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Cronache
Aereo scomparso, il premier malese: "Il volo è precipitato nell'Oceano Indiano"

Si è concluso nell'Oceano Indiano meridionale il volo del Boeing 777 della Malaysian Airlines, l'aereo disperso dal'8 marzo: lo ha reso noto il premier della Malaysia, Najib Razak, nel corso di una conferenza stampa a Kuala Lumpur, in cui ha messo fine a due settimane di giallo sulla sorte del velivolo. In precedenza lo stesso Razak aveva informato i familiari delle 239 persone a bordo dell'aereo scomparso.

Il primo ministro, che sulla vicenda e' intervenuto in prima persona sempre e soltanto per annunciare notizie di primaria importanza, ha aggiunto "con profonda tristezza e rammarico" che l'aereo "e' andato perduto" e che "nessuno e' sopravvissuto". Alla conclusione secondo cui il velivolo e' precipitato in mare nel sud dell'Oceano Indiano si e' giunti, ha spiegato Razak, grazie alla collaborazione dell'Aiib, l'agenzia del ministero dei Trasporti di Londra competente a indagare sui disastri nell'aviazione civile, e della 'Innmarsat', compagnia britannica operante nel settore delle telecomunicazioni satellitari, che hanno fornito nuovi dati e analisi.

Immagini inedite riprese dai satelliti, ha spiegato il premier della Malaysia, indicano che l'ultimo avvistamento del Boeing avvenne quando si trovava "nella parte centrale dell'oceano, a ovest di Perth", capitale dello Stato dell'Australia occidentale. Si tratta di un'area perlustrata da navi e aerei che partecipano alle operazioni di ricerca, dopo che vi sono stati avvistati oggetti galleggianti che potrebbero essere frammenti del relitto inabissatosi. "Si tratta di un'ubicazione remota, lontana da qualunque possibile sito di atterraggio", ha precisato Razak, senza peraltro fornire spiegazioni su cosa potrebbe essere accaduto sul'aereo.




Nella zona frattanto la Marina Militare americana ha inviato il proprio 'black box detector', un'apparecchiatura ad alta tecnologia di ultima generazione in grado di captare i segnali trasmessi dalle scatole nere di un aereo, vale a dire dal registratore dei parametri di volo e dal rilevatore dei suoni in cabina di pilotaggio. L'apparato opera di norma agganciato a un rimorchiatore, che lo traina a velocita' ridotta al di sopra del punto in cui si presume sia finito il velivolo: "Se troveremo rottami saremo in grado di agire il piu' presto possibile, dal momento che le batterie del segnalatore di una scatola nera hanno una durata limitata", ha commentato Chris Budde, responsabile operativo della VII Flotta Usa. L'unica altra novita' riguarda il co-pilota, Fariq Abdul Hamid: e' stato accertato dalla compagnia malese che il volo fatale sanciva il suo esordio ai comandi senza la supervisione di un assistente, dopo aver completato il prescritto ciclo di cinque voli 'assistiti'.

Aereo Malaysia: sms compagnia alle famiglie, "nessun superstite"
"Con profondo dolore dobbiamo ritenere, oltre ogni ragionevole dubbio, che il volo MH370 sia stato perduto e che non vi siano superstiti". E' il testo dell'sms inviato dalla Malaysian Airlines ai familiari dei passeggeri del Boeing 777, scomparso l'8 marzo. "Dobbiamo accettare tutte le prove, le quali suggeriscono che l'aereo sia precipitato nell'Oceano Indiano meridionale", prosegue il messaggio, spedito, in lingua inglese e in cinese, prima dell'annuncio del premier della Malaysia, Najib Razak, che ha messo fine a oltre due settimane di giallo sulla sorte del velivolo.

Aereo scomparso: 2 settimane di polemiche e false piste
Dopo oltre due settimane di ricerche, le autorita' malesi hanno reso noto che il Boeing 777 delle Malaysia Airlines scomparso l'8 marzo con 239 persone a bordo mentre era in volo tra Kuala Lumpur e Pechino, e' precipitato nel sud dell'Oceano Indiano. Questa la cronistoria di 16 giorni di ricerche, speranze e avvistamenti, spesso sbagliati.

SABATO 8 MARZO L'aereo sparisce dai radar alle 01:30 di sabato notte, poco prima di passare dal controllo malese a quello vietnamita. Viene registrato dai 'bip' dei radar militari fino alle 02:15, ma questo avvistamento sara' identificato solo qualche giorno dopo come il volo MH370. Dopo qualche ora dall'allarme, i vietnamiti individuano due enormi chiazze di petrolio vicino l'ultima posizione nota dell'aereo; ma i test di laboratorio riveleranno che si tratta di carburante perso da un cargo.

LUNEDI' 10 MARZO La Malaysia avvista due oggetti (tra cui una possibile zattera di salvataggio), ma si rivelano entrambi solo detriti in mare.

GIOVEDI' 13 MARZO I satelliti militari cinesi fotografano sospetti rottami nel Mar Cinese Orientale, ma non appartengono al Boeing 777. MERCOLEDI' 19 MARZO Un giornale delle Maldive riferisce che gli abitanti di Kuda Huvadhoo avrebbero avvistato l'aereo che sorvolava l'isola a bassa quota l'8 marzo, ma le autorita' di Male' lo escludono.

GIOVEDI' 20 MARZO I satelliti australiani rilevano due oggetti - uno di una lunghezza stimata di 24 metri - nell'Oceano indiano meridionale. L'immagine viene definita "credibile" e sul posto si dirigono quattro aerei, una nave mercantile norvegese e una nave militare australiana in grado di recuperare tutti i detriti.

LUNEDI' 24 MARZO Il premier della Malaysia, Najib Razak, mette fine a piu' di due settimane di giallo e annuncia che il volo si e' concluso nell'Oceano Indiano meridionale.

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