilità di surgelare il prodotto dopo quattro ore dalla sua trasformazione, così da allungarne la vita. “Con tali modifiche si perdono le caratteristiche e le ragioni di un prodotto tutelato con il marchio Dop”, afferma ad Affaritaliani il responsabile Filiere di Confagricoltura nazionale, Rosario Rago. “La Regione Campania ha fatto bene a prendere una decisione chiara e netta contro la proposta della Dop alla mozzarella di Gioia del Colle, ma non possiamo condividere il parere parzialmente favorevole espresso nei confronti della mozzarella surgelata inviato dallo stesso ente al ministero delle Politiche agricole”, aggiunge il rappresentante di Confagricoltura. Favorevole alla mozzarella frozen ma con qualche distinguo e regole chiare la Cia-Agricoltori Italiani. “Come dimostra la posizione assunta sul Ceta, che per la prima volta vede tutelata la Bufala Dop sul mercato canadese -osserva il vicepresidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Alessandro Mastrocinque- noi siamo apertissimi alle innovazioni. Nel settore agricolo ha preso piede la preoccupante piega di criminalizzare qualsiasi novità e questo è autolesionistico. Detto questo facciamo solo alcune osservazioni di merito sul nuovo disciplinare, e cioè: l'introduzione d nuovi sottoprodotti aumenterà il valore aggiunto della Dop? I produttori sono attualmente strutturati per rispondere a un aumento della domanda? Sono stati fatti adeguati approfondimenti sulle innovazioni relative ai metodi di lavorazione?". Intanto è ancora guerra tra Campania e Puglia sul marchio Dop per la mozzarella di Gioia del Colle. Secondo la Regione Puglia non sussiste alcun impedimento giuridico all’utilizzo della denominazione “mozzarella” per il prodotto da latte vaccino. Per due ordini di motivi. In primis, perché la procedura prevista dall’Ue è rispettata. “La denominazione di origine -si legge in una nota della Regione Puglia- è un nome che identifica un prodotto originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un paese determinati la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani e le cui fasi di produzione si svolgono nella zona geografica delimitata”. E non esisterebbe nemmeno un impedimento di ordine giuridico. Il decreto del Presidente della Repubblica sul riconoscimento della denominazione tipica del formaggio mozzarella di bufala non pregiudica infatti la possibilità di utilizzare l'indicazione merceologica "mozzarella" per indicare il formaggio fresco a pasta filata, ottenuto da latte vaccino o misto. Inoltre, la mozzarella è già iscritta nel registro delle Stg e, pertanto, garantita con Regolamento Ce del 1998 approvato dal Mipaaf. Per tale motivo, si legge nella nota della Regione Puglia, “ciascun produttore può usufruire della denominazione mozzarella Stg con qualsiasi tipo di latte e il termine può essere liberamente usato come nome composto”. Solo la decisione del ministero potrà adesso mettere la parola fine alla guerra in carta bollata tra i due enti territoriali.

Eduardo Cagnazzi

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