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Costume
Turismo postCovid? Riparte dal digitale: dagli influencer alle divise in hotel

In questo momento storico particolare un settore specialmente fa fatica a rimboccarsi le maniche e ripartire, il turismo. Affaritaliani.it ne parla con Dario Vignali, giovane imprenditore digitale, CEO di Marketers e consulente per grandi aziende.

Dario Vignali, il settore del turismo con quale strategia può rispondere adeguatamente alla nuova realtà?

"Come qualsiasi strategia di Marketing rivolta alla promozione e alla crescita si deve partire dallo studio della psicologia del cliente. Quali paure o desideri emergeranno nella mente di chi desidera tornare a viaggiare? In che modo si possono risolvere tali paure e dare risposta ai desideri dei viaggiatori? Un’altra cosa che ritengo fondamentale è un’alleanza tra le diverse realtà di settore per consolidare un clima di “ripartenza” nella mente dei viaggiatori dubbiosi. L’influencer marketing è ad esempio una strategia a cui può ricorrere la singola attività o il singolo hotel ma che avrebbe ancor più efficacia se intrapresa come gruppo sinergico di attività locali. Lo storytelling dei travel influencer che raccontano la loro esperienza in una specifica località può essere un ottimo strumento per risolvere dubbi o paure verso e per attirare turismo in loco. Bisogna “sdoganare” il turismo. Ricorrere a persone “influenti” capaci di tranquillizzare una prima parte di viaggiatori aiuterebbe poi a dare il via ad un effetto a cascata”.

Come dovranno riadattarsi le strutture alberghiere e quelle legate alla ristorazione?

"In un primo momento ci sarà maggior paura ed incertezza. L’affitto di un appartamento o di una casa saranno percepiti più “sicuri” se confrontati alla vita d’hotel. Gli assembramenti, ma anche il semplice atto di prendere un ascensore, creeranno un senso di ansia e timore nelle persone. Bisognerà lavorare su soluzioni che dimostrino attenzione senza innescare gli stimoli della paura. A tal proposito dobbiamo ricordare che esagerare con il “simbolismo” medico potrebbe generare più paura che sollievo. Se ci immaginiamo di entrare nella reception di un hotel e di incontrare il personale vestito con mascherina chirurgica e guanti di lattice blu di certo non proviamo una bella sensazione. Non certo le sensazioni che vorremmo vivere in vacanza. Le grandi catene d’hotel ricorreranno ad una “personalizzazione” di questi elementi: mascherine e guanti di un colore neutro o intonate alla divisa potrebbero essere una soluzione. Un altro elemento fondamentale è la comunicazione: bisogna integrare nella propria comunicazione digitale (e non) un chiaro riferimento alle soluzioni adottate per intensificare l’igienizzazione degli ambienti. Lo dovrà fare il singolo Airbnb, il piccolo ristoratore ma anche la grande catena".

Che ruolo giocherà il digitale?

"Il digitale è sicuramente uno strumento capace di catalizzare la comunicazione e influenzare l’opinione pubblica. È lo strumento più importante per far ripartire l’economia turistica. Le strutture e le stesse località dovranno essere capaci di comunicare messaggi positivi e informazioni capaci di risvegliare la volontà del singolo di viaggiare. Soprattutto chi già possiede un account sulle maggiori piattaforme social media ha la possibilità di comunicare con i propri clienti. Molti clienti di ristoranti, hotel o strutture turistiche sono semplicemente in attesa di ricevere buone notizie capaci di rassicurarli. Vedere qualche foto del proprio ristorante o hotel preferito, di nuovo operativo e frequentato da clienti, è un ottimo incentivo a fidarsi e tornare a ripetere l’esperienza. Molte persone sono solamente in attesa, vogliono sapere che non sono le sole a fidarsi. Raccontate in che maniera state preparando al meglio la vostra attività per fronteggiare la crisi e fargli vivere una bella esperienza".

Ha pensato dei nuovi corsi ad hoc, oltre quelli già sulla sua piattaforma (copywriting strategico, uso avanzato di Instagram e altri), per la nuova quotidianità?

"Non credo che ce ne sia bisogno. Il marketing e i suoi principi funzionano da sempre in svariati contesti. Sta nell’esperienza del professionista avere le abilità di analisi e creative per comprendere come declinare le proprie competenze di marketing a seconda del contesto. In questo momento bisogna formarsi sicuramente sull’influencer marketing turistico, sul copywriting e sull’advertising. Sono tutti strumenti che se ben coordinati tra loro ci consentono di amplificare il messaggio verso il proprio pubblico. Produrre il giusto messaggio, inserire elementi di fiducia e diffonderlo quanto più possibile tra i propri clienti è la miglior cosa da fare. Si chiama marketing e i bravi imprenditori lo fanno da sempre".

 

Elisa Scrofani

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